“Approvando il Mercosur il Governo Meloni vuole finire di strugguere l’agricoltura italiana, con qualche eccezione. Serve una rivolta politica e sociale”. Parla Franco Calderone

di Giulio Ambrosetti

Dopo Danilo Calvani intervistiamo il presidente di Agrisat, il nuovo soggetto politico siciliano che mette insieme imprenditori, agricoltori, titolari di partite IVA e cittadini comuni

Ho già dato notizia ai lettori della nascita in Sicilia del movimento politico Agrisat e della rivolta che dovrebbe partire in Europa dopo le feste natalizie (qui un articolo). Abbiamo intervistato Danilo Calvani leader di C.R.A. Agricoltori traditi (qui la nostra intervista), un movimento di popolo che inizierà a manifestare in tutta l’Italia il 19 Gennaio. Oggi scambiamo quattro chiacchiere con Franco Calderone, presidente di Agrisat.

Abbiamo appreso la notizia di un accordo tra Agrisat con la Coalizione Popolare Nazionale. Di che si tratta?

“Con l’aposizione della nostra firma abbiamo sancito la nostra volontà di collaborare, insieme con altri soggetti, alla realizzazione di progetti comuni, tesi a favorire il miglioramento generale delle condizioni sociali, culturali, politiche ed economiche del Popolo Italiano e delle Istituzioni che ne tutelano il benessere”.

Questi valori sono in sintonia con lo statuto di Agrisat?

“Certo, Agrisat nella sua forma statutaria intende sovvertire l’attuale sistema che penalizza l’agricoltura, le partite IVA e i consumatori. La nostra è una battaglia sociale contro una politica che ha dimenticato chi lavora e produce in modo sano, che ha dimenticato tutti i titolari di partite IVA che ormai annaspano per non morire. Il nostro statuto è in armonia con quello della Coalizione Popolare Nazionale e degli altri movimenti che hanno aderito al progetto politico. Ci impegneremo nella ricerca, nell’individuazione e nell’applicazione delle migliori condizioni di collaborazione possibili. A tale proposito invitiamo tutte le persone stanche di una politica assente ed inefficace ad aggiungersi al nostro movimento, abbiamo una pagina Facebook (qui) alla quale chiunque può iscriversi, oppure possiamo essere contattati sul canale https://whatsapp.com/channel/0029Vb7hsVm9sBI8qMfCFp3D”.

IL DUBBIO: VOGLIONO APPLICARE IL MERCOSUR AGGIRANDO I PARLAMENTI DEI 27 PAESI UE?

Lo sa che il Governo italiano di Giorgia Meloni sta firmando il trattato Mercosur?

“Non sono stupito, poiché da questo Governo non ci aspettiamo nulla di buono. Questi sono bravi solo a regalare chiacchere improduttive. Basta vedere le interviste del Ministro all’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che parla sempre di risultati strabilianti del comparto agricolo. In realtà, l’attuale Governo, con qualche eccezione, vuole finire di distruggere l’agricoltura italiana. Questo indica la lontananza della politica dalla drammatica situazione reale che devono affrontare gli agricoltori con le loro aziende agricole. Tornando al Mercosur, la legge prevede che i Parlamenti dei 27 Paesi Ue approvino tale trattato commerciale tra Unione europea da una parte e Brasile, Argentina, Uruuguay e Paraguay dall’altra parte. La cosa strana è che nessuno, in questo momento, sta ricordando che, per diventare operativo, il Mercosur deve essere approvato dai Parlamenti dei 27 Paesi Ue. Mi chiedo e chiedo: non è che la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e i Governi e i Parlamenti dei 27 Paesi Ue vogliono evitare i passaggi parlamentari? Sarebbe incredibile se, anche per il Mercosur, venisse utilizzato il metodo CETA, il trattato commerciale tra Unione europea e Canada che, nel 2017, è stato applicato aggirando i Parlamenti dei Paesi Ue. I danni provocati dal CETA li stiamo toccando con mano. I conti li stanno pagando sia i produttori agricoli, sia i consumatori: soprattutto questi ultimi, che sono costretti a portare in tavola prodotti ‘arricchiti’ con il glifosato che finalmente, dopo circa 30 anni di denunce, è stato dichiarato letale per la salute umana. Se il Mercosur dovesse essere applicato, ebbene, l’Europa verrebbe invasa da ortofrutta sudamericana trattata con pesticidi che l’Europa ha bandito da oltre venti anni perché dannosi per la salute umana. Per non parlare dei prodotti zootecnici sudamericani: ricordiamo che, da quelle parti, gli animali vengono riempiti di antibiotici e ormoni”.

