Gesù conforta i discepoli spiegandogli che la morte dura quanto un battito di ciglia o di ali di farfalla: “Si chiudono gli occhi all’esperienza terrena per riaprirli immediatamente alla vita eterna”

di Frate Domenico Spatola

Non potevano capire, perché non avevano sperimentato la risurrezione: Giovanni 16, 16-20

Gesù, nell’ultima Cena, provò a confortare i discepoli, atterriti dalla notizia della sua morte. Non avevano sperimentato la risurrezione, perciò non sapevano che il tempo della morte dura un “micron”, cioè un milionesimo di secondo, quanto un battito di ciglia o di ali di farfalla. Si chiudono gli occhi all’esperienza terrena per riaprirli immediatamente alla vita eterna. La misura dell’intervallo la dà Gesù dicendo: “Un poco ancora e non mi vedrete e ancora un poco e mi rivedrete”. Non potevano comprendere i discepoli, convinti che la morte fosse una fine definitiva. Gesù li volle aprire alla “vita che continua, oltre la morte” con uno stacco minimo “quanto un micron di secondo”. Perciò Gesù commentava la morte, cui andava incontro, con espressioni di gioia. La vittoria che millantava il mondo che lo avrebbe ucciso non sarà vera, perché durerà quanto un battito d’ali di farfalla, mentre la gioia per la sua risurrezione, sarà vera perché eterna. Anche quella dei credenti in lui.

Foto tratta da Unità Pastorale di San Salvaro

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