
I cinesi non hanno grandi giacimenti di petrolio e dipendono dall’Iran. Morale: sono costretti a difendere un regime che calpesta i diritti civili
La notizia la leggiamo su un post di un canale Telegram. Si tratta di un comunicato del Ministero degli Esteri cinese. Dove si legge che “la Cina non starà a guardare mentre la sovranità della grande nazione iraniana viene violata da teppisti e criminali sostenuti dall’esterno. Qualunque cosa il Governo iraniano abbia bisogno in termini di settori finanziari, tecnici, di intelligence o militari, la Cina è pronta a fornirla”. Il comunicato parla di “criminali sostenuti dall’esterno”, dando per scontato che la rivolta in corso ormai da quasi due settimane in Iran con il regime teocratico degli ayatollah è sostenuta da Paesi esteri. Facendo due più due non è difficile immaginare che dietro la rivolta popolare in Iran contro gli ayatollah ci sia lo zampino dell’America di Donald Trump, che in questo momento sta aprendo fronti di guerra a ripetizione.
Tempi duri per i cinesi? Sembrerebbe proprio di sì
Non sappiamo se, in effetti, lo zampino statunitense nella rivolta iraniana sia immaginazione o realtà. Un fatto, però, è certo: chi sta fomentando la rivolta popolare in Iran sta raggiungendo un obiettivo strategico importante, perché sta ‘schiacciando’ la Cina di Xi Jinping (foto sopra tratta da Wikipedia) su un Paese islamico che governa reprimendo i diritti dei cittadini. Da qualche giorno alcuni mezzi d’informazione danno per sconfitto il regime degli ayatollah. C’è addirittura chi ha scritto che la popolazione iraniana in rivolta controllerebbe piazze e quatieri, con gli ayatollah che sarebbero pronti alla fuga (qui un articolo). A noi sembra una visione un po’ troppo ottimistica, perché la Cina non può fare a meno del petrolio iraniano e si accinge ad entrare in guerra contro i cittadini iraniani che contestano il regime teocratico. Entreranno in quella che, alla fine, è una guerra civile proprio per tutelare le proprie forniture di petrolio. Ribadiamo: non sappiamo se dietro i tumulti in Iran ci siano gli americani, ma sappiamo che in questa storia la Cina di Jinping rischia di trovarsi nei prossimi mesi in una situazione simile agli americani in Vietnam tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70 del secolo passato…







