
Certo, il 50% del petrolio utilizzato dal Paese di Xi Jinping oggi arriva dallo Stretto di Hormuz. Ma non bisogna dimenticare che questo Paese è alleato della Russia, secondo produttore al mondo di petrolio
Ieri abbiamo pubblicato un articolo sulle “News intelligenti” sulla guerra in Iran (che potete leggere qui). A quanto pare la nostra diventerà una rubrica, perché di notizie che non sembrano avere né capo né coda ne arrivano tante. In queste ore, ad esempio, si legge e si ascolta qua e là che la Cina di Xi Jinping sarebbe praticamente rovinata per la chiusura dello Stretto di Hormuz (foto sopra tratta da Wikipedia). Non è così. Certo, come abbiamo scritto, il 50% del petrolio oggi consumato dalla Cina passa dallo Stretto di Hormuz. Ma ricordiamoci che la Cina è un alleato di ferro della Russia, secondo produttore al mondo di petrolio. Certo, sulla guerra in Iran, Cina e Russia hanno visioni diverse. Per il Paese di Vladimir Putin la priorità non è l’Iran, ma il completamento della conquista delle Regioni filo-russe dell’Ucraina e non ha motivo di forzare la mano contro gli americani in guerra contro gli iraniani (qui il nostro articolo). E infatti il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha detto a chiare lettere che il fatto che l’Iran sia sotto attacco non significa che i Paesi del BRICS debbano scendere in campo per difenderlo (qui un articolo). Del BRICS, oltre a Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica fanno parte anche Egitto, Etiopia, Emirati Arabi Uniti e Iran. Per ora l’unico Paese che appoggia l’Iran è la Cina, mentre gli Emirati Arabi Uniti sono stati addirittura bombardati dagli iraniani: la dimostrazione che far entrare l’Iran nel BRICS è stato un errore, soprattutto della Cina.
I cinesi oggi sono in pessimi rapporti con il Giappone per la questione Taiwan. E non possono che avvantaggiarsi se i giapponesi rimangono senza il petrolio che arriva dallo Stretto di Hormuz
Fatti quattro conti, la tesi che i cinesi hanno bisogno del petrolio che arriva dallo Stretto di Hormuz è vera fino a un certo punto. Perché, lo ribadiamo, la Cina ha a disposizione le riserve petrolifere della Russia, che sono immense (come potete leggere qui). Peraltro, considerato che, fino a questo momento, l’unico alleato di peso dell’Iran è la Cina, non sembra proprio credibile che gli iraniani abbiano chiuso lo Stretto di Hormuz contro la volontà dei cinesi. In economia parlano sempre i ‘numeri’. E i ‘numeri’ ci dicono che con l’aumento del prezzo del petrolio, conseguente alla chiusura dello Stretto di Hormuz, i grandi produttori di petrolio – ovvero Stati Uniti d’America, Russia e Arabia Saudita – stanno guadagnando una barca di soldi! E poiché la Russia è alleata della Cina, questo per i cinesi non è un problema. Anche perché i cinesi non acquistano dai russi il petrolio (e il gas) a prezzo pieno ma con notevoli sconti. Semmai il Paese fregato da quanto sta avvenendo è il Giappone, la cui dipendenza dal petrolio che passa per lo Stretto di Hormuz è del 72%! E poiché in questa fase storica Cina e Giappone sono ai ferri corti per i possibili risvolti su Taiwan (qui un articolo), per i cinesi la crisi petrolifera – conseguente alla chiusura dello Stretto di Hormuz – che sta mettendo in grandissima difficoltà l’economia del Giappone è tutto grasso che cola…







