Le piogge di Novembre hanno riempito d’acqua la Sicilia. In crescita i prezzi dell’olio extra vergine di oliva. Lo spopolamento di Palermo, Catania e Messina. Parla Mario Pagliaro

LE PIOGGE NON SONO MANCATE A NOVEMBRE E A DICEMBRE. CHI PARLA DI SICCITA’ IN SICILIA CAMBIA NOME ALLA DISORGANIZZAZIONE

Siamo quasi a Natale. Tempo dunque di tornare a sentire Mario Pagliaro, chimico del Cnr, per il nostro consueto e molto seguito dialogo mensile su economia, meteo, temi ambientali, agricoltura e acqua in Sicilia e non solo in Sicilia. In privato, visto che questo mese siamo un po’ in ritardo, siamo stati contattat anche da residenti all’estero, se è vero che, con la ‘geniale unificazione europea’, Italia e Sicilia sono tornate ad avere milioni di emigrati per lavoro.

La prima domanda riguarda la situazione idrica in Sicilia. Anche a Novembre è piovuto in abbondanza ma c’è chi parla ancora di siccità… Com’è la situazione? 

“E’ buona e, ciò che più conta, in continuo miglioramento. A inizio di quest’anno, e precisamente il 15 Gennaio, i 13 invasi siciliani con acqua destinata ad uso potabile contenevano 81,4 milioni di metri cubi. Oltre 10 mesi dopo, lo scorso 27 Novembre, ne contenevano quasi 86 milioni. A Novembre è piovuto quasi ogni giorno, con 22 giorni di pioggia sui 30 del mese. La rete dei pluviometri della Regione siciliana ha registrato una media di quasi 76 litri per metro quadro: sono 76 litri di pioggia per metro quadro di un territorio enorme, pari a quasi 26mila chilometri quadrati. Nei giorni scorsi abbiamo registrto piogge in tutta la Sicilia. La situazione meteorologica in tutta Italia e in Europa resta di grande dinamicità”.

Che tempo farà nei prossimi giorni in Italia e nel periodo Natalizio? 

“Pioggia e neve torneranno a bassa quota in tutta Italia. Lo spesso manto nevoso che da molte settimane ricopre le Alpi si estenderà all’Appennino fino alle sue propaggini meridionali. Il gelo tra Europa orientale e Asia, sceso in questi giorni fino a Pechino e in Giappone con grandi nevicate, e quello a occidente dell’Europa con analogo gelo sulle regioni settentrionali della costa orientale dell’America si allenterà determinando un rapido peggioramento del tempo sull’Europa centro-occidentale e sul Mediterraneo. I modelli già intravedono per l’Italia un ulteriore e prolungato peggioramento a partire dal 22 Dicembre”.

In Sicilia, torneranno le piogge?

“In misura notevolissima, già dai prossimi giorni. Il modello europeo in questi giorni, fino al 20 Dicembre, dà valori di precipitazioni cumulate superiori ai 50 mm su pressoché tutto il territorio regionale, e ancora maggiori per la costa ionica centrale e settentrionale, cioè fra Messina e Catania”.

Tornerà anche la neve su Etna, Nebrodi e Madonie?

“Sì, perché siamo ornati ad avere valori di temperatura dell’aria compresi fra i 2 e i 4 gradi a 1500 metri di altitudine per molti giorni”.

COME PREVISTO, I PREZZI AL DETTAGLIO DELL’OLIO EXTRA VERGINE D’OLIVA ITALIANO SONO AUMENTATI  

Veniamo all’agricoltura. Siamo stati in un supermercato di Palermo e abbiamo visto una bottiglia di olio nuovo “prodotto da olive italiane” in vendita a 16 euro (15 euro e 90, per la precisione). Subito abbiamo pensato a lei: ancora una volta, le previsioni che dicevano che il prezzo dell’olio d’oliva extra vergine italiano sarebbe sceso si sono rivelate errate. Che ne sarà ora, del prezzo dell’olio?

“Resterà alto, e continuerà a crescere. Perché – come ha visto leggendo di “olive prodotte in Italia” – i clienti chiedono e sono disposti a pagare senza problemi 16 euro al litro per l’olio d’oliva extra vergine di alta qualità prodotto da olive italiane. Il mercato si è cioè ormai differenziato: da un lato gli oli di alto pregio italiani, con quello siciliano prodotto lungo la costa meridionale siciliana, che ormai è largamente il migliore in Italia. E, dall’altro, gli oli d’oliva importati. Il sistema di certificazione che garantisce l’indicazione geografica del prodotto funziona: è sufficiente produrre olio di oliva di alta qualità in Sicilia e farvi apporre la certificazione di origine geografica, e il mercato è disposto a pagare cifre ben più alte dei 16 euro per l’olio che ha visto al supermercato siciliano. Purtroppo, il reddito di buona parte delle famiglie italiane fa sì che il consumo di olio extravergine di oliva sia di fatto riservato alla sola frazione più abbiente della popolazione”.

Infatti. Tant’è vero che nei centri commerciali, accanto alle bottiglie di olio extra vergine italiano a 16 euro, ci sono anche bottiglie di olio d’oliva al prezzo di 6 e anche a 5 euro. Da dove arriva tale prodotto?

“Bella domanda. Non so cosa rispondere…”.

IN SICILIA C’E’ UNA FUGA DELLA POPOLAZIONE GIOVANE E SOPRATTUTTO MASCHILE

Un’ultima domanda in attesa di sentirci a Gennaio. Lei ne scrive ogni anno, ma la sensazione andando in giro è che la popolazione siciliana sia letteralmente crollata. Non parliamo dei paesini, dove ormai vivono solo pochi anziani, ma anche delle tre città siciliane: Palermo, Catania e Messina. Si ha un’idea reale di quante persone ci vivano realmente?

“Certo. A Palermo la popolazione residente è diminuita di 1509 abitanti in soli 8 mesi fra Gennaio ed Agosto di quest’anno, quando la popolazione residente era pari a 624.447 residenti, con una forte prevalenza delle femmine sui maschi: ben 26.799 in più, chiaro indice di emigrazione maschile. Al saldo naturale, pari alla differenza fra morti e nuovi nati, negativo per ogni singolo mese, si aggiungono gli emigrati in altri Comuni e gli emigrati che optano per l’estero. Ma accanto ai numeri ufficiali, resi pubblici dall’Istat col bilancio demografico mensile, ci sono quelli reali. Perché in molti fra coloro che si trasferiscono, specialmente all’estero, non si curano di cancellare la residenza. La stessa cosa accade a Messina e a Catania. A Messina la popolazione residente ad Agosto era pari a 216.530 abitanti, con 8048 femmine in più dei maschi. E a Catania, dove risiedevano ad Agosto soltanto 296.973 abitanti, con ben 9887 femmine in più dei maschi censiti. Si tratta di un crollo demografico comune a tutta Italia cui va posto urgentemente rimedio. Per farlo, occorrerà una profonda trasformazione delle politiche economiche: dal liberismo economico che ha portato austerità bisognerà passare alle politiche espansive e all’industria di Stato antecedenti all’adesione dell’Italia prima al sistema monetario europeo e poi alla moneta unica europea”.

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