
Finalmente c’è qualcuno che dice le cose come stanno
Non si può non essere d’accordo con la Segreteria regionale del SINALP Sicilia, che “esprime rabbia, sdegno e una profonda indignazione per l’assordante silenzio delle istituzioni nazionali di fronte alla tragedia che ha colpito Niscemi”. Durissimo il comunicato di questa organizzazione sindacale: “Mentre oltre 1.500 cittadini sono da settimane sospesi nel limbo dell’evacuazione, privati della casa, del lavoro e della dignità, e mentre un’intera economia regionale è stata annientata dal ciclone Harry, lo Stato sceglie di voltarsi dall’altra parte. L’Italia che ‘conta’ applaude alle Olimpiadi Milano-Cortina, si distrae con il glamour del Festival di Sanremo e investe risorse e attenzione in grandi eventi nordcentrici, mentre la Sicilia, lasciata sola, affoga nel fango e nell’indifferenza istituzionale“. Tutto terribilmente vero. Ennesima dimostazione che allo Stato italiano della Sicilia in particolare e del Sud in generale non gliene può fregare di meno. Peraltro, le celebrazioni delle Olimpiadi invernali in un Paese che va alla deriva sanno di grottesco, considerato che in Italia si contano quasi 6 milioni di persone in povertà assoluta. Il tutto mentre la politica italiana continua a foraggiare il regime corrotto dell’Ucraina (qui un articolo). I parlamentari espressione di Futuro Nazionale, il nuovo partito del generale Roberto Vannacci, che si presentavano come opposizione al Governo di Giorgia Meloni che sostiene l’Ucraina, alla fine hanno votato a sostegno dello stesso Governo (qui un articolo). La verità è che della politica rappresentata nel Parlamento nazionale non c’è niente da prendere.
In altre parti dell’Italia, per danni meno gravi, maratone televisive e raccolta di fondi nazionali. Per la Sicilia solo chiacchiere
“Come organizzazione sindacale – prosegue ill comunicato – denunciamo con forza che quanto sta avvenendo a Niscemi non è solo un disastro ambientale, ma una emergenza sociale e occupazionale senza precedenti. Sono a rischio migliaia di posti di lavoro, diretti e indiretti, agricoltori, braccianti, autotrasportatori, piccoli imprenditori, lavoratori stagionali, famiglie intere sono state private della propria fonte di reddito e della propria abitazione, senza alcuna garanzia concreta sul futuro. In altre parti del Paese, di fronte a calamità anche meno devastanti, abbiamo assistito a settimane di maratone televisive, raccolte fondi nazionali, interventi straordinari dello Stato e della Protezione Civile. Per Niscemi, con danni stimati vicini ai due miliardi di euro, il silenzio è totale se si escludono i servizi di circa un minuto che i TG nazionali danno e non come prima notizia”.
“Non permetteremo che questa storia venga insabbiata”
“La solidarietà è rimasta un fatto interno alla Sicilia – leggiamo sempre nel comunicato del SINALP Sicilia – sostenuta esclusivamente dal cuore e dall’impegno di AVO Sicilia, AVIS locali e Misericordie, realtà siciliane che hanno trasformato la solidarietà in azioni concrete. Dallo Stato centrale e dai grandi media nazionali sono arrivate solo frasi di circostanza, un insulto alla dignità dei lavoratori siciliani”. Ce n’è anche per le responsabilità che dovranno essere accertate dalla Magistratura: “Il disastro di Niscemi ha scoperchiato un vaso di Pandora fatto di incuria, ritardi, incapacità amministrativa e assenza di programmazione. Dai notiziari è emerso che 25 milioni di euro già stanziati negli anni passati per la messa in sicurezza del territorio non sono mai stati spesi, per l’incapacità di progettare e prevenire. E cosa ancora più grave i media nazionali ci fanno sapere che Niscemi è stata esclusa dai 99 milioni di euro del PNRR destinati al dissesto idrogeologico. Di chi è la responsabilità? Chi doveva vigilare? Chi ha lasciato che una comunità intera venisse esposta a un rischio noto e prevedibile? Non si può morire di fango nel 2026 per colpa di una burocrazia cieca e di una politica irresponsabile. Questa è responsabilità politica oggettiva, e come sindacato non permetteremo che venga insabbiata”.
