Dopo aver raggiunto il record di 8 miliardi di persone, la popolazione del nostro Pianeta comincia a ‘frenare’. Perché? Una possibile spiegazione di quanto sta avvenendo

di Nota Diplomatica

Dalla data di pubblicazione di The Population Bomb, testo di Pou Ehrlich del 1968 che ha fatto epoca, è cambiato tutto

Sovrappopolazione – Non ci vuole una grande memoria per ricordare come, fino a pochi anni fa, la maggiore emergenza mondiale doveva essere la sovrappopolazione globale. Si prospettava un mondo dove ci saremmo trovati a vivere praticamente gli uni sulla testa agli altri, e perlopiù nella miseria. La previsione, sicuramente allarmante, non era irragionevole. Rispecchiava un impressionante dato di fatto: a partire dagli anni Venti, quando il Mondo era abitato da circa due miliardi di persone, la totale popolazione globale è cresciuta arrivando a superare gli otto miliardi di individui, un fatto attribuibile ai grandi balzi in avanti fatti soprattutto nei campi della medicina e dell’igiene pubblica, ma anche grazie alla nostra capacità di aumentare la produttività agricola per dare da mangiare a tanta gente. Il fatto era perlopiù noto solo ai demografi, fino alla pubblicazione nel 1968 di un libro enormemente influente, The Population Bomb, dell’americano Paul Ehrlich, un testo al quale è spesso attribuito un importante ruolo nella nascita del movimento ‘verde’ e l’interesse popolare per il tema dell’ecologia.

“… la disponibilità a vivere personalmente “peggio” per il bene degli altri è poco diffusa tra i numerosi popoli e culture che attualmente occupano il  globo…”

Ad ogni modo, aumenta la convinzione tra gli studiosi che la fase dell’imponente crescita della popolazione globale sia in procinto di fermarsi. Anzi, si comincia a parlare dei primi segni di una ‘crisi demografica mondiale’, per ora maggiormente evidente nei Paesi occidentali. Un po’ in tutti i Paesi più sviluppati, compresa l’Italia – attualmente il Paese più anziano al mondo dopo il Giappone – si assiste a un generale invecchiamento della popolazione, con la quota degli ‘anziani’ che ha cominciato a superare quella dei ‘giovani’. Si tende ad attribuire la circostanza a un misto di diversi fattori: il crollo della natalità dovuta ad anticoncezionali più efficaci, il migliorato livello generale di istruzione, le nuove abitudini di vita e, forse più di tutto, l’aumento della prosperità che incoraggia tutti questi fenomeni. Qualunque sia la causa della frenata prevista nell’ulteriore crescita della popolazione mondiale, il destino sembra in larga scala già segnato, poiché la disponibilità a vivere personalmente “peggio” per il bene degli altri è poco diffusa tra i numerosi popoli e culture che attualmente occupano il  globo… 

Foto Wikipedia

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