Ipotesi di possibile accordo telefonico fra Trump e Putin: la Russia si prende l’Ucraina, l’America vince in Iran (con i russi che ‘garantiscono’ la Cina) e insieme sbaraccano l’Unione europea dell’euro

di Giulio Ambrosetti

Fantapolitica? Non esattamente. Vediamo il probabile scenario

Qualche giorno fa il presidente americano, Donald Trump, e il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, si sono sentiti al telefono. Le cronache raccontano che la telefonata è durata un’ora e mezza circa. E’ probabile che Putin abbia concordato la telefonata con il ‘capo’ della Cina, Xi Jinping nel tentativo (vano) di liberare il Golfo dal controllo militare americano (qui un articolo). Normale, visto che Russia e Cina sono Paesi alleati e, insieme, sostengono l’Iran. Trump, stando alle dichiarazioni riprese dai media di tutto il mondo, non ha alcuna intenzione riaprire lo Stretto di Hormuz e, in generale, il Golfo Persico alla navigazione. L’obiettivo dell’attuale amministrazione americana è la fine del regime teocratico iraniano. Lo stop alla bomba atomica dell’Iran è la conseguenza della caduta dell’attuale Governo iraniano. Ora proviamo ad andare al di là di quello che si intuisce e proviamo a ipotizzare i possibili contenuti della telefonata, analizzando che cosa potrebbe essere accaduto dopo la chiacchierata di un’ora e mezza circa fra Trump e Putin. Sono quattro le novità emerse dopo la telefonata. Illustriamole per sommi capi.

La mega vendita di armi americane ad Israele ci dice che la guerra nel Golfo progeguirà

La prima novità che salta agli occhi è che la Russia, dopo la telefonata tra Trump e Putin, ha ripreso a bombardare con vigore l’Ucraina. Mentre non si registrano bombardamenti di ucraini e alleati vari nel territorio russo. Sono finiti, almeno fino a questo momento, i bombardamenti alle raffinerie russe di petrolio. La seconda novità che si registra dopo la telefonata tra i presidenti di America e Russia è una mega-vendita di armi americane a Israele. Di fatto, con il quantitativo impressionante di missili e di altri armamenti che gli americani hanno fornito agli israeliani (quantitativo di armi e armamenti che, a quanto pare, potrebbe essere incrementato), questi ultimi possono bombardare e comunque tenere sotto scacco l’Iran, il Libano e Gaza per un altro anno e forse più. Due le deduzioni logiche. Prima deduzione: l’America ridotta con poche armi, come hanno raccontato alcuni media globalisti, è una grande minchiata. Seconda deduzione: la guerra nel Golfo, a Gaza e in Libano proseguirà.

Lo zampino della Russia nell’aumento dei dazi doganali appioppato dagli americani all’Unione europea? Non è da escludere

La terza novità legata alla telefonata fra Trump e Putin è l’aumento dei dazi doganali americani alle auto e ai mezzi gommati pesanti europei: dazi che passano dal 15% al 25%. Questi dazi colpiscono soprattutto l’industria automobilistica tedesca è rappresentano un ‘siluro’ americano e russo al Cancelliere della Germania, Friedrich Merz. Abbiamo già illustrato che è stata la Commissione europea a non applicare l’accordo commerciale tra USA e Ue siglato lo scorso anno (qui un articolo). Ma agli osservatori attenti non sfugge che l’Europa temporeggia da otto mesi sull’accordo commerciale con gli USA e che l’aumento dei dazi americani è arrivato, ribadiamo, dopo la telefonata fra il capo della Casa Bianca e il presidente della Federazione Russa. La quarta novità successiva alla telefonata tra i leader di America e Russia è l’annuncio di Trump dello smantellamento delle basi militari americane in Europa. Una mozza che, di fatto, dà il via alla fine della NATO. Questa quarta novità merita una digressione a parte.

