Frana di Niscemi: sullo stop al pagamento delle rate dei mutui disposto dal Governo nazionale andrebbe fatta chiarezza

di Giulio Ambrosetti

Nessun intento polemico, anzi, massima solidarietà alla popolazione della cittadina siciliana colpita dagli eventi franosi. Solo qualche considerazione per provare a capire meglio come stanno le cose

Sulla frana di Niscemi (foto sopra tratta da Wikipedia) ormai conosciamo quasi tutto. Sappiamo perché un parte della cittadina è venuta giù, sappiamo che i problemi sono noti da sempre, sappiamo che dopo la frana del 1997 è stato fatto poco o nulla. E sappiamo anche che un sistema di monitoraggio è stato dimenticato. Quello che ancora manca è un preciso calcolo delle abitazioni che si sono sbriciolate e di quelle che sono a rischio e che non potranno più essere abitate. Certo, purtroppo la frana è attiva e potrebbe ‘mangiarsi’ altre case. Massima solidarietà ai cittadini di Niscemi. E nessuna polemica. Ma almeno una stima partendo dai dati che si conoscono andrebbe fatta, anche per capire il senso del provvedimento annunciato dal Governo nazionale e, precisamente dal Ministro Nello Musumeci: “C’è la sospensione del pagamento delle rate di mutuo e di ogni altra obbligazione. Con la ministra Calderone (Maria Elvira Calderone, Ministro del lavoro e delle politiche sociali ndr) stiamo individuando quali e quanti ammortizzatori servono per sollevare quelle aziende, ora inattive, che dovrebbero pagare i contributi per i lavoratori”. Lo stop a tutte le obbligazioni non fa una grinza: anzi, è giustissimo. Sullo stop alle rate dei mutui, invece, andrebbe fatta un po’ di chiarezza.

Di quali mutui si parla?

Da quello che abbiamo letto e ascoltato, gli attuali amministratori comunali di Niscemi hanno affermato che le abitazioni colpite dalla frana sono state realizzate negli anni passati, sicuramente prima della frana del 1997. Addirittura sarebbero venute giù case costruite quasi cento anni fa. Insomma: di quali mutui stiamo parlando? Se ci sono mutui, ebbene, a quali anni frebbero riferimento? Sono vecchie abitazioni acquistate con i mutui che oggi sono franate o stanno franando? Sicuramente è così. O forse il riferimento allo stop delle rate dei mutui disposto dal Governo nazionale riguarda tutta la città di Niscemi o, magari, i titolari delle attività economiche che sono state penalizzate dalla frana. Qualche chiarimento non guasterebbe, perché dai primi anni ’90 del secolo passato ad oggi la storia amministrativa di questo Comune è stata, come dire?, un po’ sofferta. Due anni di commissariamento dal 1992 al 1994. Dal 1994 al 2000 si susseguono amministrazioni di centrosinistra. Dal 2000 al 2004 c’è un Sindaco di centrodestra. Poi altri tre anni di commissariamento. Dal 2007 al 2012 torna al governo della città il centrosinistra. Dal 2012 ad oggi si registrano Sindaci espressione di liste civiche. Cinque anni di commissariamento in poco meno di 35 anni non sono pochi.

Le parole di Leonardo Santoro

Torniamo, così, al punto di partenza. Per fare chiarezza non soltanto sulla frana, ma su tutti gli effetti provocati dalla stessa frana nella cittadina di Niscemi sarebbe opportuna una stima dei danni, anche in divenire, considerato, come già accennato, che l’area interessata dai crolli potrebbe estendersi. Dice il segretario generale dell’Autorità di Bacino del Distretto idrografico della Sicilia, Leonardo Santoro: “Con un decreto disporrò l’estensione dell’area di rischio a tutela della popolazione di Niscemi di circa 25 chilometri quadrati. In questa area sarà imposto il divieto di inedificabilità assoluta”. Anche in questo caso andrebbe fatta qualche precisazione, perché nell’area della cittadina colpita dalla frana del 1997 l’inedificabilità assoluta deve per forza di cose essere già in vigore. Diamo per scontato, infatti, che nell’area interessata dalla frana di 29 anni fa non siano state edificate nuove abitazioni. 

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *