‘Lavatina di faccia’ per Trump: Iran e Cina fanno passare le navi petroliere e gasiere francesi e giapponesi dallo Stretto di Hormuz facendosi pagare in valuta cinese alla faccia del dollaro

Di fatto è uno sberleffo al presidente degli Stati Uniti e a tutta l’America. A meno che alla casa Bianca non siano rincitrulliti questa storia finirà ‘a bordello’

Si sta verificando quello che abbiamo ipotizzato lo scorso 3 Aprile: i cinesi e gli iraniani stanno facendo passare dallo Stretto di Hormuz le navi petroliere e gasiere “amiche” (qui il nostro articolo del 3 Aprile). Tali navi passano a pagamento. Questo avviene in altre parti del mondo ma non è mai avvenuto nel Golfo Persico. La singolare ‘tassa’ puo arrivare fino a 2 milioni di dollari a nave. Non solo. Il problema è che la Cina di Xi Jinping sta approfittando della crisi in corso nel Golfo Persico per ‘stabilizzare la propria moneta a spese del dollaro americano. Infatti, i pagamenti vengono effettuati con la moneta cinese, il renminbi. Detto in parole semplici, la Cina sta utilizzando la crisi nel Golfo Persico per attuale la cosiddetta ‘dedollarizzazione’. Si tratta, come si usa dire in Sicilia, di nna lavatina i facci dei cinesi all’America di Donald Trump (traduzione per i non siciliani: una provocazione che suona come uno sberleffo). Ora il presidente americano ha un altro buon motivo non soltanto per bloccare le trattative, peraltro farlocche, sullo stop della guerra nel Golfo, ma anche per cominciare a usare le bombe per bloccare il passaggio di petroliere e gasiere dallo Stretto di Hormuz che portano soldi a Iran e Cina.

La vediamo molto ma molto brutta

Quali sono i Paesi ‘amici’ che sono riusciti a far passare le proprie navi a pagamento, con valuta cinese, in barba al dollaro statunitense? Da quello che si legge qua e là, la solita Francia, un Paese della fallimentare Unione europea a propria volta semifallito e tenuto in piedi dalla Banca Centrale Europea presieduta, guarda caso, dalla francese Christine Lagarde. E anche il Giappone, che dovrebbe essere ‘amico’ degli Stati Uniti d’America e che, invece, sembra diventato ‘amico’ dei cinesi. Vero è che ci sono commentatori autorevoli che salutano positivamente la fine del dollaro americano per porre fine al dominio della lobby ebraica monetaria e finanziaria mondiale. Ma fatta così sarebbe come un autogol. Come finirà? Ci sembra improbabile che alla Casa Bianca siano così rincitrulliti da tollerare che la Cina approfitti della crisi nel Golfo Persico per mettere in atto la ‘dedollarizzazione’, peraltro su prodotti strategici come petrolio e gas. A nostro modesto avviso questa storia finirà ‘a bordello’… Ma ‘bordello’ serio! Altro che fine della guerra.

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