Fino ad ora solo aiuti dalla Regione siciliana. Dallo Stato, nulla
E i fondi? “La Regione siciliana – sottolinea il SINALP Sicilia – ha stanziato 13 milioni di euro, un segnale concreto, ma insufficiente rispetto alla portata del disastro. Il contributo mensile di poche centinaia di euro, ad oggi soltanto annunciato dal Governo nazionale è una elemosina offensiva, che non restituisce una casa, non salva un’azienda, non tutela un posto di lavoro. Invitiamo la politica siciliana a interrompere ogni atteggiamento servile verso Roma”. Cosa quasi impossibile, perché i Governi siciliani di centrodestra e di centrosinistra, lungi dal fare gli interessi della Sicilia, fanno gli interessi di Roma. I Governi siciliani di centrosinistra, tra il 2012 e il 2017, hanno praticamente azzerato l’autonomia finanziaria della Regione siciliana in barba allo Statuto autonomista, mentre l’attuale Governo dell’Isola ha firmato accordi sbagliatissimi con Roma: incredibile la mancata rivendicazione dei 9 miliardi di euro che lo Stato, a partire dal 2007, ha scippato al Fondo sanitario regionale della Sicilia. La responsabilità di queste vergogne è degli elettori siciliani che si ostinao a votare per partiti politici nazionali che, come premio, li ‘incaprettano’. Come si usa dire in questi casi, chi è causa dei suoi mal pianga se stesso!
“La Sicilia è Italia sempre, non solo quando c’è da riscuotere tasse o raccogliere voti”
Il risultato della strafottenza romana verso la Sicilia lo sintetizza bene il sindacato SINALP: “Le passerelle, i continui sopralluoghi e le promesse di ‘ulteriori fondi’ non pagano i mutui, non ricostruiscono le aziende agricole, non garantiscono continuità occupazionale. Serve subito un Piano Straordinario per Niscemi e per tutte le aree costiere siciliane colpite dal ciclone Harry, con fondi certi, interventi strutturali e tutele reali per lavoratori e imprese. Se lo Stato continuerà a non rispondere, la politica siciliana ha il dovere di trarne le conseguenze e di porre con forza la Questione Siciliana come priorità nazionale assoluta, senza sconti e senza compromessi. La Sicilia è Italia sempre, non solo quando c’è da riscuotere tasse o raccogliere voti. Il SINALP non accetterà che Niscemi venga archiviata come un ‘evento sfortunato’. Pretendiamo pari dignità, sicurezza, lavoro e il diritto di restare nella nostra terra senza la paura di essere sepolti vivi dall’indifferenza dello Stato“. In realtà, bisogna avere il coraggio di affermare che fino a quando la Sicilia e il Sud resteranno in Italia non avranno alcuna speranza.
Con la complicitàt della politica dell’Isola stanno utilizzando fondi siciliani e non risorse arrivate da Roma
Ultima notazione che, forse, il sindacato SINALP dovrebbe considerare: il Governo regionale, supponiamo con l’avallo del Governo nazionale, sta utilizzando per fronteggiare i disastri provocati dal ciclone Harry le risorse che fanno capo al Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR) e al Fondo di Sviluppo Europeo (FSE). Come abbiamo scritto qualche giorno fa, “Le risorse FESR dovrebbero servire per le infrastrutture, mentre le risorse FSE dovrebbero servire per promuovere l’occupazione e sostenere la mobilità dei lavoratori, per la cosiddetta inclusione sociale e per il contrasto alla povertà. Siamo, insomma, al gioco delle tre carte: tolgono i soldi che sono già della Sicilia da una parte e li dirottano da un’altra parte”. Come si può notare, il Governo siciliano, invece di scatenare un ‘bordello’ contro il Governo nazionale, utilizza i fondi siciliani al posto del fondi nazionali che non sono arrivati e che, a nostro avviso, non arriveranno mai.
Foto tratta da ilSicilia.it







