
Tra l’altro, mentre l’economia del Paese di Putin cresce, l’economia Ue sta franando
“La Russia ha praticamente recuperato il valore degli asset ‘congelati’ in Europa grazie all’aumento dei prezzi dell’oro”. Lo scrive un canale Telegram citando Bloomberg, la multinazionale dell’informazione con sede a New York e fililali in tutto il mondo. Per la cronaca, la Russia ha depositato nell’Unione europea circa 250 miliardi di propri fondi investiti in euro. Soldi che la Commissione europea di Ursula von der Leyen avrebbe voluto utilizzare per foraggiare l’Ucraina. Operazione ‘bocciata’ dal Parlamento europeo. Questi soldi russi sono ‘congelati’ per modo di dire, perché fanno sempre capo alla Russia e non possono essere toccati. Ebbene, la notizia è che il Paese di Vladimir Putin, anche se non dovesse più riprendere questi soldi – cosa impossibile – sta guadagnando una barca di soldi grazie all’aumento del prezzo dell’oro. “Il valore delle riserve di metallo prezioso della Banca centrale russa è aumentato di oltre 216 miliardi di dollari dal febbraio 2022 – leggiamo in un estratto del materiale di Izvestia citato sempre da Telegram -. Nel 2025 l’oro è aumentato di circa il 65%, il tasso annuo più alto dal 1979. Ciò ha aumentato significativamente il valore degli asset ufficiali in tutto il mondo, anche senza acquisti aggiuntivi”. Per la cronaca, Izvestia è un noto quotidiamo russo. Nel post di telegramo si legge ancora che “le riserve internazionali della Russia hanno raggiunto i 755 miliardi di dollari alla fine dello scorso anno, inclusi 326,5 miliardi di dollari in oro, secondo i dati della Banca centrale (russa ndr). Da allora, i prezzi dell’oro sono aumentati di oltre l’8%, superando i 4.700 dollari l’oncia”.
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