
“Le ghiotte trattenute sulla disoccupazione”. E magari operai che preferiscono la precarietà perché svolgono un secondo lavoro. In un contesto generale in cui l’afa ci tormenta da quasi tre mesi senza interruzioni
In Sicilia ci sono organizzazioni sindacali che si battono per la stabilizzazione degli operai forestali (in testa il Sifus Confali ma anche l’Ugl) e ci sono, invece, sindacati che sono contrari alla stabilizzazione degli operai forestali. Fanno riflettere le parole pronunciate dal segretario generale del Sifus Confali, Maurizio Grosso: “Mentre Maurizio Landini si sgola (?) dai palchi di tutta Italia per rivendicare la trasformazione dei contratti di lavoro precari in contratti di lavoro a tempo indeterminato, i suoi dirigenti regionali, assieme a tutta la triplice…”. E qui arriva il primo ‘siluro’: “In Basilicata – dice il segretario generale del Sifus Confali – spiegano agli operai forestali e alla saap che la stabilizzazione non gli conviene economicamente, evidentemente, perché, secondo loro, tra il lavoro contrattualizzato e quello che potrebbero esercitare in nero, posto che lo trovino, guadagnano di più. Nel frattempo, grazie a questa singolare tesi, Cgil, Cisl e Uil conservano le ghiotte trattenute che mettono nelle domande di disoccupazione agricola” (qui l’articolo per esteso: https://www.inuovivespri.it/2023/07/31/stabilizzazione-operai-forestali-maurizio-grosso-attacca-cgil-cisl-uil-nino-marino-ugl-siciliana-trapani-mario-parrinello-giuseppe-senia/). C’è anche il dubbio che alcuni operai forestali non siano interessati alla stabilizzazione, perché per loro la precarietà è, nel complesso, più remunerativa magari perché trovano altro da fare). In Sicilia il risultato di una politica regionale miope – che privilegia gli aerei alla prevenzione – e di chi si oppone alla stabilizzazione del personale forestale sono i danni al patrimonio boschivo registrati negli ultimi tre anni.







