Il Ponte sulle Stretto di Messina che la Lega di Salvini sta imponendo a Sicilia e Calabria sarà la tomba politica ed elettorale del Governo Meloni e del Governo Schifani

di Giulio Ambrosetti

Prima di andare avanti sarebbe stato democratico un referendum tra i cittadini siciliani e calabresi per far decidere a loro se fare tale opera o no. Invece la Meloni, Salvini e compagnia bella hanno scelto la via della propotenza: vedremo come finirà

Ponte sullo Stretto di Messina: la mia previsione è che sarà la tomba politica ed elettorale del Governo nazionale di Giorgia Meloni e del Governo regionale siciliano di Renato Schifani. Il centrodestra a causa dell’arroganza senza limiti né confini del ‘capo’ della Lega e Ministro Matteo Salvini perderà il Governo dell’Italia e della Sicilia. E’ un fatto matematico. E illustro il perché. A parte i rilievi tecnici sulla follia ingegneristica di questa nuova avventura ‘appaltista’ in una Sicilia che, negli ultimi 20 anni e forse più, non ha completato una sola grande opera pubblica, tra Messina e Villa San Giovanni è già presente un movimento popolare di protesta che non potrà essere fermato. Questo progetto avrebbe avuto un senso politico se fosse stato preceduto da un referendum popolare tra gli abitanti della Sicilia e della Calabria. Se siciliani e calabresi, votando, avessero detto sì all’opera, nulla da dire. Invece il fallimentare Governo di Giorgia Meloni, che ha già sbagliato tutto appoggiando i falliti dell’Unione europea per poi incasinare l’Italia dentro i dazi doganali di Trump per inedeguatezza politica allo stato puro, sta tentando di far passare il via ai lavori con un atto di prepotenza politica che la maggioranza dei cittadini siciliani e calabresi non accetterà. Sarà una guerra politica, culturale, sociale e via continuando senza esclusione di colpi.

Che i leghisti decidano sulle teste di siciliani e calabresi è intollerabile: i siciliani liberi e i calabresi liberi si ribellino! Ma chi le ha mai viste le imprese che piomberanno da noi? Sembra una nuova invasione dei Savoia

Siciliani e calabresi non accetteranno mai che un lombardo (Salvini) e una romana (la Meloni) decidano al loro posto. Già siciliani, calabresi e il resto dell’ex Regno delle Due Sicilie, tra il 1860 ee il 1861, sono finiti nella disgraziata quanto presunta unità d’Italia grazie ai soldi degli inglesi, ai mafiosi, ai camorristi, alle organizzazioni criminali di Calabria e Puglia e ai massoni. Sopportare pure la prepotenza del Ponte da un’Italia sempre più nemica del Mezzogiorno è troppo. Hanno fatto tutto loro, ovvero i signori del Nord Italia capeggiati dal leghista Salvini e dai suoi accoliti. Ecco le imprese che arriveranno per far ‘risplendere’ Villa San Giovanni e Messina: la Webuild, una multinazionale che non ha nulla a che vedere con Sicilia e Calabria, ed Eurolink, un consorzio del quale la stessa Webuild detiene una quota del 45%, più la spagnola Sacyr (18,7%), la Condotte d’Acqua (15%), la solita CMC (13%) immancabile nei grandi appalti siciliani, la giapponese IHI (6,3%) e il Consorzio ACI (2%). Ma questi signori cosa vogliono da siciliani e calabresi? Chi li conosce? Ma chi li ha mai visti? Sembrano i Savoia in versione 2025.

Nino Germanà, il siciliano passato armi e bagagli con la Lega. Che tristezza!

Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile (CIPESS) ha approvato la progettazione definitiva del collegamento stabile tra la Sicilia e l’Europa? E chisseneefrega! Chi sono questi altri? Chi li ha mai visti? Da dove spuntano? Per non parlare dell’arroganza di una sconosciuta sigla che va sotto il nome di Comitato Ponte e Libertà, una congrega di siciliani capeggiata da un politico siciliano, Nino Germanà, passato, armi e bagagli, con la Lega di Salvini. Riuscite a immaginare un politico siciliano che si accompagna con chi, fino a pochi anni fa, gridava “Forza Etna”? Certo che ce ne vuole! E che scrive questo siciliano in salsa leghista? “Respingiamo al mittente ricorsi inutili e accuse infondate e diffamanti e andiamo avanti fino a quando il primo treno non passerà sul ponte sullo Stretto”. Forse il siculo-leghista Germanà non ha capito che saranno i siciliani a respingere lui, i suoi sodali, il Governo Meloni e il Governo Schifani.

