
Probabilmente si è trattato di cibi mal conservati
La notizia di queste ore è il richiamo di due marchi di friarielli alla napoletana (qui un articolo) per sospetto rischio di contaminazione da botulino. Negli ultimi giorni il botulino è finito purtroppo sotto le luci della ribalta. In Calabria, in provincia di Cosenza, due persone sono morte in seguito all’ingestione di cibi che contenevano tossine botuliniche. In Sardegna, in provincia di Cagliari, si registra un decesso per ingestione di cibi contenenti botulino, mentre una ventina di persone è finita in ospedale. I due casi non sembrano essere collegati. Si pensa che le persone abbiano ingerito cibi conservati in modo improprio. In provincia di Cagliari si ipotizza che i problemi possano essere stati creati dal glucamole, una salsa a base di avocado utilizzata per condire i panini dal titolare di un chiosco. I casi di botulino in Calabria sono stati registrati qualche giorno dopo quelli che si sono verificati in Sardegna, e precisamente a Diamante, provincia di Cosenza, come già ricordato, sono morte due persone: un uomo di 52 anni e una donna di 45 anni. Stando alle indagini, l’origine dell’intorricasione sarebbe da ricondurre a panini con salsiccia e friarielli (qui un articolo).
Come conservare le bottiglie di salsa preparata in casa e i pomodori pelati preparati sempre in casa
Un’altra notizia che leggiamo su Il Fatto Quotidiano racconta di un’altra intossicazione, senza decessi, che è andata in scena a Fano, nelle Marche. Gli invitati alla cena erano circa 800 persone, ma solo un centinaio si sono sentite male e hanno dovuto fare ricorso a farmacie e guardie mediche. Senza voler creare allarmismo, una riflessione sui cibi conservati va fatta. Viviamo in un tempo complicato e, forse, un po’ di attenzione a quello che portiamo in tavola non guasta. Nella tradizione siciliana in Estate, tra Luglio e Agosto, si preparavano le bottiglie di salsa di pomodoro o i barattoli di pomodori pelati. Bottiglie di salsa e e barattoli di pomodori pelati, prima di essere conservati nella dispensa, vengono portati ad ebollizione per eliminare l’eventuale presenza di batteri che, se presenti, innestano la catena botulinica. Insomma, per eliminare il rischio di botulismo dalle conserve fatte in casa è necessario sottoporle a trattamenti termici più intensi, come la pastorizzazione o la sterilizzazione in autoclave. Se i cibi sono conservati bene, cioè senza batteri, non ci sono problemi. Se i cibi sono conservati male e sono presenti i batteri si possono formare le spore e la tossina botulinica. Se i cibi vengono consumati con la presenza della tossina botilinica si rischia la morte: quello che purtroppo è avvenuto per le persone decedute, stando a quello che raccontano i mezzi di comunicazione.
La presenza di gas dall’odore sgradevole all’atto dell’apertura di una scatola o di un barattolo di cibo è un segno di allarme
L’ebollizione può risolvere il problema? La temperatura di 100 gradi distrugge la tossina botulinica, ma se sono presenti le spore il problema si potrebbe complicare perché sono più resistenti al calore. La cottura in pentola a pressione a 120 gradi elimina il problema delle tossine botuliniche e delle spore. Detto questo, qualche preoccupazione c’è. Va detto che la presenza di botulino si avverte quando si ha a che fare con un cibo mal conservato, perché, al momento dell’apertura della scatola o del barattolo, fuoriesce un po’ di gas di odore sgradevole e i caratteri organolettici dei cibi si presentano alterati: mai assaggiare un cibo dubbio, perché anche minime quantità di tossina botulinica possono essere letali. Inoltre il liquido di vegerazione di un cibo con il botulino presenta bolle che non debbono esserci in un cibo conservato bene in scatola o in barattolo, perché è segno di produzione di gas.
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