Il tempo è qualcosa di concreto ovvero un flusso incessante che è impossibile rallentare o più semplicemente non esiste?

di Nota Diplomatica

E’ un fenomeno intangibile

Siamo portati a percepire il tempo e il suo passaggio come un fenomeno concreto. Dopotutto, siamo perlopiù schiavi degli orologi, congegni deputati a misurare e contare i secondi e i minuti. Immaginiamo il tempo che passa come una ‘cosa’ concreta, un flusso incessante, impossibile da rallentare, e tanto meno da fermare o da far tornare indietro. La cosa strana è che per certi versi il tempo non esiste, lo creiamo attraverso le nostre percezioni, tant’è che non possediamo organi dedicati a rilevarlo come qualcosa di esterno a noi. Non esiste un’area del cervello deputata a contare il tempo che passa: è un fenomeno del tutto intangibile.

Gli Amondawa dell’Amazzonia ignorano gli orologi e nella loro lingua la parola ‘tempo’ non esiste

La nostra percezione del tempo è estremamente variabile. I minuti si trascinano stancamente quando ci annoiamo, mentre le ore volano se ci divertiamo o siamo stimolati. Nei fatti, il tempo, così come viene vissuto, non è una realtà ‘fisica’, stabile: a volte corre, altre sembra fermarsi. Ci sono culture che rifiutano la nostra concezione ‘meccanica’ del tempo, che procede verso il futuro. È cosa nota la diversa percezione del tempo da parte del popolo cileno degli Aymara, una comunità che non vede il futuro come qualcosa che si estende davanti a noi, ma piuttosto lo raffigurano come qualcosa nascosto nel passato, invisibile e sconosciuto. Gli Amondawa, in Amazzonia, non possiedono proprio gli orologi e nella loro lingua la parola ‘tempo’ non esiste. Non hanno bisogno di un nome per un fenomeno che, semplicemente, non percepiscono.

Rallentare o accelerare?

Ora, queste idee non coincidono con la nostra concezione comune dell’esperienza. Invece, in modo quasi paradossale, si avvicinano a quanto di più ‘moderno’ e ‘avanzato’ esista nella nostra società: la fisica quantistica. Del resto, se il tempo è davvero determinato dall’uomo, se è piuttosto una cosa che creiamo noi, allora è curioso che qualche grande azienda farmaceutica non abbia (ancora) messo in commercio pillole capaci di rallentare o accelerare quel tempo che ‘ci sembra’ di vivere.

Foto Wikipedia

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