In Svezia ci sono ‘studiosi’ che temono che Trump diventi un dittatore. Evidentemente non conoscono la Costituzione americana

Non c’è da farci molto caso, perché ormai per diventare opinionisti bastano i luoghi comuni

di Nota Diplomatica

Gli Stati Uniti non sono più una democrazia e Donald Trump mira a diventare un dittatore. Questo è il giudizio, forse eccessivo, dell’Istituto V-Dem di Göteborg, Svezia, un centro studi che si occupa della “salute politica” dei Paesi democratici nel Mondo. Secondo Staffan Lindberg, il fondatore dell’Istituto: “Ciò che riscontriamo negli Usa è il più acuto caso di ‘ritirata dalla democrazia’ che abbiamo mai osservato nel Paese”. L’opinione degli studiosi dell’Istituto è che gli Usa siano nel pieno di una fase di “rapida autocratizzazione” promossa dal Presidente americano, Donald Trump. “Per Orbán, in Ungheria, ci sono voluti all’incirca quattro anni per consolidare il proprio potere, mentre Vučić, in Serbia, ci ha messo otto anni. Erdogan in Turchia e Modi in India hanno impiegato circa dieci anni ciascuno per compiere la soppressione delle istituzioni democratiche nei loro Paesi, mentre Trump lo ha fatto in un solo anno”, secondo il giudizio espresso.

Autocrate verso 50 Stati? Ma chi dice certe cose non dovrebbe quanto meno studiare un po’ l’argomento che affronta prima di parlare?

Per quanto l’opinione possa sembrare estrema, è indubbio che lo ‘stile presidenziale’ di Trump sia autocratico. Il Congresso è stato largamente marginalizzato. Nel suo primo anno di Presidenza, Trump ha firmato 225 ‘Executive Orders’ – ‘decreti presidenziali’ – mentre il Congresso ha approvato solo 49 nuove leggi, perlopiù su temi di scarsa importanza. Indipendentemente dal giudizio degli studiosi svedesi sulle ulteriori ambizioni del Presidente americano, la strada verso un eventuale ‘trono’ è sicuramente in salita. Trump non è più così apprezzato negli Stati Uniti e ciò che resta del suo consenso è in forte declino. Secondo un recente sondaggio, gli americani ritengono che le azioni dell’amministrazione Trump siano state peggiori (50%) di quanto si aspettassero anziché migliori (21%). Inoltre, al di là di ciò che resta della popolarità personale del Presidente, prendere il diretto controllo politico degli Stati Uniti non sarebbe un’impresa facile. Tra l’altro, la Costituzione che governa il Paese limita espressamente i Presidenti a non più di due mandati – e Trump è attualmente al suo secondo incarico. Inoltre, la struttura amministrativa del Paese – cinquanta singoli ‘Stati’, ognuno con un grado di indipendenza apprezzabile e con le proprie unità ‘militarizzate’ della Guardia Nazionale – renderebbe comunque molto difficile imporre una sorta di monarchia nazionale. Forse queste sono considerazioni queste esulano dai calcoli degli svedesi…

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