Il grano duro al prezzo di 0,25 al Kg e la semola venduta a 2 euro al Kg! Non se ne può più di queste speculazioni. E ora che gli agricoltori scendano in piazza per scatenare un gran casino!

E’ arrivato il momento di dire basta. Serve una rivoluzione di piazza

Leggiamo sulla pagina Facebook Foodiverso: “Non c’è nessuna giustificazione apparente perchè un kg di semola, senza alcuna qualità distintiva dichiarata, costi 2 euro, soprattutto in un periodo storico in cui il prezzo medio del grano duro è di circa 0,25 euro al kg. La sproporzione tra quanto pagato all’agricoltore ed il prezzo di vendita dei prodotti agroalimentari sta diventando francamente insopportabile: è ora che qualcuno intervenga!”.

Il tempo del dialogo è finito

Ovviamente, 0,25 euro per ogni kg di grano duro quando va bene. Perché in Sicilia, lo scorso anno, il grano duro è stato pagato in tanti casi ad un prezzo più basso di 25 euro al quintale, ovvero 20-21 euro al quintale, bere o affogare, come si usa dire dalle nostre parti. Ciò significa 0,20-0,21 euro al Kg. C’è un modo per fare finire questa vergogna? Sì. Cominciare a protestare, per scatenare un casino. Il tempo del dialogo è finito. Non si dialoga con l’attuale politica. A tutti i livelli. Si scende in piazza per protestare. Punto. La politica non serve più? No, serve sempre, ci mancherebbe. Ma, parafrasando l’Ecclesiaste, c’è un tempo per il dialogo e c’è un tempo per la protesta. Ora è arrivato il tempo della protesta. Contro i ‘banditi’ dell’Unione europea che ora si sono inventati la nuova truffa chiamata Mercosur. Contro l’attuale Governo nazionale. Contro le Regioni che per l’agricoltura non fanno assolutamente nulla, a parte i danni.

La Coldiretti sempre pronta a stare con due piedi in una scarpa

Basta. Tutti in piazza senza perdere altro tempo. Se andate sulla rete vi accorgerete che la protesta che partirà il 19 Gennaio non riguarda solo l’agricoltura na tante categorie di cittadini: pensionati, artigiani, piccoli commercianti, persone comuni. Tutti con i cabbasisi rotti da una politica fallimentare. Due esempi, tornando all’agricoltura. I ‘capi’ della Coldiretti e della CIA – due organizzazioni agricole non certo note per le battaglie contro la politica – hanno capito che sta montando una protesta popolare di grandi dimensioni. Così hanno cominciato a schierarsi contro la porcata del Mercosur. Pensate un po’: la Coldiretti, legata a doppio filo al Governo italiano di Giorgia Meloni, che sta appoggiando il Mercosur, adesso manda avanti alcuni dei propri esponenti che dicono no al Mercosur. Così, se la protesta non riuscirà, loro sono ‘dentro’ con il Governo Meloni; se, come noi ci auguriamo, scoppierà un casino, loro sono sempre ‘dentro’, perché ci sono esponenti della loro organizzazione che si sono ‘schierati’ contro il Mercosur. Della serie, stare con due piedi in una scarpa. Non se ne può più di questa gente. Lo diciamo agli organizzatori delle manifestazioni di protesta che inizieranno il 19 Gennaio: non ‘imbarcate’ questi soggetti, teneteli lontano da voi. Benvengano, allora, le proteste. Ma senza violenze. Proteste determinate ma pacifiche. Non a caso abbiamo scelto una foto di Mahatma Gandhi.

Foto tratta dalla pagina Facebook C.R.A. PER LA MOBILITAZIONE NAZIONALE

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