I venti punti del piano di pace di Zelenskyj sono tragicomici. Ungheria, Slovacchia e ora anche Francia sono contro la guerra alla Russia. L’ombra della ‘balcanizzazione’ dell’Europa

di Giulio Ambrosetti

L’invasione dell’Ucraina non è iniziata a fine Febbraio 2022, ma tre anni prima con il golpe degli americani guidati allora da Barack Obama

Tra bombardamenti senza fine, attentati terroristici a Mosca e Volodymyr Zelenskyj che augura la morte a Vladimir Putin, lo stesso presidente di quello che resta dell’Ucraina ha presentato un bizzarro piano di pace che non si capisce se sia stato o meno concordato con gli americani. Più che una proposta di pace sembra un piano fatto apposta per proseguire la guerra. Basti pensare che non è prevista la non adesione dell’Ucraina alla NATO: insomma, un piano di pace che lascia immutate le motivazioni profonde per le quali è scoppiata la guerra in Ucraina. Motivazioni profonde che, lo ricordiamo, non cominciano con l’invasione russa di fine Febbraio 2022, ma con il colpo di Stato promosso in Ucraina nel Febbraio del 2014 dai Democratici americani allora alla guida della Casa Bianca con Barack Obama, sull’onda di una finta rivoluzione. Il fatto che l’informazione occidentale di oggi, in testa la televisione, nasconda i fatti, ebbene, non significa che tali fatti non sono avvenuti.

Il libro dei sogni di Zelenskyj & compagni

Ecco di seguito i 20 punti del piano di pace (o quasi) di Zelenskyj che abbiamo rintracciato su un canale Telegram:

1. Conferma della sovranità dell’Ucraina.

2. Accordo di non aggressione tra Russia e Ucraina, monitoraggio sulla linea di contatto.

3. Garanzie di sicurezza.

4. Forze armate ucraine di 800.000 uomini in tempo di pace.

5. USA, NATO ed Europa forniranno all’Ucraina garanzie di sicurezza come nell’articolo

5. Se la Russia invadisse l’Ucraina, ci sarebbe una risposta militare e la ripresa delle sanzioni.

6. La Russia sancirà la politica di non aggressione verso l’Europa e l’Ucraina in tutti i necessari atti legislativi.

7. L’Ucraina diventerà membro dell’UE in un determinato momento (vogliamo fissare una data per l’adesione). 

8. Pacchetto di sviluppo globale, che sarà definito in un accordo separato sugli investimenti.

9. Saranno creati diversi fondi per affrontare le questioni di ricostruzione. L’obiettivo è raccogliere 800 miliardi di dollari.

10. L’Ucraina accelererà il processo di conclusione di un accordo di libero scambio con gli USA.

11. Status nucleare dell’Ucraina.

12. Zaporizhia Nuclear Power Plant. Nessun compromesso. Gli USA propongono una gestione a tre, con gli americani come manager principale. La proposta di compromesso dell’Ucraina: USA e Ucraina 50-50.

13. Programmi educativi nelle scuole, che promuovono la comprensione e la tolleranza verso culture diverse, eliminando razzismo e pregiudizi.

14. Territori. Una delle opzioni è che la Russia si ritiri dalle regioni di Dnepropetrovsk, Nikolaev, Sumy, Kharkiv. Nelle regioni di Donetsk, Lugansk, Zaporizhia, Kherson, “restiamo dove siamo”. La Russia vuole che l’Ucraina si ritiri dalla regione di Donetsk, gli USA propongono un compromesso: una zona economica libera. Se non ci sarà un accordo su “restiamo dove siamo”, allora la zona economica libera potrà essere adottata solo tramite un referendum, e in tal caso sarà necessario sottoporre a referendum l’intero documento.

15. La Russia e l’Ucraina si impegnano a non modificare gli accordi con la forza.

16. La Russia non ostacolerà l’Ucraina nell’utilizzare il fiume Dnepr e il Mar Nero per scopi commerciali.

17. Scambio di tutti i prigionieri, restituzione di civili, bambini e prigionieri politici.

18. L’Ucraina dovrà tenere elezioni il prima possibile dopo la firma dell’accordo. 19. Questo accordo sarà giuridicamente vincolante. La sua attuazione sarà controllata dal Consiglio di pace guidato da Trump.