Il ritiro delle truppe americane dall’Europa

In un canale Telegram di solito molto informato sugli scenari geopolitici si legge che gli Stati Uniti “segnalano un massiccio ritiro delle truppe dall’Europa e una sospensione delle spese difensive per trilioni, costringendo a una ripensata globale delle alleanze e dell’equilibrio strategico”. Nel post si fa riferimento al ritiro di oltre 90 mila militari americani presenti nei Paesi dell’Unione europea. Non sappiamo se il dato numerico sia questo, perché qualche giorno fa le cronache raccontavano di un ritiro, in prima battuta, circa 5 mila militari americani dalla Germania. Poi, però, Trump, ha corretto il tiro e ha aggiunto che l’America ritirerà anche i militari statunitensi presenti in Spagna e in Italia. Il post del canale Telegram abbonda un po’ ma non si discosta molto dalla realtà. E’ probabile che gli Stati Uniti cominceranno da Germania, Spagna e Italia per poi ritirare i propri militari da tutti i Paesi europei. Questa quarta novità post telefonata Trump-Putin ha due significati. Vediamoli.

Il crollo verticale dell’economia europea

Il primo significato della quarta novità è economico. La presenza in Europa dei militari americani e, in generale, delle basi NATO sono investimenti annuali con cifre a nove zeri. Non a caso Trump, subito dopo il suo insediamento alla Casa Bianca, ha detto a chiare lettere che i Paesi europei avrebbero dovuto contribuire alle spese militari della NATO con un congruo aumento rispetto a quanto fatto negli anni passati. Tanto che poi si è arrivati a un accordo: ogni Paese NATO dovrebbe contribure con il 5% del proprio PIL (Prodotto Interno Lordo). Con l’annuncio di Trump il punto non è più capire quanto ogni Paese europeo avrebbe dovuto versare ogni anno per tenere in piedi la NATO. La quota italiana, per citare un esempio, sarebbe stata pari a circa 100 miliardi di euro. Dopo l’annuncio del presidente USA il punto è capire quanto ogni anno gli americani investivano per mantenere le basi militari NATO (e le basi militari USA) in Europa. Perché sono questi soldi – decine e decine di miliardi di dollari ogni anno – che verranno meno all’economia europea. In un momento di crisi economica per l’Unione europea la ‘botta’ sarà micidiale. Parliamo di migliaia migliaia di posti di lavoro in meno e di decine e decine di miliardi di euro di commesse che verranno meno al sistema imprenditoriale europeo, sopratutto tedesco e francese e, in parte, anche italiano. Per dirla in breve, se la NATO verrà sbaraccata – cosa molto probabile, perché è uno dei punti qualificanti dell’accordo fra Trump e Putin – assisteremo al crollo verticale dell’economia europea.

Mosca chiamata a ‘garantire la Cina. Che intanto ha eliminato i dazi ai prodotti africani

Il secondo significato della quarta novità è politico.La telefonata fra Trump e Putin lascia ipotizzare un accordo tra America e Russia, con Mosca chiamata a ‘garantire’ la Cina. Gli americani potrebbero avere mano libera in Iran. I russi completerebbero la conquista delle Regioni filo-russe dell’Ucraina. Insieme americani e russi smantellerebbero l’Unione europea dell’euro, restituendo la libertà ai Paesi europei che sono caduti nella ‘trappola’ massonica e tedesca della moneta unica europea in ‘salsa teutonica’. Ai cinesi dovrebbero essere garantiti, almeno per certi aspetti, i loro alleati iraniani e, quindi, la loro presenza nel Golfo. I cinesi sono troppo intelligenti per non aver capito che Trump ha solo accentuato la crisi della globalizzazione economica. Non a caso hanno eliminato i dazi doganali ai Paesi africani. La Cina si aspetta anche n Europa. Una volta liberato il Vecchio Continente dalla cappa demenziale e fallimentare dell’Unione europea dell’euro, i Paesi europei, tornati liberi, si riprenderebbero i poteri che hanno ceduto inopinatamente alla Magistratura europea e aprirebbero i mercati ai prodotti cinesi. Se lo scenario sarà questo la NATO diventerà inutile. E la dichiarazione di queste ore del Segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, secondo il quale “la Russia, la Cina e l’Iran non verranno dall’esterno del nostro emisfero a destabilizzare la nostra regione nel nostro stesso cortile, non sotto il Presidente Trump” sarebbe superata.

Foto tratta da Wikipedia

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