E’ inutile girarci attorno: oggi la lobby ebraica mondiale si è stancata di Iran, Hamas e Hezbollah. Per questo la guerra nel Golfo sarà l’ultima. Israele ha a disposizione i laser spaziali?

di Giulio Ambrosetti

Non ci inventiamo nulla: lo scrive in canale Telegram vicino alla Russia, non certo agli israeliani. Vi risulta che gli ebrei, dopo la Seconda Guerra Mondiale, siano mai stati sconfitti? Mai dimenticare il potere di chi crea soldi dal nulla

Il bombardamento di Kiev di questi giorni con missili ipersonici dovrebbe essere il primo argomento da trattare in questo articolo sulle guerre in corso Ucraina e nel Golfo. Invece iniziamo dagli ebrei che, come proveremo a illustrare, sono la chiave di volta di tutto. Cominciamo col precisare che Israele esiste perché dietro c’è la lobby mondiale ebraica. Che non è potente solo perché controlla importanti banche, Borse valori e alcuni tra i più importanti Fondi di investimento conosciuti anche come i ‘Padroni del mondo’. La lobby ebraica è importante anche perché controlla e impone la moneta. Produrre soldi dal nulla è un potere immenso. Israele è questo ed altro: per esempio, l’influenza che esercita negli Stati Uniti d’America e in altri Paesi del mondo. Da quando ero un ragazzo – e sono passati più di cinquanta anni – non ho mai visto la lobby ebraica e Israele sconfitti. Ci sono stati momenti in cui lobby ebraica e governanti israeliani non sono stati in perfetta sintonia: qualche incomprensione con la rude Golda Meir e con il laburista Shimon Peres. Oggi, da quello che si intuisce, la sintonia tra lobby ebraica mondiale e gli attuali governanti di Israele è totale.

Gli obiettivi di Israele

Da quello che si intuisce – questa almeno è la tesi di chi scrive – dopo la strage compiuta da Hamas il 7 Ottobre del 2023 gli ebrei hanno deciso di chiudere la partita con i nemici più agguerriri che ormai sono tre: Hamas, protagonista della citata strage del 7 Ottobre; Hezbollah in Libano e Iran. Poi di nemici di Israele ce ne sono altri, in buona parte mimetizzati, soprattutto in Europa. Sono coloro i quali, nel nome della difesa dei palestinesi, difendono di fatto Iran, Hamas ed Hezobillah. La guerra nel Golfo scoppia perché Israele – e quindi la lobby ebraica mondiale – ha deciso di chiudere una volta e per tutte la partita contro Iran, Hamas ed Hezbollah. L’obiettivo di Israele è la sconfitta di Hamas a Gaza e, di conseguenza, la conquista della stessa Striscia di Gaza; la sconfitta di Hezbollah in Libano, ovvero l’allontanamento di Hezbollah dallo stesso Libano, con la creazione una sorta di ‘protettorato occulto’ per impedire che il movimento Hebollah, una volta cacciato, rientri in questo Paese. E la sconfitta dell’Iran, che prima che militare dovrà essere economica. In più Israele conta di tenere l’occhio vigile sulla Siria, Paese del quale non si fida.

Economia: le differenza tra Israele e Iran. La crisi dei Paesi del BRICS

Solo i ciechi non vedono la differenza fondamentale tra Israele e Iran. Mentre Israele può contare su una potenza economca infinita, se è vero che dietro ha chi crea i soldi da nulla, l’Iran, in questa fase storica, non potendo esportare a pieno ritmo petrolio, zaafferano, pistacchi e altri prodotti, dopo oltre due mesi di blocco del Golfo è costretto a chiedere soldi e aiuti alla Cina, alla Russia e ad elemosinare i propri fondi depositati in Occidente. La Cina può anche difendere l’Iran ma economicamente non c’è partita. E’ solo questione di tempo. Difficile sconfiggere la lobby ebraica mondiale. Anche perché il progetto BRICS – la creazione di una moneta unica dei Paesi che fanno parte del BRICS agganciata all’oro e alternativa al dollaro americano negli scambi commerciali internazionali – si è arenato tra guerra in Ucraina e guerra nel Golfo. Se guardiamo i Paesi del BRICS oggi – Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, Egitto, Etiopia, Iran, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti – notiamo che l’Iran ha più volte bombardato due Paesi del BRICS: Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. E questa è una pesante sconfitta economica e geopolitica per la Cina di Xi Jinpng, personaggio molto sopravvalutato.

