
Il Governo spagnolo ha provato a cambiare le regole del gioco ma…
I problemi per le cosiddette energie alternative non finiscono mai. Da anni si sprecano le lodi per la Spagna che ha effettuato grandi investimenti sia nell’eolico, sia nel fotovoltaico. L’eolico produce nella penisola Iberica il 20% del fabbisogno nazionale di energia. Il fotovoltaico, soprattutto dopo massicci investimenti effettuati dal Governo spagnol tra il 2022 e il 2024, produce il 22% della generazione di elettricità. Però… c’è un però. Seguendo le indicazioni in verità un po’ folli dell’Unione europea, i socialisti-globalisti che governano questo Paese, per aumentare la produzione di energia rinnovabile, hanno aperto agli investimenti esteri con una politica molto generosa di incentivi. A un certo punto il prezzo dell’energia prodotta in Spagna è crollato per eccesso di offerta e il Governo spagnolo ha bloccato gli incentivi. Sono stati addirittura attuati tagli retroattivi degli stessi incentivi. Detto in parole semplici, l’esecutivo spagnolo ha cambiato le regole del gioco unilateralmente, provando a penalizzare gli investitori stranieri.
L’articolo di scenariecnomici.it
Con molta probabilità, i socialisti-globalisti spagnoli non sanno che il mercato internazionale globalista si auto-tutela. Gli investitori stranieri si sono rivolti ai Tribunali dei rispettivi Paesi. Il Governo socialista-globalista spagnolo, come scrive il quotidiano scenarieconomici.it, puntava sul fatto che i Trubunali degli altri Stati si dichiarassero incompetenti sui lodi arbitrali internazionali. I fatti stanno smentendo i desideri dei governanti spagnoli. “Il caso BayWa è l’apripista. Un Tribunale di Washington ha appena riconosciuto un credito definitivo di 28,2 milioni di dollari, pronti per essere eseguiti. Non è solo una questione di soldi, ma di un principio che crolla: la sicurezza giuridica degli investimenti”, leggiamo su scenarieconomici.it (qui l’articolo per esteso). Ora arriveranno a ruota ii pronunciamenti dei Tribunali di Australia, Belgio, Singapore e Paesi Bassi, che non saranno diversi dalla decisione adottata dalla Giustizia americana.
Ora la Spagna dovrà pagare
Che succederà? Non è molto difficile immaginarlo: di diritto o di rovescio il Governo spagnolo dovrà pagare. Come? Potrà farlo direttamente. Oppure i creditori aggrediranno i beni: nel caso dei gruppi economici statunitensi rivalendosi sui beni spagnoli eventualmente presenti nel territorio di questo Paese. Potrebbero essere attaccati anche i consolati, gli istituti culturali, i fondi d’investimento. Cosa insegna questa storia? In primo luogo che, in generale, non bisogna mai cambare le regole del gioco in corso d’opera. E non bisogna cambiarle con gli investitori internazionali. E, soprattutto, che non bisogna andare dietro all’Unione europea, soprattutto sulle energie rinnovabili e sulle cervellotiche teorie sulla CO2 responsabile del cosiddetto riscaldamento globale: teoria che sta dimostrano di essere una mezza bufala. Sono errori che prima o poi si pagano. Questo disastro arriva in Spagna dopo il blackout dell’Aprile dello scorso anno che ha avviato un dibattito sulla stabilità delle energie rinnovabili spagnole. Un blocco che ha causato disagi alla popolazione e danni calcolati forse in modo approssimativo, se è vero che sulla rete si legge che vanno a 2 a 4 miliardi di euro.
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