“UNO SCHIAFFO AGLI AGRICOLTORI EUROPEI CHE AVRA’ EFFETTI IMPREVEDIBILI”

Già lo scorso Dicembre c’è stata una grande manifestazione di protesta di agricoltori europei a Bruxelles. Ma la von der Leyen e i suoi commissari, a quanto pare, vogliono sfidare la piazza…

“E fanno male. Non hanno capito che gli agricoltori europei sul Mercosur e sui tagli alla PAC, la Politica Agricola Comune, fanno sul serio. Quella della Commissione europea è una manifestazione di arroganza: uno schiaffo a tutti gli agricoltori europei che avrà effetti imprevedibili”.

Anche l’agricoltura siciliana è in crisi.

“Altro che! Diciamo subito che l’agricoltura della Sicilia e l’agricoltura di tutto il Meridione d’Italia non sono mai uscite dalla crisi che è cominciata oltre quindici anni fa. Una crisi che ha fatto chiudere oltre 500 mila aziende. Oggi si stanno ulteriormente aggravando le condizioni economiche e strutturali. Nella nostra Isola manca l’acqua e molte delle strade per raggiungere i nostri insediamenti agricoli sono disastrose”.

L’acqua in Sicilia in realtà c’è…

“Sì e no. Ci sono tanti invasi artificiali abbandonati: anche se c’è l’acqua non può essere utilizzata perché piana di falgo. Mentre tante reti idriche sono fatiscenti. Se debbo essere sincero, non vedo a breve uno sbocco positivo delle problematiche attuali. Ad esempio nei vigneti i danni da peronospora hanno interessato tutto il nostro territorio siciliano, ma i fondi stanziati hanno coperto a mala pena il 10% della perdita totale di prodotto”.

Come abbiamo ricordato, ci sono state proteste a Bruxelles. A quanto pare nel mondo agricolo europeo monta la rabbia. Il 19 Gennaio sono previste manifestazioni anche in Italia. Voi in Sicilia cosa farete?

“Gli agricoltori francesi e tedeschi stavolta sono partiti prima di noi. Il 19 Gennaio inizieranno a partire le proteste in Italia. In ogni Regione ci saranno presìdi. Noi in Sicilia stiamo sondando i nostri amici e colleghi agricoltori. Ma non soltanto loro. Infatti, Agrisat è un movimento politico che abbraccia varie categorie sociali ed economiche. Penso ai titolati di partite IVA, ad altri imprenditori e, in generale, ai consumatori. Questa è una battaglia comune contro l’aggressione al lavoro dei campi ma anche una battaglia per la salubrità degli alimenti, per la tutela dell’ambiente, per la salvaguardia del lavoro. Contro una politica fallimentare. Stabiliremo tutti assieme quando partire con le manifestazioni ed il tipo di azioni da intraprendere”.

Siete in contatto con altre realtà italiane?

“Come ho già ricordato, qualche giorno fa abbiamo aderito alla Coalizione Popolare Nazionale che, fino a questo momento, associa oltre una cinquantina di movimenti italiani. Proprio ieri sera abbiamo fatto una riunione in videoconferenza per stabilire un percorso comune che aggreghi chiunque abbia a cuore le sorti del lavoro agricolo, dell’ambiente e del cibo sano. Dobbiamo mantenere il lavoro per combattere attivamente lo spopolamento, che ormai tocca praticamente tutte le famiglie siciliane. Nel periodo delle feste abbiamo visto i nostri paesi rivivere, adesso i nostri giovani stanno ripartendo e ritornerà il silenzio per le strade e la tristezza nei nuclei familiari ai quali vengono violentemente strappati gli affetti. Occorre una svolta che l’attuale politica italiana non è in grado fornire. Non a caso, come abbiamo ricordato, il Governo Meloni, dopo aver messo a punto una manovra economica e finanziaria 2026 che penalizza i cittadini, a cominciare dal rincaro del gasolio, dal rincaro delle assocurazioni, dal rincaro dei de pedaggi autostradali, dopo essersi rimangiato l’euroscetticismo sta tradendo anche gli agricoltori approvando il Mercosur. Nel silenzio delle opposizioni, che sono perfettamente allineate con la fallimentare Unione europea. Ho detto che serve una svolta. Sono stato impreciso: serve una rivolta”.

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