Alla fine il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte nella Regione Marche appoggerà il candidato del PD Matteo Ricci indagato nell’inchiesta che è stata chiamata ‘Affidopoli’

I grillini si confermano di ‘bocca buona’…

“Ormai siamo una forza politica abbastanza matura per distinguere tra avvisi di garanzia e condanne”, ha detto il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte (foto sopra tratta da Wikipedia) commentando il sì all’appoggio del suo partito alla candidatura di Matteo Ricci, PD, eurodeputato, ex Sindaco di Pesaro, per la guida della Regione Marche. La Magistratura sta provando a fornire qualche indicazione alla politica, ma senza grande successo. Ricci è indagato nell’inchiesta che è stata chiamata ‘Affidopoli’. Ma quello che il Partito Democratico pretendeva per le altre forze politiche oggi non vale per lo stesso PD. Soprattutto dopo quello che sta succedendo a Milano, città amministrata dal centrosinistra dove i magistrati hanno fatto luce su un sistema urbanistico che definire malato è poco (se volete approfondiore come hanno ridotto Milano dovete assolutamente seguire questo video con ‘intervista di Alessandro Di Battista al giornalista e scrttore, Gianni Barbacetto: QUI IL VIDEO). Almeno a Milano, questo va detto per onestà di cronaca, Conte ha chiesto le dimissioni del Sindaco Beppe Sala, difeso ovviamente dal PD (sei gli arresti a Milano: qui un articolo). Ma nelle Marche Conte ha ceduto al PD e appoggerà Ricci. Anche se, quasi per giustificarsi, ha detto che  parlare di “alleanza organica” nel centrosinistra “non è possibile per i nostri principi, valori e sensibilità” (qui un articolo). Intanto “principi, valori e sensibilità” e bla bla bla, nelle Marche, si mescolano con il PD di Ricci. Una scelta giusta? Lo diranno gli elettori. E lo diranno soprattutto i voti che prenderà il Movimento 5 Stelle in questa Regione.

Le ‘gesta’ di Matteo Ricci Sindaco di Pesaro raccontate da Marco Travaglio

Intanto riprendiamo un passo di un articolo di qualche giorno fa di Marco Travaglio sull’ex Sindaco di Pesaro: “Ricci è di un’altra scuola, la più antica: il politico che spende e spande denaro pubblico in opere e kermesse effimere per costruirsi un consenso personale, affidati a due associazioni create ad hoc dall’amico del suo factotum – uno con la terza media assunto per i social e gli ‘eventi’ – senza gare né inviti ad altre ditte per scegliere la migliore offerta. Un classico abuso d’ufficio, purtroppo depenalizzato dalle destre su richiesta anche di Ricci e altri sindaci PD. Che evidentemente facevano tutti come lui. Ora è indagato per corruzione, ben difficile da dimostrare col ‘ritorno d’immagine’. Ma le responsabilità politiche nella scelta del braccio destro e nella gestione dei soldi pubblici sono note da un anno grazie al Resto del Carlino che ha anticipato i pm. A giugno Manuela Iatì di Far West ne ha chiesto conto a Ricci, che l’ha accusata di essere ‘al soldo di FdI’. L’unica novità è che ora dovrà rispondere ai pm da indagato. Il PD ha fatto finta di nulla, l’ha candidato alle Regionali (dopo un solo anno di Parlamento europeo) e ora, alla vigilia del voto, deve decidere precipitosamente che farne, come se le carte non fossero già tutte sul tavolo e l’invito a comparire cambiasse qualcosa. A furia di guardare il dito anziché la luna, rischi di perderli entrambi”. Il PD ha deciso. E i grillini pure. Ogni altro commento ci sembra superfluo.

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