In Sicilia Regione e Comuni vanno avanti con le finanze ridotte ai minimi termini. Il ‘sistema’ ormai al collasso non riesce più a rimbosare nemmeno i pendolari delle isole Eolie

di Ciro Lomonte

“Scusate, vi hanno pagato? A noi del 118 neanche un centesimo”

Ancora una volta, anche a inizio Agosto, da ogni parte della Sicilia arriva ogni giorno una concreta conferma che Siciliani Liberi è l’unica forza politica ad anticipare ai siciliani ogni volta la realtà della situazione economica e politica. Avevamo scritto e detto che la Regione siciliana, ormai demonetizzata, non avrebbe rimborsato nessuno dei pendolari con le isole Eolie e le altre isole minori nonostante il solito “decreto” dell’assessore di turno. Che non decreta ormai più nulla. Puntuale arriva la conferma da Lipari. Scrive una testata online dedicata alla vasta area messinese giustamente intitolato: “Scusate, vi hanno pagato? A noi del 118 neanche un centesimo”, la chat dei pendolari alle Eolie ancora senza rimborsi tra stillicidio e stress” (https://www.messinatoday.it/…/pendolari-eolie-rimborsi…) – Sopra un forziere vuoto, foto tratta da iStock.

Falcidiati dal caro vita e senza rimborsi

Aggiunge il cronista: “La Regione, tramite l’assessorato ai Trasporti e infrastrutture, ha stanziato una cifra per provvedere al rimborso degli abbonamenti dei pendolari i cui stipendi sono tuttora falcidiati dal caro vita e dal caro biglietti. Basta leggere i post scritti da questi lavoratori su una chat per capire che la situazione non è affatto superata. Il 25 luglio scrive Giuseppe (i nomi li abbiamo cambiati per evitare una identificazione): “Buondì a qualcuno è arrivato più di un rimborso per gli abbonamenti? A me ne è arrivato uno soltanto, e ne ho due con l’icona erogati, ma non ho visto un euro su 5 caricati”. Risponde Maria: “Ancora niente”. Lo stesso Giovanni: “Niente” e anche Rosa replica con un laconico “Idem”. “A noi del 118 neanche un centesimo”, replica un’altra pendolare. Antonietta risponde: “Nulla… in più un abbonamento appena fatto con due sole corse utilizzate non mi è stato consentito di poterlo avere né rimborsato, né mi è stata data la possibilità di congelarlo per utilizzarlo dopo un infortunio. Quindi l’ho perso”.

I soldi del Pnrr, Fsc, Fesr e tutti gli altri fondi comunitari non esistono più ma non si deve dire

Immedesimandosi nelle centinaia di lavoratori siciliani che formalmente avrebbero dovuto ricevere il rimborso dei carissimi biglietti di aliscafo, il cronista dà quindi ancora una volta ragione a Siciliani Liberi. Che ha spiegato come imprese e banche non anticipino più nulla alla Regione siciliana. E scrive: “Ma non sarebbe stato meglio trovare un accordo con la compagnia di navigazione per applicare a questi lavoratori un biglietto simile al costo di quello dei residenti e magari poi rimborsare il surplus dei costi direttamente alla società? Mah, misteri che in Sicilia sono ormai la norma…”. Non si tratta affatto di “misteri”. Il giornalista Giulio Ambrosetti nel suo blog ha regolarmente ripreso le analisi di Siciliani Liberi in cui abbiamo anticipato e poi trovato regolarmente conferma come i soldi di Pnrr, Fsc, Fesr, e tutti gli altri fondi comunitari su cui la Regione e i Comuni volevano imputare praticamente tutta la spesa pubblica, inclusi i fondi per i pendolari, semplicemente non esistano” (https://www.thehour.info/non-esistono-i-soldi-di-pnrr…/).

Ormai si approvano leggi Finanziarie senza soldi

Lo scorso Marzo spiegavamo, rivolti proprio ai pendolari, che a nulla sarebbe servito approvare la legge Finanziaria regionale all’unanimità e nei tempi come avvenuto lo scorso Dicembre. Perché senza soldi in cassa ogni articolo della legge Finanziaria sarebbe rimasto lettera morta. Incluso ovviamente quello sui rimborsi ai pendolari (https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1078695410939079&id=100063958890404&set=a.333296762145618). Cinque mesi dopo, ad Agosto, il cronista messinese sconcertato riporta come nessuno in pratica sia mai stato pagato. Lo stesso avviene praticamente per ogni singolo Comune. A parte gli stipendi e i servizi essenziali, le pubbliche amministrazioni non possono pagare più nulla. Ed infatti, inascoltati e ormai mal sopportati dai parlamentari nazionali e regionali, i Sindaci protestano: “Dateci i soldi, o qui salta tutto”. E questo nonostante Roma abbia fatto fra Maggio 2024 e Maggio 2025 quasi 129 miliardi di nuovo debito pubblico, al ritmo mensile di +10,74 miliardi di euro al mese (https://www.investireoggi.it/debito-pubblico-maggio-calo…/).

Il Comune di palermo commissariato sui conti ma, anche in questo caso, non si deve dire

Siamo ad Agosto iniziato. Palermo è la capitale della Sicilia. Il Comune è stato commissariato due volte dalla Regione siciliana. Non ha approvato né il rendiconto di bilancio relativo allo scorso anno (il 2024), né quello di previsione relativo al 2025. Però il Sindaco Roberto Lagalla dice di aver risanato i conti. E che dichiarare il dissesto finanziario sarebbe stata “un’onta”. Invece essere commissariati dalla Regione in ordine ad ogni disposizione di legge relativa al bilancio comunale non sarebbe “un’onta”. La classe dirigente siciliana non ha alcuna comprensione della gravità della situazione economica e finanziaria di Sicilia ed Italia. Siciliani Liberi lavora da quasi dieci anni per contribuire a formare la nuova classe dirigente: quella della ricostruzione.

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