
Se oggi il Parlamento europeo non manderà a casa la presidente Ursula von der Leyen è già pronta l’entrata in vigore del Mercosur, anche scavalcando il parere dei 27 Paesi Ue nel nome dell’emergenza. Dove l’emergenza è rappresentata dagli interessi tedeschi
A differenza di quanto avviene nell’Unione europea dove l’agricoltura viene bistrattata, tra pale eoliche e pannelli fotovoltaici che prendono il posto dei seminativi, in nome dell’ottuso e baolordo Green Deal, negli Stati Uniti d’America l’agricoltura, con l’avvento alla Casa Bianca di Donald Trump (foto sopra tratta da Italiafruit News), torna al centro della politica, per diventare una questione di sicurezza nazionale. In un mondo dove il clima fa le bizze preservare le produzioni agricole e tutelare gli agricoltori diventa fondamentale. Non solo. C’è anche una questione di tutela della sicurezza nazionale. Non a caso, di questo settore, che negli USA è considerato strategico, si occupa non soltanto il Segretario all’Agricoltura, Brooke L. Rollins (l’eqivalente del Ministro dell’Agricoltura in Europa), ma anche da altri esponenti del Governo federale americano, da Pete Hegseth, Segretario della Difesa, a Pam Bondi, Procuratrice generale, fino a Kristi Noem, Segretario della Sicurezza nazionale.
Il Governo USA ha scoperto un contrabbando di un fungo patogeno con un potenziale distruttivo per le colture
Questo spiegamento di forze a tutela dell’agricoltura americana viene giustificato da una serie di “episodi allarmanti”, come si legge in un articolo di Italiafruit News. “Il mese scorso – leggiamo in questo articolo – il Dipartimento di Giustizia ha incriminato diversi cittadini stranieri, tra cui un membro del Partito Comunista Cinese, per il contrabbando negli USA di un fungo patogeno con un potenziale distruttivo per le colture. Una vera e propria minaccia di agroterrorismo, che ha messo in luce vulnerabilità strutturali della catena di approvvigionamento alimentare americana”. A quanto pare non si tratta di un caso isolato ma di una possibile organizzazione criminale. Secondo il Segretario alla Difesa Hegseth, “la proprietà straniera di terreni agricoli vicini a basi militari è una minaccia concreta alla sicurezza nazionale”. Il Governo federale americano ipotizza “infiltrazioni nei centri di ricerca, acquisti strategici di terreni agricoli, furti di tecnologia e attacchi informatici a sistemi alimentari”.
L’agricoltura in America diventa sicurezza nazionale
Così il Governo federale americano di Trump ha messo a punto il National Farm Security Action Plan, un nuovo piano d’azione che affida all’agricoltura il ruolo strategico nel quadro della sicurezza nazionale. Si punta alla tutela degli agricoltori e degli allevatori, la protezione dell’innovazione tecnologica in campo agricolo e la tutela, anche con mezzi militari, della sicurezza delle infrastrutture critiche. Il Governo federale collaborerà con i Governi dei 50 Stati americani per il raggiungimento di questi obiettivi. Si punta al controllo della proprietà fondiaria: ciò significa che le compravendite di terreni verranno poste sotto controllo delle autorità, per verificare chi è che acquista i fondi agricoli. Previsti anche controlli sulla biosicurezza e sulla tracciabilità della filiera. Tutto questo si affincherà a ciò che già esiste da tempo: ricerca e selezione delle varietà resistenti ai patogeni e alle condizioni ambientali critiche. Molta attenzione verrà posta anche ai partner commerciali, soprattutto per i prodotti in entrata, per scongiurare che nel territorio americano arrivino patogeni (insetti, funghi, batteri, virus) da altri Paesi.
Invece nell’Unione europea l’agricoltura conta quanto il due di coppe con la briscola a denari. Europei popolo di pecore che pascolano sotto la tutela dei pastori tedeschi…
Tutto il contrario di quanto avviene in Europa, dove si importano prodotti agricoli di pessima qualità, complice un’informazione europea, soprattutto televisiva, accondiscendente. Basti pensare al silenzio sul recente studio che l’Istituto Ramazzini di Bologna ha realizzato in collabarazione con altri centri di ricerca internazionali stando al quale il glifosato è stato classificato come “probabile cancerogeno per l’uomo” (qui un articolo). Figuriamoci se l’Unione europea mette al bando un diserbante che tocca gli interessi economici della Germania (negli anni passati la tedesca Bayer ha rilevato la Monsanto, storica azienda americana pproduttrice di erbicidi al glifosato). Del resto, la stessa Germania, che oggi controlla la Commissione europea con la signra Ursula von der Leyen, si accinge a far arrivare in Europa un fiume di prodotti agricoli brasiliani in forza del trattato commerciale Mercosur tra Ue e un folto gruppo di Paesi sudamericani (qui un articolo). Il tutto per vendere in Sudamerica le automobili tedesche. Per la cronaca, il Mercosur è bloccato da oltre un decennio perché i Paesi sudamericani – in testa il Brasile – si rifiutano di adottare la cosiddetta ‘reciprocità’ nell’tilizzazione di pesticidi: ovvero utilizzare gli stessi pesticidi che si utilizzano in Europa e nelle stesse dosi. Ma i brasiliani non ne vogliono sapere, perché la loro produzione agricola si ridurrebbe. Comunque tranquilli: a sbloccare tutto ha pensato la Commissione von der Leyen. Della serie, bisogna far diventare operativo il Mercosur, anche in deroga al pronuciamento dei 27 Paesi Ue, come avvenuto con il CETA, il trattato commerciale Canada-Ue, che è stato applicato senza il sì di tutti i Paesi dell’Unione europea. Egregi sudamericani, esportate in Europa quello che volete, basta che acquistiate le auto tedesche. E’ proprio vero: ogni popolo ha il Governo che si merita: e l’Unione europea si merita Ursula von der Leyen, la sua fallimentare Commissione europea, la Germania che si fa i cavoli propri e un Parlamento europeo di passacarte.