La ‘Minestra impiattata’ manciativilla vuautri!

Germanà e chi gli va dietro pensa di avere già ‘impiattato’ la minestra del Ponte ai siciliani e ai calabresi: “Il prossimo passaggio vedrà la delibera del CIPESS effettuare un passaggio alla Corte dei Conti, poi ci sarà la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Subito dopo, come prevede il DL 35 del 2023, il contraente generale Eurolink, di cui è capofila la Webuild, che costruirà il ponte, rinuncerà al contenzioso attivato dopo lo stop di Monti, poi seguirà la dichiarazione di pubblica utilità dalla concessionaria Stretto di Messina. Una volta concluso questo iter inizieranno gli espropri e la SdM consegnerà le aree di cantiere all’Eurolink”. Gli espropri? La neo-europeista Meloni, il leghista Salvini, il presidente della Regione Schifani e Germanà pensano veramente di espopriare le circa 300 abitazioni ai messinesi? Ce la vogliamo vedere tutta. Attenzione con i siciliani: signori del Ponte sullo Stretto, avete mai sentito parlare della rivolta del Sette e mezzo? Approfondite.

L’arroganza del siculo-leghista Germanà

Ancora Germanà e i suoi sodali: “Inoltre, sempre dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, anche la progettazione definitiva ed esecutiva del lotto di RFI che prevede l’abbattimento di ulteriori 11 immobili nell’area di Contesse, nella zona sud della città dove è previsto il tratto di collegamento tra l’uscita della galleria e la rete ferroviaria già esistente in direzione Messina sulla ME-CT, sarà conclusa. L’iter sarà lo stesso dei lavori affidati alla Stretto di Messina. Prima di arrivare alla costruzione vera e propria del ponte, si lavorerà alle opere preparatorie: la redazione della progettazione esecutiva di ciascun lotto, la bonifica delle aree di cantiere e l’avvio della realizzazione delle infrastrutture autostradali e ferroviarie. I lotti saranno costruiti in ordine cronologico man mano che si completerà la progettazione esecutiva. Oggi è un giorno importante non solo per chi il ponte sullo Stretto lo ha sempre voluto, perché anche per chi lo ha sempre osteggiato, per ignoranza o per ideologia, ne apprezzerà i benefici per i territori interessati già durante la costruzione e non solo quando sarà stato ultimato”. Quindi per Germanà e i suoi sodali ‘scienziati’ chi non è d’accordo sul Ponte sullo Stretto di Messina sarebbe ‘ignorante’? E meno male che lui, la Meloni, Salvini e il presidente Schifani sono ‘colti’. Che delusione, il presidente Schifani: all’inizio contestava lo scippo dei fondi alla Sicilia, perché i lavori stanno iniziando – ammesso che inizino – con i soldi scippati a Sicilia e Calabria. Poi il presidente della Regione siciliana si zittiu. U comminceru. Detto questo, come si dice dalle nostre parti, a vulemu viriri tutta.

Pensano di convincere siciliani e calabresi con la storia dei posti di lavoro. Che politici squallidi!

Già si registrano proteste a Villa San Giovanni (qui un articolo). Pensate un po’: oltre a voler togliere le abitazioni a circa 300 famiglie messinesi, questi ‘lanzichenecchi degli appalti a ruota libera’ vorrebbero abbattere circa 150 case in Calabria. Nna passiata, va. Papete qual è la carta vincente che questi signori pensano di avere? Il fatto che daranno lavoro. Questi pensano che i siciliani e i calabresi gli lasceranno distruggere la loro terra pi i picciuli. Che squallore! Che politica da vomito. Intanto ci sono già proteste (qui un articolo con un video). Per ora sono proteste timide ma ci sono (qui un articolo). Pessimo il Sindaco di Messina, Federico Basile, regalo di Cateno De Luca, quest’ultimo passato con il centrodestra che difende il Ponte perché darà occupazione. E bravo il messinese De Luca. Il trasformismo politico non poteva certo mancare tra i sostenitori del Ponte. Una Sicilia politica da dimenticare, insomma. Mi auguro una grande protesta corale di Messina, di Villa San Giovanni, della Sicilia e della Calabria. La battaglia sta iniziando. E comu finisci si cunta…

Foto tratta da Il Fatto Quotidiano

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