L’Iran è Paese alleato di Cina e Russia. Ma ha depositato una barca di soldi nelle banche e nelle società finanziarie occidentali. Come mai?

Tra l’altro, gli iraniani dovrebbero spiegare perché i loro fondi sono finiti nelle banche e nelle società finanziarie occidentali e non in quelle cinesi e russe, dal momento che gli iraniani sono alleati di Cina e Russia. La spiegazione che gli iraniani dovrebbero fornire è importante, perché l’Iran, da anni, è oggetto di sanzioni da parte dei Paesi occidentali. E non da Paesi occidentali qualunque, visto che le sanzioni, almeno sulla carta, gli sono state appioppate da Stati Uniti d’America, Unione Europea, Regno Unito e dalle Nazioni Unite. A questi si aggiungono le sanzioni di altri Paesi alleati occidentali come Canada, Australia e Svizzera. E’ normale che Paesi che sanzionano l’Iran poi accolgano i depositi iraniani? Come funzionano ‘ste sanzioni? Cosa c’è sotto questa strana storia?

Trump e il movimento Maga non sono mai stati alleati della lobby ebraica mondiale. Gli eventi hanno costretto il presidente USA a rivedere tutto

Altro domanda: cosa c’entra in questa storia Donald Trump? Il presidente americano e il movimento Maga non sono mai stati alleati o, addirittura, ammiratori della lobby ebraica. Anzi, uno degli obiettivi di Trump è la ‘riscrittura’ del sistema economico e monetario. Se non ci fosse stata di mezzo la guerra nel Golfo Persico e, in generale, in Medio Oriente, oggi Trump e la lobby ebraica magari non sarebbero in pieno scontro, ma non sarebbero sicuramente allineati come lo sono oggi su Iran, Gaza e Libano. Se si vuole provare a capire come stanno le cose bisogna mettere da parte l’informazione globalista occidentale americana ed europea e guardare ai fatti. Questo perché i globalisti hanno preso e continuano a prendere botte terribili da Trump e quindi sono obbligati a parlarne male, gettandogli addosso fango. Non è una novità: i globalisti americani ed europei attaccano Trump a testa bassa da oltre dieci anni, precisamente da quando l’attuale presidente USA – era il 2016 – sconfisse la candidata globalista alla Casa Bianca, Illary Clinton. Gli attacchi a Trump da parte dei globalisti sono spesso sonore minchiate: del resto, pensare che i globalisti siano lungimiranti o, addirittura, intelligenti è un errore. La verità è che gli eventi hanno costretto Trump a rivedere la propria tabella di marcia, che è quella del movimento Maga.

Attenzione aller armi non convenzionali che sono nella disponibilità di Israele

Ebbene, se si elimina la propaganda contro Trump e si guarda ai fatti non sfugge che l’Iran è l’alleata Cina stanno inghiottendo bocconi amarissimi. Di fatto, le vere o presunte trattative tra americani e iraniani nel Golfo sono riprese mentre Israele tiene sotto pressione militare Gaza e il Libano. Vero è che Hamas non è ancora fuori da Gaza e Hezbollah non è ancora fuori dal Libano. Ma è ormai acclarato che Israele controlla Gaza e il Libano. Se l’Iran, da sempre alleata di Hamas e Hezbollah, ha accettato di dialogare con gli Stati Uniti d’America è perché non ha alternative. A nessuno, in questa fase, conviene cercare di colpire Israele, perché nessuno, in Medio Oriente, ha dimenticato cosa avvenne nel Settembre del 2024, quando cercapersone e batterie di smartphone e di auto elettriche esplosero in Libano e in Siria provocando il caos (qui un articolo). Solo gli ingenui e i privi di fantasia possono pensare che gli israeliani hanno piazzato le bombe in migliaia e migliaia di dispositivi elettronici che poi, guarda un po’ che combinazione, sono finiti in Libano e in Siria.

