Che effetti avrebbero sul vino siciliano esportato negli USA i dazi doganali del 30% annunciati dal presidente Trump? I dubbi sull’olio extra vergine ‘italiano’ in America. Parla Franco Calderone

E’ la persona indicata per fare il punto della situazione su argomenti che sono oggi al centro del dibattito politico. Si tratta di un imprenditore siciliano che gestisce una cantina e un oleificio nel Palermitano

L’abbiamo scritto e lo ribadiamo: i dazi doganali al 30% che l’amministrazione americana di Donald Trump ha appioppato all’Unione europea, che potrebbero raggiungere percentuali maggiori, interessano solo parzialmente il Sud e la Sicilia. Per la nostra Isola ci potrebbero essere probemi per i vini. Per capire come stanno le cose abbiamo posto qualche domanda a Franco Calderone, agricoltore dalle parti di Marineo, provincia di Palermo, dove gestisce una cantina (Vini Buceci) e un oleificio. Calderone, da anni, esporta i propri vini negli Stati Uniti d’America e conosce molto bene il mercato statunitense.

“TRUMP FA SOLO GLI INTERESSI DEL SUO PAESE”. A DIFFERENZA DELL’UNIONE EUROPEA – AGGIUNGIAMO NOI – CHE STA AFFOFFANDO L’AGRICOLTURA DELL’EUROPA MEDITERRANEA

Allora, Calderone: Trump è veramente ‘cattivo’ come viene dipinto nell’Unione europea?

“In realtà, Trump, da buon imprenditore, sta difendendo l’economia del suo Paese, così come aveva blandamente iniziato a fare anche il suo predecesspre, Joe Biden. Trump ha un modo di procedere molto particolare, che gli fa ottenere notevoli risultati economici. All’Unione europea, di fatto, attraverso la NATO, ha imposto ad ogni Paese il 5% del Prodotto Interno Lordo (PIL) per le spese della stessa NATO. L’Europa poco ci voleva che approvasse il 6%! Poi quando è in presenza di interlocutori forti, va a mediare. Il risultato è che comunque sta raggiungendo il suo obiettivo protezionistico. So di molte aziende europee e anche italiane che stanno andando a delocalizzare negli Usa le proprie produzioni, perché tra agevolazioni e mancati dazi per loro è più conveniente produrre lì. Tutto questo mentre l’Unione europea finanzia con 15 miliardi di euro i vigneti del Sudafrica, con 8 miliardi di euro per il ‘Piano Mattei’ e con un miliardo e 800 milioni di euro 1.8 il Mercosur, lo sciagurato trattato commerciale con alcuni Paesi sudamericani che provocherà danni micidiali all’agricoltura europea. Dei geni. Peggio, però, siamo noi agricoltori, che ci facciamo seviziare in questo modo e non sappiamo reagire, disperdendoci in miliardi di rivoli”.

La nostra tesi è che se i dazi americani verso l’Unione europea rimarranno al 30% per i vini siciliani i problemi dovrebbero essere contenuti. E’ d’accordo?

“Potrebbe essere così. In generale negli Stati Uniti d’America si esportano principalmente vini di prezzo contenuto, in maniera da poterli rivendere a prezzi abbordabili, condiderando che al prezzo di acquisto va poi aggiunto il trasporto per mare dentro ai container. Penserei, per la maggior parte, a vini di una fascia che sta sui 5-7 euro a bottiglia. Evidentemente ci sono vini molto più costosi, ma sono nicchie contenute che si rivolgono a consumatori molto abbienti, e comunque sono in una percentuale minima. La mia azienda, per esempio, esporta dei vini al prezzo di 5 euro per ogni bottiglia. Se andassimo a calcolare quel 30% di dazi, qualora venissero confermati, la bottiglia arriverebbe a costare 6.50 euro, che equivalgono a 7 dollari o giù di lì. Un prezzo comunque sempre molto abbordabile per il mercato americano. I problemi, è evidente, si pongono per i prodotti che hanno altissimi costi all’origine, come per certi formaggi, o per i prosciutti. Insomma, per i prodotti che stanno nella fascia tra 20-40 euro al kg ci potrebbero essere problemi”.

MA CHE OLIO D’OLIVA EXTRA VERGINE PORTANO IN TAVOLA I CONSUMATORI AMERICANI?

Il prezzo di una bottiglia di olio extra vergine di oliva in America, nel supermercati popolari, ‘viaggia’ tra 4-5 euro per bottiglia da mezzo litro. Secondo lei, è il prezzo giusto per un olio extra vergine di oliva italiano?

“Ad oggi non è possibile che si venda in America un olio extra vergine di oliva italiano a 8 euro-litro, intanto perché nella passata stagione i prezzi all’ingrosso dell’olio d’oliva extra vergine, in Italia, erano intorno a 10 euro al litro. Considerando il packaging, il confezionamento, il trasporto e la distribuzione, ebbene, possiamo quantizzare una aggiunta di altri 5 euro al litro. Appare perciò improbabile che oggi possano esserci in commercio in America oli extra vergine di oliva italiani a 8-10 euro al litro provenienti da esclusiva produzione italiana”.

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