I primi effetti economici della guerra: crollo del trasporto aereo, problemi per le crociere e per i cittadini (50 mila siciliani vivono nella penisola arabica). Dal Golfo Persico la guerra si allarga al Mediterraneo

Sono oltre 21mila i voli annullati in Emirati e in Qatar, almeno la metà diretti in Europa. Fra essi il volo di Fly Dubai con Catania

Vediamo, per grandi linee, alcuni degli effetti economici provocati in Italia dalla guerra in corso nel Golfo Persico e nel Mediterraneo. Nel complesso, alla Farnesina, sede del Ministero degli Affari Esteri del nostro Paese, risulta che gli italiani in Medio Oriente siano più di 81mila. Trentamila sono negli Emirati Arabi Uniti e quasi 21mila in Israele (https://www.ilpost.it/2026/03/03/italiani-bloccati-paesi-golfo-dubai/). In realtà sono molti di più: almeno il doppio. Questo perché moltissimi non si registrano ad Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero), e molti altri sono turisti. Sono, di fatto, tutti bloccati. Perché gli aeroporti sono chiusi. Chiusi sono anche i porti, e ci sono pure migliaia di turisti in crociera bloccati (https://www.ilmessaggero.it/AMP/mondo/dubai_italiani_bloccati_crociera-9393408.html). Collassato in tutta Europa e anche in Italia il traffico aeroportuale. Sono oltre 21mila i voli annullati in Emirati e in Qatar. Molti dei quali, almeno la metà, diretti in Europa. Fra essi il volo di Fly Dubai con Catania.

Grandi problemi per gli italiani che lavorano da quelle parti

Vediamolo dunque meglio il crollo del traffico aeroportuale. Collassato il traffico aereo in tutta Italia, e in Sicilia. Non arrivano né partono più i voli che alimentavano gli hub degli Emirati e del Qatar. Fra esso il volo Fly Dubai che 3 volte la settimana dal 2022 collegava Catania agli Emirati (https://travelnostop.com/sicilia/compagnie-aeree/flydubai-torna-a-volare-da-catania-a-partire-dal-24-giugno-2022_542345). È grazie alla grande offerta di lavoro e anche di questo volo che vivono nella penisola arabica almeno 50mila siciliani. Tutti bloccati da 4 giorni. 

Gli attacchi a Cipro e alla Turchia ci dicono che l’Iran (sostenuto a spada tratta dalla Cina) potrebbe cominciare a bombardare le basi militari americane e NATO presenti in Europa

Anche se in Europa si fa finta di non capire, la guerra ha già iniziato a coinvolgere il Mediterraneo. Ed è anche logico: gli iraniani e la Cina che sta dietro l’Iran hanno deciso di colpire anche le basi americane in Europa e, in generale, nell’area mediterranea. Quando il premier spagnolo Pedro Sanchez si dissocia dal conflitto rifiutandosi di fornire le proprie basi militari agli USA, ebbene, lo fa per evitare che il proprio Paese venga coinvolto nella guerra. Ci riuscirà? Di certo la Spagna non potrà evitare gli effetti economici negativi molto pesanti che stanno per arrivare. Non a caso l’Iran e i sui alleati, oltre ad aver attaccato e a continuato ad attaccare i Paesi del Golfo che ospitano basi militari americane, stanno cominciando a prendere di mira anche le basi militari americane e NATO presenti in Europa, da Cipro alla Turchia. Con molta probabilità, questo spiega il viaggio in America di queste ore del Cancelliere tedesco, Friedrich Merz. Tutti ci auguriamo che la guerra termini in tempi brevi. Ma considerato che la Cina farà di tutto per non perdere la base geopolitica irainana, ci dobbiamo preparare a tutto: anche al peggio, non soltato dal punto di vista economico.

Foto tratta da Startmag

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