di Giulio Ambrosetti

Piuttosto che appoggiarsi aI sondaggi farlocchi, il PD – che ha perso le elezioni comunali contro il Governo Meloni oggi in parte impopolare – dovrebbe interrogarsi sui propri alleati che squagliano come le candele accese…
Antigone, rispondendo alla sorella Ismene, dice di aver sacrificato la propria vita per dovere morale e divino. E aggiunge che il suo corpo appartiene già al regno dei morti. Così si sente liberata dalle leggi del tiranno Creonte. Non so perché questo dialogo, pur con grandi differenze, mi ricorda la parabola del Movimento 5 Stelle. Chi legge i miei articoli, sa che dal 2022, dopo i risultati ottenuti da questo partito alle elezioni politiche, ho ipotizzato la fine dei grillini. Alle elezioni europee del 2024 i risultati mi hanno dato ragione, se è vero che il Movimento 5 Stelle ha raccolto poco più di 2 milioni di voti. Un crollo verticale rispetto ai quasi 11 milioni di voti presi dai grillini alle elezioni politiche del 2018.
Se ancora non fosse chiaro, il Movimento 5 Stelle è franato anche nel Sud e in Sicilia
Alle elezioni politiche del 2022, nonostante le scelte politiche discutibili, il Movimento 5 Stelle, bene o male, ha perso voti ma non è franato, grazie soprattutto ai voti raccolti nel Sud e in Sicilia (qui un articolo). Nel 2024, come già ricordato, c’è stato il primo crollo. Il secondo, pesante crollo, è avvenuto alle elezioni regionali dello scorso anno. L’unica Regione italiana nella quale i grillini non sono precipitati sotto il 5% è stata la Campania. In questa Regione il Movimento esprimeva il candidato presidente, Roberto Fico, eletto grazie ai voti dell’allora presidente della Reg.ione uscente, Vincenzo De Luca. La caduta elettorale del Movimento 5 Stelle è stata certificata alle elezioni comunali dei giorni scorsi, se è vero che in quasi tutti i Comuni i voti di lista dei grillini sono andati sotto il 5%, con una netta revalenza vero il 2%. Si sta verificando quello che scrivo da 4 anni: il Movimento 5 Stelle è finito e sta scomparendo. E va scomparendo anche nel Sud e in Sicilia, dove gli elettori si sono finalmente ‘svegliati’.
I motivi per i quali i grillini stanno scomparendo
Le motivazioni le scrivo da quattro anni. Il primo, grandissimo errore, è stato il Governo con il PD, dopo che il ‘Genio senza lampada’, al secolo Matteo Salvini, ‘capo’ della Lega, nel 2019, ha messo in crisi il Governo Giallo-Verde, ovvero l’esecutivo composto da grillini e Lega. Non era il massimo, anzi. Ma era un Governo che, nel bene e nel male, si opponeva alla fallimentare Unione europea. I risultati dei Governi di Giuseppe Conte, sostenuti da PD e grillini, sono stati disastrosi. La gestione della pandemia è stata sbagliatissima. Il fatto che non ci sono state conseguenze lo si deve alla corruzione dell’Unione europea che sta comprendo ancora oggi gli anni bui della pandemia: valga per tutti lo scandalo a nove zeri dell’acquisto dei ‘presunti’ vaccini anti-Covid da parte della Commissione europea: una storia ‘insabbiata’. A cui si sommano gli scandali che sono emersi nella Commissione parlamentare d’inchiesta sugli anni della pandemia: altre vergogne ‘insabbiate’ (incredibile le storie relative agli acquisti delle mascherine, per non parlare di alcune dichiarazioni inquietanti rilasciate dai protagonisti di quella oscura stagione).
I grillini sono ormai al 5%-7% (più al 5% che al 7%)
Non è andata meglio con il Governo del cosiddetto “Unto dei mercati” (copyright del filosofo marxista Diego Fusaro), al secolo Mario Draghi, nominato d’ufficio ‘statista’, dopo i disastri provocati dall’Unione europea dell’euro tanto cara a questo personaggio. L’appoggio dato dal Movimento 5 Stelle al Governo Draghi ha accentuato la crisi di questo soggetto politico che oggi è arrivato al capolinea. I ‘sondaggi’, che ormai più che interpretare le intenzioni di voti cercano di condizionare il voto degli elettori per cercare di favorire i politicamente falliti dell’Unione europea, danno i grillini al 15%. Invece a mio modesto parere il Movimento 5 Stelle, anche a livello nazionale, oscilla ormai tra il 5 e il 7% (più il 5% che il 7%).
