Ieri gli agricoltori francesi hanno invaso Parigi. Oggi a Milano prima protesta popolare. Tutti contro l’imbroglio ‘europeista’ del Mercosur che dovrebbe favorire gli industriali massacrando l’agricoltura

di Giulio Ambrosetti

Azzardiamo una previsione: questa volta Ursula e la sua ‘banda’ si rimangeranno la porcata del trattato commerciale tra Ue da una parte e Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay dall’altra parte

Come abbiamo già scritto, in Italia le manifestazioni di protesta inizieranno il 19 Gennaio. In realtà, oggi è prevista una manifestazione a Milano contro il Mercosur promossa da Riscatto agricolo (qui un video e qui un articolo), alla quale si è unito il Coapi (Coordinamento agricoltori e pescatori italiani, movimento, mettimola così, che non è mai sembrato molto antigovernativo). La data non è casuale, perché proprio oggi dovrebbe materializzarsi un dibattito sul Mercosur nel corso della riunione degli ambasciatori dei Paesi Ue (Coreper). Ci sarà un voto? Bella domanda, se non altro perché ieri, in Francia, sono cominciate le proteste degli agricoltori che contestano il Mercosur , agricoltori che hanno invaso Parigi. I trattori si sono catapultati in Piazza dell’Étoile, negli Champs-Elysées, fino ai piedi dell’Arco di Trionfo (qui un articolo e qui un video). Anche in questo caso la protesta è contro l’accordo commerciale Mercosur tra Ue e quattro Paesi Sudamericani (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, con la Bolivia che si è associata) voluta dalla Commissione europea di Ursula von der Leyen. Gli effetti nefasti che il Mercosur provocherebbe nel mondo agricolo europeo li abbiamo raccontati più volte (come potete leggere qui, come potete leggere qui e come potete leggere qui). Di fatto, il Mercosur serve alle industrie europee che pensano di salvarsi dalla crisi economica che attanaglia l’area euro esportando i propri prodotti in Sudamerica. Il problema è che lo vorrebbero fare sacrificando gli agricoltori e i consumatori europei. Siamo a qulcosa che sta a metà strada tra l’egoismo e il si salvi chi può. Se il Mercosur verrà applicato milioni di aziende agricole europee chiuderebbero i battenti, perché verrebbero massacrate dai prodotti agricoli e zootecnici sudamericani che costano molto meno. Mentre i consumatori europei dovrebbero portare in tavola ortofrutta sudamericana di pessima qualità e carne, soprattutto brasiliana e argentina, di qualità nettamente inferiore a quella europea. Tutto questo per la bella faccia dell’Unione europea e, soprattutto, dei tedeschi, vera e propria rovina dell’Ue. Un Paese banditesco che sa fare solo una cosa: i cavoli propri (la parola sarebbe un’altra: ma ci siamo capiti).

Con le proteste partire ieri a Parigi il Mercosur è già morto. Basta il voto contrario di uno dei 27 Paesi Ue per far saltare tutto: e così sarà

A volere questa nuova iniziativa del ‘genio europeista’ sono sì le industrie europee nel complesso, ma sono soprattutto le case automobilistiche tedesche che, tra dazi doganali americani e crisi economica Ue, non sanno più a chi vendere le proprie auto. Ad appoggiare l’industria delle auto tedesche, ovviamente, sono la citata Von der Leyen, una tedescha che usa la Commissione europea per fare gli interessi del suo Paese, e il Cancelliete tedesco, Friedrich Merz. A reggere il gioco tedesco sono i politici ‘ascari’ dell’europeismo tanto al chilo a spese dei cittadini, in questo caso a spese degli agricoltori. Ma questa volta i tedeschi andranno a sfasciarsi le ‘corna’ contro le proteste popolari. Come diciamo in Sicilia, unn’hannu unni iri (non hanno dove andare). Numeri alla mano, con l’avvio delle manifestazioni anti-Mercosur a Parigi l’accordo è già fallito. Il presidente francese, Emmanuel Macron, già molto perplesso su questo ‘capestro’ commerciale, non può approvare il Mercosur contro gli agricoltori del suo Paese, anche perché non ha una maggioranza in Parlamento. Ricordiamo che basta il “No” di uno dei 27 Paesi Ue per fare saltare tutto. A meno che questa porcata non venga approvata dalla Commissione europea e poi applicata senza il i “Sì” dei Parlamenti dei 27 Paesi Ue, cosa già avvenuta nel 2017 con il CETA, il trattato commerciale internazionale tra Unione europea e Canada. Gli ‘europeisti’ com’è noto, spesso si ‘sciacquano la bocca’ con i “valori democratici dell’Unione europea” che funzionano, però a convenienza: soprattutto a convenienza della Germania, che in Europa fa quello che vuole, proprio come avveniva 90 anni fa. Germania e Francia hanno fatto il bello e il cattivo tempo, trasformando l’Unione europea dell’euro nel loro ‘bancomat’; oggi questi due Paesi sono divisi, o meglio Macron, piuttosto che prendere ordini da banche e finanza, è costretto ad ascoltare le proteste degli agricoltori francesi per evitare di andare a casa. Cose che succedono.

