Il 50% delle bombe che stanno massacrando la Striscia di Gaza sono prodotte in Europa. Parola di Josep Borrell ex capo della diplomazia dell’Unione europea

Finalmente abbiamo capito perché l’Ue non approva sanzioni contro Israele: i picciuli (soldi per i non siciliani)

In tanti si chiedono come mai l’Unione europea, che approva a ritmo continuo sanzioni economiche contro la Russia – sanzioni demenziali ma pur sempre sanzioni – non ha mai approvato sanzioni contro Israele. La risposta può essere dedotta da una dichiarazione l’ex capo della diplomazia europea, Josep Borrell (nella foto sopra tratta da Wikipedia), ha rilasciato radio spagnola Cadena SER. Alcuni passi dell’intervista li leggiamo in un post di un canale Telegram. “Se l’Europa volesse… ha molte opportunità di influenzare Israele – ha detto Brrell -. Metà delle bombe che cadono su Gaza sono bombe prodotte in Europa”. Per dirla con parole semplici, l’Unione europea può influenzare il conflitto israelo-palestinese perché metà delle bombe che cadono sulla Striscia di Gaza sono prodotte in Europa.

I doppi standard di Bruxelles

L’intervista di Borrell vene ripresa anche da eunews. Dove si legge che “Israele, dal 7 Ottobre a oggi, ha sganciato oltre 100 mila tonnellate di esplosivo sull’enclave palestinese. Già a Novembre 2024, in un anno di bombardamenti, aveva superato la quantità di esplosivo utilizzato durante tutta la seconda guerra mondiale”. Ancora eunews: Borrell “è stato l’unico, tra i vertici delle istituzioni europee, a denunciare apertamente le violazioni del diritto internazionale commesse da Israele dopo il 7 Ottobre 2023 e i doppi standard di Bruxelles. Di fronte al silenzio di Ursula von der Leyen, che secondo Borrell ha dimostrato pochissima empatia per le sofferenze dei palestinesi” lo stesso ex capo della diplomazia europea “ha cercato di dare seguito alla richiesta di revisione dell’Accordo di associazione con Tel Aviv che Spagna e Irlanda avevano inoltrato alla Commissione europea già nel Febbraio del 2024. Un tentativo fallito a causa dell’allora opposizione della maggior parte dei Paesi membri. La situazione ora si è ribaltata e 17 capitali Ue (ma non Roma) hanno sostenuto la nuova richiesta messa sul tavolo dal governo olandese”. Cmmnto di Borrell: “Meglio tardi che mai”.

Via, abbiamo scoperto perché l’Unione europea non ha appioppato sanzioni ad Israele: perché gli vende il 50% delle bombe che stanno massacrando Gaza. Soldi, soldi, soldi…

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