20. Dopo che tutte le parti avranno accettato questo accordo, entrerà immediatamente in vigore un cessate il fuoco completo.

Una perdita di tempo

Zelensky dice di aver discusso il suo piano di pace natalizio con gli americani. Se è così, questi ultimi o lo prendono in giro, o hanno perso il senso della realtà. Noi optiamo per la prima tesi. Anche se una dichiarazione del rappresentante degli Stati Uniti d’America presso la NATO, Matthew Whitaker, rilasciata a Fox News, apre la porta a possibili quanto improbabili soluzioni del conflitto. “Penso che abbiamo risolto la maggior parte delle questioni. Quindi ci stiamo avvicinando alla fine della guerra – ha detto Whitaker -. Ci sono ancora questioni che devono essere risolte in modo che entrambe le parti giungano a un accordo. Le questioni controverse della risoluzione in Ucraina si riducono alla discussione dei territori – aggiunge rappresentante degli Stati Uniti d’America presso la NATO -. Il punto è che alla fine tutto dipenderà dal territorio e da come sarà diviso, che si tratti di una zona demilitarizzata, di una zona di opportunità economiche, e poiché abbiamo principalmente risolto le questioni di sicurezza con gli ucraini, penso che la Russia, per esempio, non si opporrà a questo”. C’è da crederci? Se non ci fossero di mezzo le bombe da entrambe le parti (con una netta prevalenza delle bombe russe sull’Ucraina), gli attentati terroristici a Mosca e le offese personali contro Putin si potrebbe anche riflettere, pur con i distinguo, sulle parole di Whitaker. Ma nell’attuale scenario sembra solo una mera perdita di tempo.

Intanto la Russia ha mobilitato altri 500 mila militari. Mentre l’Unione europea, al massimo, riesce a pagare a peso d’oro i mercenari, ormai merce rara. Verso la ‘balcanizzazione’ dell’Europa

Intanto Dmitry Medvedev (foto sopra tratta da Telegram), vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, ha comunicato che, ad oggi, sono circa 417.000 persone hanno firmato un contratto per svolgere il servizio militare. A questi si aggiungono oltre 36.000 cittadini che si sono arruolati nelle formazioni volontarie e si sono recati nella zona della guerra ibrida. “Questi risultati – dice Medvedev -sono stati possibili, soprattutto grazie al patriottismo dei nostri cittadini, che hanno deciso di svolgere il servizio militare. Grazie mille a loro!”. Non sfugge agli osservatori attenti che mentre oltre 500 mila cittadini russi sono pronti ad andare a difendere il proprio Paese, in Ucraina non sanno più dove trovare persone da inviare al fronte di guerra. Certo, Zelenskyj e compagni sono sorretti dall’Unione europea, dal Regno Unito e dalla NATO. Ma Unione europea e Regno Unito ci mettono i soldi, ci mettono le armi che acquistano dagli americani. Mentre la NATO mette la strategia e quattro militari di conto. Ma nessun Paese europeo, a parte i volontari e i mercenari, ci mette i militari. In assenza di militari, i russi avanzano: lentamente ma avanzano. Perché non si sbrigano a completare la conquista delle regioni russe dell’Ucraina? Perché il Paese di Putin, a propria volta, deve logorare l’Unione europea. Il progetto dei russi e degli americani è il crollo dell’Unione europea. Il noto think tank Heritage Foundation l’ha detto a chiare lettere: lo sciogliemento dell’Unione europea conviene all’Europa e agli Stati Uniti d’America (qui un articolo). Per ora l’Ue resiste. Così la guerra in Ucraina deve durare ancora: due anni, forse non più di un anno: il tempo di ‘balcanizzare’ l’Europa e di liberare i Paesi europei dalla fallimentare, massonica e vacua Unione europea dell’euro.

Se la guerra si trasferirà nel Mar Nero e nel Mediterraneo per l’Africa sarebbe un disastro. E’ questo il motivo per il quale i russi, fino ad oggi, non hanno replicato agli attacchi alle proprie navi petroliere. Ma…

Certo, Ucaina, Ue e NATO reagiscono. Bene o male qualche drone, ufficialmente ucraino, colpisce ogni tanto qualche fabbrica o qualche città russa: poca cosa, però, rispetto ai terrificanti bombardamenti russi che stanno logorando l’Ucraina. Certo, colpiscono le navi petroliere russe nel Mar Nero e anche nel Mediterraneo. E ci sono attentati terroristici a Mosca. Fino ad oggi i russi non hanno reagito: Putin i suoi collaboratori non vogliono la guerra nel Mar Nero e nel Mediterraneo, perché ne farebbe le spese l’Africa, che resterebbe senza cereali e senza grassi vegetali (qui un articolo). Ma questo vale fino a un certo punto, perché se gli attacchi alle navi russe e gli attentati in Russia proseguiranno, ebbene, Putin e i suoi potrebbero anche reagire attaccando le navi europee nel Mediterraneo e restituendo pan per focaccia sul fronte terroristico. Sarebbe un disastro per molti Paesi africani che verrebbero travolti da carestie. Ma il prezzo del grano schizzerebbe ai livelli del 2021 e anche oltre: magari a 80-100 euro per ogni quintale e la Russia, che è il primo prouttore di grano del mondo, guadagnerebbe soldi a palate. Anche il prezzo del petrolio, con la guerra trasferita nel Mar Nero e nel Mediterraneo, andrebbe alle stelle: e anche su questo fronte i russi, che sono tra i primi tre produttori di petrolio del mondo, guadagnerebbero una barca di soldi.

L’invasione silenziosa degli ucraini in Europa

Ma questa, per ora, per fortuna, è fantapolitica (o quasi). Per ora i russi si accontentano di logorare lentamente l’Ue. Già, il logoramento. Tanti giovani ucraini se ne sono andati in Europa dove non si sa più quanti milioni di cittadini dell’Ucraina ci sono: probabilmente tra 15 e 18 milioni, tra giovani, persone mature e anche anziani, complici anche i citati, terribili, bombardamenti russi che, da quasi un anno a questa parte, hanno distrutto le centrali elettriche e i rifornimenti idrici. Insomma, molti ucraini sono stati costretti a riversarsi nei Paesi europei, perché non si può vivere al freddo, se è vero che in questo momento, in alcune regioni dell’Ucraina, la temperatura è scesa fino a -14,3°. Questo per Russia e America va bene, perché i milioni di cittadini ucraini che si riversano in Europa sono tutti ‘spesati’ dai Paesi europei, che tolgono risorse ai propri cittadini, fanno perdere voti al PPE e ai Sociialisti e fanno crescere il consenso per i partiti ‘populisti’. Il fatto che l’informazione – a cominciare dalla televisione – nasconda questa notizia non significa che la realtà non sia questa. Soprattutto a spese dell’Unione europea. come già ricordato, vengono assoldati mercenari. Ma anche questo filone si va esaurendo.

Da dove arrivano i pochi militari in Ucraina? Questa è una bella domanda. E gli ‘europeisti’? Non hanno nemmeno le ‘palle’ per imporre la leva militare obbligatoria, perché i giovani europei li prenderebbero a fischi & piriti

Non è facile capire da dove l’Ucraina prenda i militari da inviare al fronte. Sicuramente non li dovrebbe prendere dall’Unione europea dove, a parte la sceneggiata del ‘riarmo’ che, senza le meterie prime per fabbricare le armi, è una presa in giro, di militari se ne vedono pochi. Come abbiamo già scritto, gli gli ‘europeisti dove pensano di prendere batterie agli ioni di litio, inclusi catodi, anodi, grafite per fabbricare le armi? Dalla Cina alleata della Russia? Ridicoli! (qui un articolo). La verità è che gli ‘europeisti’ vogliono la guerra ma non hanno le ‘palle’ per imporre la leva militare obbligatoria. Anche perché, se i governanti dei Paesi Ue guerrafondai dovessero introdurre la leva militare obbligatoria, verrebbero presi a fischi & piriti dai ragazzi di oggi, che della guerra, come si dice in Sicilia, se ne sbattono i cabbasisi!

Foto di prima pagina tratta da Il Fatto Quotidiano

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