I laser spaziali per lanciare attacchi da una piattaforma sopra la superficie della Terra

Invitiamo i nostri lettori a riflettere su un post pubblicato in queste ore da un canale Telegram vicino alla Russia, Paese schierato con l’Iran, non certo con gli israeliani. Titolo del post: “Israele riflette sulla sua Stella della Morte”. Segue l’articolo, che definire inquietante è poco: forse, per certi versi, è più inquietante delle esplosioni avvenute circa due anni fa in Libano e in Siria. “Il Paese (cioè Israele ndr) prevede di creare laser spaziali per lanciare attacchi da una piattaforma sopra la superficie della Terra, ha dichiarato il capo del Ministero della Difesa israeliano, Israel Katz. Gerusalemme ‘attrae le migliori menti’ per risolvere il problema e vuole diventare lo Stato leader in questo settore, scrive The Jerusalem Post. Katz ha osservato che l’emergere di tali sistemi potrebbe dare a Israele un vantaggio nella deterrenza e negli attacchi rispetto ai nemici che dispongono di più risorse. In precedenza, il Ministro aveva affermato che il Paese è ‘determinato’ a diventare un attore leader, in grado di lanciare attacchi dallo spazio”.

La posizione della Russia sulla guerra nel Golfo: le parole di Dmitrij Anatol’evič Medvedev

Molto interessante la posizione della Russia sulla guerra nel Golfo. “I negoziati sono sempre meglio della loro assenza, ma devono portare a qualche conclusione”. Lo ha detto Dmitrij Anatol’evič Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, parlando della situazione con l’Iran e gli USA. La notizia la leggiamo sempre su un canale Telegram. “Il memorandum d’intesa tra l’Iran e gli USA – dice sempre Medvedev – getta le basi per ulteriori negoziati. Il processo di raggiungere accordi definitivi sarà estremamente difficile. Non tutti negli USA vogliono revocare le sanzioni contro l’Iran. Sarà difficile per le parti raggiungere accordi sull’assegnazione di fondi per la ricostruzione dell’Iran”. Con il suo stile molto ‘asciutto’ Medvedev dà quattro notizie: 1) non nega l’importanta del memorandum d’intesa tra Iran e USA; 2) è assai pessimista su possibili “accordi definitivi” tra iraniani e americani; 3) sulla revoca delle sanzioni all’Iran gli americani sono divisi (ovviamente gli eberi americani non saranno favorevoli); 4) è sempre assai pessimista sul fatto che gli iraniani ottengano i fondi per la ricostruzione.

Molto strano il messaggio del diplomatico russo sullo Stretto di Bab el-Mandeb. A meno che…

Molto importante quello che Medvedev dice sullo Stretto di Hormuz: “Lo Stretto di Hormuz – precisa vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa – nel conflitto con gli USA è diventato per l’Iran un’arma non meno potente delle armi nucleari, ma c’è anche un’arma termonucleare di riserva: lo Stretto di Bab el-Mandeb”. Questo è un passaggio che merita di essere approfondito. Lo Stretto di Bab el-Mandeb congiunge il Mar Rosso con il Golfo di Aden e quindi con l’Oceano Indiano. L’eventuale chiusura di questo Stretto – e quindi la chiusura del Canale di Suez da parte dell’Iran in coppia con i guerrieri Houthy dello Yemen, altri alleati storici degli iraniani in questa fase fuori dal dibattito geopolitico – non danneggerebbe gli americani: danneggerebbe, in primo luogo, la Cina e l’Unione europea, due realtà che ancora oggi, in piena crisi della globalizzazione, imperniano le rispettive economie sull’import-export. A meno che Medvedev non si riferisca all’Unione europea: in questo caso cambierebbe tutto…

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *