di Giulio Ambrosetti

Una via di fuga razionale che, ne siamo certi, sarebbe piaciuta anche a Luigi Pirandello
Maddalusa: non è vero che non esiste una soluzione per dare l’acqua agli abitanti di questa contrada di Agrigento. Ci vuole solo un po’ di fantasia e un po’ di volontà politica. Certo, lo sappiamo benissimo che le abitazioni che sono state realizzate a Maddalusa sono un po’ abusive, perché di trovano un po’ nel Parco archeologico della Valle dei Templi. Ma sono cose poche. E poi è una storia che va avanti da alcuni decenni. Detto questo il problema non è questo. Il problema, suvvia, è che non si possono lasciare gli abitanti di una contrada, anche se un po’ abusiva, senz’acqua. Perché l’acqua è la fonte della vita. Né è pensabile che il Parlamento siciliano approvi una legge per sanare le abitazioni abusive: tale sanatoria potrebbe avere valenza amministrativa ma non sanerebbe gli eventuali aspetti penali, ammesso che ci siano: cosa improbabile dopo tanti anni. E allora quale potrebbe essere la soluzione? Semplicissimo: spostare la Valle dei Templi di Agrigento a mare.
Una parte della Valle dei Templi di Agrigento è già a mare dal 1700, l’altra parte si limiterebbe a raggiungerla. Però ci sarebbero i galleggianti che salverebbero tutto
Pensate che siamo matti? Vi sbagliate. La famiglia di chi scrive, per la parte paterna, è originaria di Agrigento. Il nonno paterno, per la precisione. Il racconto che abbiamo ereditato testimonia che nel 1700 gli agrigentini utilizzarono una parte dei Templi per realizzare il porto. Insomma, una parte della Valle dei Templi di Agrigento è già in mare. Basta trasferire, sempre in mare, quello che resta. Compreso il Giardino della Kolimbetra con tutti i mandorli: sarebbero i primi mandorli marini della storia della botanica mondiale. Il Parco archeologico e il Giardino della Kilimbetra andrebbero trasferiti in mare con opportuni galleggianti. Contemporaneamente si potrebbe realizzare un aeroporto galleggiante. I turisti potrebbero visitare il Parco archeologico e il Giardino di Kolimbetra di Agrigento in barca, magari affidando il servizio a chi gestisce oggi i collegamenti tra la Sicilia e le cosiddette Isole Minori. Volendo, i turisti potrebbe arrivare nel Parco archeologico di Agrigento galleggiante e nel Giardino della Kolimbetra, sempre galleggiante, con un moderno sistema di Ippogrifi. Da quelle parti – Luigi Pirandello insegna – non mancano certo le persone che dovrebbero recarsi sulla Luna per recuperare i propri cervelli, ammesso che li abbiano avuti, magari da bambini.
Tutto risolto
Con la Valle dei Tempi e il Giardino della Kolimbetra a mare gli abusivi di Maddalusa diventerebbero regolari e avrebbero diritto ad acqua, vino, companatico e magari ricchi premi e cotillion. E l’acqua? Non ci sarebbe bisogno di disturbare AICA: basterebbe un dissalatore volante per portare a Maddalusa l’acqua del mare dissalata. Con il sale recuperato di potrebbe condire l’insalata e, volendo, si potrebbe anche utilizzare per dare sapore ai secondi piatti. Ma senza esagerare, per evitare problemi di pressione. Le cose vanno fatte bene. Come ai tempi dei ‘vaccino’ contro il Covid, “bisogna avere fiducia nella scienza”, che con la pandemia è stata trasformata in religione sciamanica. Crediamo di avere lanciato una proposta intelligente e rivoluzionaria, destinata a fare epoca. Un saluto a tutti.







