Dopo il Venezuela Trump annuncia un attacco militare via terra ai ‘cartelli’ della droga che operano in Messico. Lo farà? Fino ad ora tutto quello che ha promesso e detto l’ha fatto

A differenza di certi politici europei, specializzati in ‘quaquaraquaismo’ (dicono una cosa e fanno l’opposto), il presidente americano quando dice una cosa la fa

La notizia la leggiamo su un canale Telegram: “Il presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, annuncia l’avvio di operazioni imminenti in Messico con attacchi a terra”. La stessa notizia, anche se data in modo molto succinto, la leggiamo in un articolo di Byoblu, stando al quale il capo della Casa Bianca avrebbe annunciato un attacco al Messico in un’intervista rilasciata a Fox News. Insomma, dopo la cattura, in verità assai strana, del presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, Il presidente USA si accingerebbe ad attaccare i ‘cartelli’ della droga che operano in Messico. E’ chiaro che c’è un legame tra il Venezuela, ‘patria’ di grandi boss mondiali della mafia siciliana e americana già dagli anni ’70 del secolo passato, e i ‘cartelli’ presenti in Messico.

“Stiamo per iniziare a intervenire sul campo contro i cartelli in Messico”

Ancora il post di Telegram: “Stiamo per iniziare a intervenire sul campo contro i cartelli in Messico – dice Trump -. È molto triste osservare questa situazione nel Paese”. Il presidente fa riferimento ai ‘cartelli’ della droga. Trump dice di aver invitato il Governo del Messico a sbarazzarsi dei ‘cartelli’. Ma il suo invito non sarebbe stato raccolto dall’esecutivo messicano. Il post del canale Telegram riprende una dichiarazione di Trump dello scorso 5 Gennaio: “Bisogna fare qualcosa riguardo al Messico. Il Messico deve ristabilire l’ordine, perché attraverso di esso avvengono ingressi di massa, e dovremo prendere provvedimenti. Vorremmo che il Messico lo facesse da solo. Sono in grado di farlo, ma, purtroppo, i cartelli in Messico sono molto potenti”. Le notizie sono frammentarie: da quello che si capisce i ‘cartelli’ della droga sarebbero più potenti del Governo messicano: così l’amministrazione Trump avrebbe deciso di intervenire direttamente.

Piaccia o no, Trump vuole bloccare l’ingresso negli Stai Uniti di cocaina e Fentanyl

Che dire? In primo luogo va ricordato che la lotta ai migranti che entrano negli Stati Uniti dal confine tra Texas e Messico fa parte del programma elettorale di Trump. Va precisato che una delle prime mosse di Trump subito dopo il suo insediamento alla Casa Bianca è stata la militarizzazione del confine tra Messico e Texas per bloccare l’arrivo di migranti che, notoriamente, vengono utilizzati dai ‘cartelli’ della droga per fare entrare negli USA cocaina e Fentanyl. La lotta di Trump contro il narcotraffico proprio al confine tra Messico e Texas è iniziata con la sua prima presidenza, nel 2017, quando cominciò a costruire un muro tra Messico e Texas. Lavori che sono stati interrotti con l’elezione, peraltro molto contestata, del Democratico Joe Biden nel Dicembre del 2020. Biden ha interrotto la costruzione del muro e ha riaperto i confini ai migranti (chissà perché…). Trump, appena rieletto, ha ripreso la costruzione del muro tra Messico e Texas e ha bloccato l’arrivo di migranti. Ora, stando a quanto abbiamo letto su Telegram e su Byoblu, sta passando alla seconda fase: un attacco ai ‘cartelli’ della droga in Messico via terra. C’è da crederci? Sì, perché fino ad ora Trump sta rispettando alla lettera gli impegni assunti in campagna elettorale e quando dice una cosa la fa.

Foto Wikipedia

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