di Diego Fusaro

Con la sua consueta chiarezza espositiva il filosofo marxista ci ricorda che ogni tanto anche gli intolleranti al potere vengono sconfitti
Onore a Pietrangelo Buttafuoco, che ha impartito una lezione da manuale al giullaresco e pavido governo della destra neo-liberale e atlantista di Giorgia Meloni, genuflessa pateticamente a Washington, a Israele e all’Ucraina. Si definiscono pomposamente patrioti ma il loro è un patriottismo di cartapesta, dietro il quale si nasconde il più bieco servilismo rispetto all’Unione Europea e a Washington, a Israele e all’Ucraina.
La vittoria del dialogo
Buttafuoco ha avuto il coraggio e l’onestà di ammettere la Russia alla Biennale di Venezia e, oltre a ciò, di resistere all’ondata di polemiche che si è sollevata contro di lui e contro la sua sacrosanta scelta. La grandezza di un uomo si misura anche dalla fedeltà alle proprie scelte e alle proprie idee. In un suo recente discorso, con il quale è tornato a difendere la propria scelta, Buttafuoco ha magistralmente spiegato che non possiamo buttare alle ortiche la storia della nostra civiltà per essere compiacenti rispetto al potere dei politicanti contemporanei. Ha altresì dichiarato che l’essenza della nostra civiltà consiste nell’apertura alle civiltà altrui e nel dialogo con esse, non certo nella chiusura carapacica a ogni alterità.
La censura è sempre un gesto infame che descrive chi la pratica
La cultura e la circolazione delle idee devono essere sempre e comunque difese, a prescindere dai conflitti in atto: la censura dell’arte è sempre un gesto infame, che rivela in forma adamantina la barbarie di chi lo pratica. Senza esagerazioni, possiamo dire che Pietrangelo Buttafuoco ha magnificamente difeso i principi cardinali della nostra civiltà contro i barbari che, occupando i posti del potere, si stanno battendo con solerzia per smantellarla, ovviamente coprendo il loro nefando operato con i nomi gloriosi della democrazia e della libertà.
Foto tratta da La Verità








