di Giulio Ambrosetti

Non siamo matti: ricordiamoci che la Germania si accinge ad uscire dall’euro, anche se, con molta probabilità, proverà a tenere in piedi l’Ue per continuare a fare quello che fa dal 2002: i propri comodi
C’è una notizia lanciata dal Financial Times e rripresa da un canale Telegram: la Cina acquista oro segretamente, causando l’aumento record di prezzo. E’ noto che il prezzo dell’oro negli ultimi tempi è cresciuto con pochissime oscillazioni. Venerdì 14 Novembre il prezzo ha chiuso con 4 mila 163 dollari l’oncia, anche se altre fonti raccontano di un prezzo pari a 4 mila 080 dollari l’oncia, con un lieve calo rispetto all’andamento dei giorni procedenti. Per la cronaca, un’oncia equivale a 28,3495 grammi. In questo momento, in Europa, il prezzo dell’oro si attesta intorno a 90 euro al grammo. Le previsioni, pur in presenza di lievi oscillazioni, danno il prezzo dell’oro in crescita e a fine 2025 dovrebbe raggiungere la cifra di 100 euro per ogni grammo.
Le tante tesi per spiegare le ragioni della corsa all’oro
Sulle ragioni della corsa all’oro di discatta da tempo. Secondo alcuni analisti l’aumento del prezzo dell’oro sarebbe legato all’inflazione: cresce l’inflazione e cresce il prezzo dell’oro, visto come un tradizionale bene-rifugio per i risparmiatori. Altri analisti chiamano in causa le tensioni geopolitiche dell’attuale momento storico, l’indebolimento del dollaro americano che consente agli USA di esportare i propri prodotti e l’acquisto di oro da parte delle Banche centrali. Ora c’è chi chiama in causa la Cina: “Gli analisti – leggiamo nel post del canale Telegram – ritengono che il volume degli acquisti nascosti di oro da parte di Pechino possa ammontare a 250 tonnellate (più di un terzo della domanda totale delle Banche centrali mondiali). Nel frattempo, il volume pubblico degli acquisti della Banca Popolare Cinese quest’anno è stato di 1,9 tonnellate in Agosto, 1,9 tonnellate in Luglio e 2,2 tonnellate in Giugno. Non sorprende affatto nel contesto della guerra commerciale e dei tentativi di sottrarre gli attivi della Banca centrale della Federazione Russa”.
Il massiccio acquisto di oro da parte della Cina potrebbe essere l’annuncio della fine delle monete speculative
Infine, a nostro modesto avviso, c’è un’altra ragione che sta dietro la corsa all’oro: la fine delle monete speculative e il ritorno alle menote legate all’oro. I Paesi che fanno parte del BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, a cui si sono aggiunti Arabia Saudita, Egitto, Etiopia, Iran e Emirati Arabi) lavorano al progetto di una loro moneta legata all’oro. Il massiccio acquisto di oro da parte della Cina potrebbe non essere estraneo alla fine delle monete speculative: anzi. Questo significherebbe la fine del cosiddetto ‘Signoraggio bancario’ in tutto il cosiddetto Occidente industrializzato: le monete non verrebbero più prodotte dal nulla da potentati bancari che gestiscono la moneta ma dagli Stati. Era il progetto di Abramo Lincon e poi di John Fitzgerald Kennedy, due presidenti americani assassinati. Anche Aldo Moro, in Italia, alla fine degli anni ’60 del secolo passato, con le 500 lire di carta che rispondevano al Tesoro, aveva cercato di porre un freno allo strapotere della Banca d’Italia: anche lui è stato assassinato.
Le mosse di Trump sulla FED
Con molta probabilità, è il progetto dell’attuale presidente americano, Donald Trump, che prima dovrebbe realizzare un passaggio intermedio: lo smantellamento della FED, la Federal Reserve System, la Banca centrale americana, con il passaggio della gestione della moneta al Tesoro americano. Per poi passare a una moneta agganciata all’oro. Non a caso, negli utlimi anni, anche America e Inghilterra hanno fatto incetta di oro. Buona parte dell’oro italiano si trova negli USA: cosa, questa, che potrebbe facilitare il passaggio dell’Italia nell’area del dollaro, quando tra non molto la Germania uscirà dall’euro. (qui un articolo). Magari con un nuovo imbroglio: per esempio un euro forte per la stessa Germania e i suoi alleati (Olanda e qualche altro Paese del Nord Europa) e un euro debole da rifilare ai Paesi europei dell’area mediterranea per continuare a sfruttarli. Del resto, chi nasce stupido difficilmente diventa intelligente…