Se ci sarà la lista di Alessandro Di Battista il Movimento 5 Stelle scomparirà e perderanno voti anche Verdi e Sinistra
Di più: se, come sembra, Alessandro Di Battista traformerà il proprio movimento – Schierarsi – in un soggetto politico con l’obiettivo di presentarsi alle elezioni politiche del prossimo anno, il Movimento 5 Stelle scomparirà del tutto. A prescindere dalla legge elettorale con la quale si voterà – se con l’attuale pessima lgge elettorale, o con una nuova legge elettorale – i grillini, con molta probabilità, non supereranno il 3% e finalmente scompariranno. Sarà una liberazione per la stragrandissima maggioranza di elettori che hanno votato il Movimento 5 Stelle nel 2018 e che sono stati traditi. Per la cronaca, considerato il tipo di elettorato di Di Battista, è molto probabile che questo schieramento togliera voti anche a Verdi e Sinistra, che hanno preso voti alle elezioni europee grazie alla candidatura di Ilaria Salis. Se è vero che con Di Battista saranno cadidati Francesca Albanese a il magistrto Nino Di Matteo, Verdi e Sinistra perderanno voti.
Il ‘Campo largo’ è stato il suicidio politico dei grillini
Tornando all’inizio di questo articolo, non so chi sia il Creonte della situazione. Ma so che Conte, da quando è alla guida del Movimento, non ha mai vinto un’elezione. E trovo incredibile il fatto che si parli di una sua candidatura alla guida di un ipotetico Governo di centrosinistra. Non credo che Conte, tornando ad Antigone, abbia sacrificato il Movimento per dovere morale e divino. Credo, invece, che il Movimento 5 Stelle, in alleanza nel cosiddetto ‘Campo largo’ con il PD, abbia optato per il suicidio politico. I grillini sono nati come movimento rivoluzionario, non certo per stare insieme agli ultra-liberisti e globalisti del Partito Democratico. Insomma, ora, dopo aver seminato il vento, Conte e quello che resta del Movimento 5 Stelle si accingono a raccogliere le tempeste. Quanto al PD, va detto che se prima intercettava i voti in uscita dei grillini, adesso non li intercetta più.
I voti che mancano al centrosinistra con la contrazione elettorale degli eredi di Grillo
Se avrò ragione e se il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni politiche scenderà al 5% – al 2% e forse meno se ci sarà la lista di Alessandro Di Battista – mi piacerebbe capire come il centrosinostra dovrebbe ‘pareggiare’ o, addirittura, vincere le elezioni politiche del prossimo anno. La politica, soprattutto quella elettorale, è fatta anche di aritmetica. Ebbene, numeri alla mano, l’attuale centrosinistra, con la contrazione elettorale del Movimento 5 Stelle, non arriverà mai al 45%-50%. Ci potrebbe arrivare:
a) dando vita a un Governo con Forza Italia, a patto che tale epilogo venga nascosto dai dirigenti di questo partito agli elettori; dopo di che questa forza politica deve superare il 10%;
b) con i voti della lista di Di Battista che potrebbe anche superare il 10%.
Di Battista con il PD? Ci sembra assai improbabile
Ma Di Battista dovrebbe dichiarare prima che avrebbe intezione di allearsi con il PD per entrare nel possibile Governo di centrosinistra: ma così facendo perderebbe un sacco di voti. Per un motivo semplice: perché ormai più della metà degl’italiani ha capito che l’Unione europea è un disastro per il nostro Paese. Ci sembra difficile che Di Battista prenda per i fondelli gli elettori come hanno fatto i grillini e, aaddirittura, vada al Governo con gli ‘europeisti’ del PD. Quindi…
Foto tratta da Il Giornale