Il ‘vero ‘Bordello’ in Italia comincerà il 19 Gennaio. Obiettivo: mandare a casa tutta l’attuale classe politica italiana che ne sta combinando di tutti i colori. Sulle pensioni i nuovi Governi Melon-Monti e Lega-Monti…

E in Italia? Oggi, come già accennato, a Milano partirà la prima manifestazione contro il Mercosur. Ma c’è tanta attesa per le proteste che partiranno il 19 Gennaio. Saranno manifestazioni che coinvolgeranno non soltanto gli agricoltori italiani ma anche altre categorie sociali come piccoli artigiani, commercianti pensionati e cittadini del ceto medio impoverito (qui la nostra intervista a Danilo Calvani, protagonista del C.R.A, Agricoltori traditi). Della partita potrebbero essere anche gli autotrasportatori, anche se la loro presenza non è certa; questo perché, rispetto alle proteste del 2012, il mondo degli autotrasportatori è cambiato. Le manifestazioni annunciate dal C.R.A. sono più radicali: ci sono le rivendicazioni degli agricoltori ma la protesta è generalizzata e punta a mandare a casa tutta l’attuale politica italiana che, piaccia o no ammetterlo, è al soldo dell’Unione europea dell’euro. Emblematica la vicenda della legge Fornero, che il Governo di centrodestra di Giorgia Meloni si era impegnato ad abolire: invece lo stesso Governo Meloni non solo non ha abolito la legge Fornero ma ha aumentato di tre mesi l’età pensionabile alla faccia dei lavoratori italiani. Insomma, un mezzo scimmiottamento del Governo di Mario Monti. Tanto che, sulle pensioni, il Governo Meloni è stato ribatttezzato “Governo MelonMonti”. O anche “Governo Lega-Monti”. E già, perché c’è anche la pagliacciata politica della Lega di Matteo Salvini che aveva promesso fuoco e fiamme contro l’aumento dell’età pensionabile e, invece, fa ancora parte del Governo Meloni nella speranza, vana, che i cittadini italiani dimentichino il voltafaccia dell’accoppiata vincente Meloni-Lega in salsa montiana. Non sarà così e il centrodestra neo-europeista perderà un sacco di voti.

Intanto il Governo di ‘Ggiorgia’ ha detto sì al Mercosur, alla faccia degli agricoltori del nostro Paese

In questi giorni, giusto per non farsi mancare niente, dal Governo Meloni è arrivata un’altra ‘perla’: il sì al citato Mercosur: ennesimo voltafaccia di un Governo che sta calpestando, ad una ad una, le promesse fatte in campagna elettorale. E che sopravvive solo perché le opposizioni di centrosinistra sono più ‘europeiste’ – e quindi più disastrose – dello stesso Governo Meloni. Non a caso, proprio sul Mercosur, gli esponenti del Partito Democratico. del Movimento 5 Stelle e di Versi e Sinistra mantengono un profilo bassissimo. Il Governo Meloni, invece, è costretto a venire allo scoperto. E si sta auto-sputtanando a 360 gradi. Pensavamo che, dopo i ripetuti voltafaccia trasformisti del Movimento 5 Stelle – che dagli oltre 10 milioni di voti del 2018, a giudicare dalle recenti elezioni regionali, potrebbe essersi ridotti a un milione di voti – i partiti avrebbero ridotto al minimo i tradimenti verso gli elettori. Ci siamo sbagliati, perché il Governo Meloni sta imitando l’armata Brancaleone grillina. Dicono che la Meloni sia vicina a Donad Trump. La differenza è che l’attuale presidente americano sta facendo ciò che ha promesso agli elettori, mentre il Governo Meloni, come accennato, sta tradendo sistematicamente gli elettori italiani di centrodestra per andare dietro ai politicamente falliti dell’Unione europea.

L’appello di Franco Calderone agli iscritti alla Coldiretti: Andatevene per protesta, togletegli i vosti fascicoli aziendali

In Sicilia è da segnalare un post di Franco Calderone, presidente del nuovo soggetto politico Agrisat. Calderone attacca frontamente il Ministro delle Politiche agricole, Francesco Lollobrigida, esponente di Fratelli d’Italia, e la Coldiretti. Questa organizzazione agricola, fino a qualche settimana fa, tuonava contro il Mercosur. Mentre oggi che la Meloni e la sua ‘band’ si sono dichiarati favorevoli al Mercosur i vertici della Coldiretti hanno optato per il silenzio assordante. Ennesima dimostrazione che questa organizzazione agricola non può discostarsi dal Governo Meloni (sarebbe interessante capire il perché…). Scrive Calderone: “… rivolgo una domanda ed un appello a tutti coloro che, ad esempio, ultimamente sono stati portati nelle piazze dalla Coldiretti; perché vi hanno coinvolti? Cosa avete ottenuto voi agricoltori che prima non avevate? E voi allevatori sapete che arriveranno in Italia le carni ormonate che da noi è vietato produrre? E gli orticultori sanno che saranno importate le ortive dal Sudamerica? Quindi cosa avete ottenuto se non un passaggio sull’autobus, un panino, un berrettino ed una maglietta? Nulla! Perché continuate a sostenere, anche con i fascicoli aziendali, sindacati che evidentemente non sanno fare il bene di chi lavora la terra, produce e non ha alcun reddito? – prosegue Calderone -. Andatevene per protesta, toglietegli le risorse, così come i mercati ormai da venti anni le tolgono a noi. Chiedetegli conto dei trattati che sono già stati firmati, come il CETA, e delle iniziative che si stanno prestando ad attuare, come il Piano Mattei ed il Mercosur. Cercatevi altri soggetti ai quali affidare i fascicoli aziendali, io l’ho già fatto da tempo. Ormai è una guerra che non fa prigionieri, e dobbiamo difenderci sia dalle scelte politiche nefande, sia da chi ormai non ci rappresenta più da oltre venti anni”.

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