
Sono tutti lavoratori che hanno perso la vita a causa di carenti condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro
E’ grande il dolore per i ragazzi morti nell’incendio di Crans Montana, in Svizzera. Le accuse di non rispetto per le norme di sicurezza che non sarebbero state rispettate nel Paese elvetico non mancano. Detto questo, ricordiamoci che l’Italia non è certo un esempio di sicurezza, a tanti livelli. Sorvoliamo sulla mancanza di sicurezza in tante città del nostro Paese tra extracomunitari e bande di minorenni che ne combinano di tutti i colori. Soffermiamoci sulle condizioni di lavoro. I gestori del locale svizzero, dove le fiamme hanno provocato quaranta morti e oltre cento feriti, alcuni dei quali ancora oggi in consizioni gravi, stavano lavorando. Si apprende che tra i tanti problemi che presentava il locale che ha preso fuoco c’era anche mancanza di personale. Da quello che si capisce, le condizioni di sicurezza lasciavano molto a desiderare. Nel nostro Paese, per esempio nei luoghi di lavoro, le norme di sicurezza vengono invece rispettate? In alcuni casi no, se è vero che il 2025 si è chiuso con 1.118 persone morte nei luoghi di lavoro. Nonostante gli allarmi e i provvedimenti adottati per rendere più sicuri le condizioni di lavoro, i risultati sono stati deludenti, se è vero che, rispetto ai 1.138 morti sul lavoro del 2024, la riduzione dei decessi è stata di 20 unità. La realtà è che si continua a morire nei luoghi di lavoro.
Il problema è la globalizzazione dell’economia che continua ad essere celebrata e ossannata nella fallimentare Unione europea. Il Mercosur in queste ore in discussione è un’altra porcata del globalismo
Da quando il cosiddetto Occidente industrializzato si è consegnato mani e piedi alla globalizzazione economica, ebbene, gli incidenti sul lavoro sono aumentati. Questo perché la ‘competizione’ si materializza anche con la riduzione della sicurezza nei luoghi di lavoro. La sicurezza ha un costo. Ma se c’è chi lavora con costi di produzione inferiori, ebbene, bisogna industriarsi: e così si risparmia anche sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Lo sanno tutti ma si fa finta di non saperlo, salvo a indignarsi quando si registrano i morti nei cantieri o dove capita. Ad ogni morto sul lavoro arrivano indignazione, proclami, promesse di maggiore sicurezza. Chiacchiere. L’unica cosa da fare per ridurre le morti sul lavoro è abbandonare la globalizzazione economica: passaggio necessario per ridurre i rischi. Ma di questo non se ne deve nemmeno parlare. L’Unione europea è una piena espressione dell’economia ultra-liberista e globalista. Non a caso, in queste ore, nel nome del libero mercato, la Commissione europea sta provando a far partire il Mercosur, altra schifezza ultra-liberista, un trattato commerciale tra Ue e quattro Paesi del Sudamerica (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay) che, se applicato, farà arrivare in Europa un fiume di ortrofrutta sudamericana di pessima qualità a dazio zero (ne abbiamo scritto qui). Prodotti di qualità pessima che hanno il solo pregio di costare meno dei prodotti agricoli europei freschi e trasformati. In compenso gli industriali dei Paesi Ue venderanno i propri prodotti in questi quattro Paesi del Sudamerica – a cominciare dalle auto tedesche – assestando un colpo durissimo all’agricoltura italiana e mettendosi sotto i piedi la sicurezza alimentare. Come potete notare, a tutti i livelli, in qualunque luogo di lavoro e persino sulle nostre tavole, la globalizzazione economica calpesta ogni forma di sicurezza.
Foto tratta da Il Fatto Quotidiano







