
Almeno ci stanno risparmiando l’olio di ricino: già è una cosa, no?
Sarà la povertà dilagante che obnubila le menti? Sarà lo spirito fascista mai sopito che è tornato prepotentemente alla ribalta quando, per promuovere i ‘presunti’ vaccini contro il Covid prodotti dalle multinazionali farmaceutiche, si procedeva tra Green pass e sospensione dal lavoro e dallo stipendio per chi rifiutava il nuovo quanto improvvisato ‘elisir di lunga vita? Certo è che la disinformazione e la censura oggi sono diventate la regola. Quando c’era ‘Lui’, la gloriosa Agenzia Stefani, fondata pochi anni prima della ‘presunta’ unità d’Italia, era diventata la voce del Governo fascista in Italia e all’estero. Da qui, in un certo senso, si levavano le ‘notizie’ in entrata e in partenza. Oggi non c’è bisogno né dell’Agenzia Stefani, né del Minculpop, il Ministero della Cultura Popolare del regime fascita italiano. Oggi si procede come in una commedia pregoldoniana: basta il canovaccio.
Un direttore d’orchestra putiniano alla Reggia di Caserta: ma com’è che non è stato censurato prima? Cose da pazzi…
Donald Trump? E’ il ‘matto’ per antonomasia. I dazi doganali americani? Follie. Vladimir Putin? E’ il cattivo. E l’Ucraina? E’ buona. E le compagnie d’armi naziste che scorrazzavano in Ucraina contro le popolazioni russofone di questo Paese? Vabbé è nazismo ‘buono’. Poi ci sono le migliaia di morti improvvise. Che dire? Sono morti e basta: basta soprattutto con le domande. E l’aumento delle miocarditi? Può succedere. E l’aumento delle malattie tumorali? Ancora con ‘sta storia? Non c’è alcun legame con i vaccini anti-Covid. Sicuro che è così? Basta con il ‘complottismo’. Piuttosto torniamo a Putin. Come ve lo dobbiamo dire che i putiniani vanno esclusi da ogni consesso civile? Come gli viene in testa a chi governa la Regione Campania di invitare il direttore d’orchestra russo Valery Gergiev alla Reggia di Caserta? (qui un articolo). Un putiniano che dirige un concerto in Italia? Ma siamo impazziti? La Democrazia, quando occorre, va temperata. Abbiamo cancellato i seminari sulla letteratura russa e adesso allarghiamo le maglie per la musica? Giammai!
L’informazione libera…
Ci sarebbe anche la censura. Il Corriere della Sera ha censurato l’intervista con il Ministro dei Beni culturali Alessandro Giuli (qui un articolo). Si vede che l’ha meritato (qui un articolo). Via, ci dobbiamo abituare: qualche volta la censura è terapeutica. La verità, certe volte, fa male. Allora bisogna intervenire per evitare che il male si diffonda e diffonda nel mondo il suo messaggio sbagliato. Sì, ma è sempre una censura? E allora? Se fa male bisogna combattere il male e al diavolo il pluralismo e la democrazia! Come la storia dei bimbi morti in Grecia quando le banche tedesche, che Iddio li abbia sempre in gloria, ‘svuotavano le casse’ della Grecia. Lo facevano per il bene della Germania. E per punire i greci spendaccioni. Volete mettere? Sì, ma i bambini greci morivano! (qui un articolo). Vabbé erano 700 neonati: erano piccoli e non si vedevano. Ma come, se muoiono bambini ammazzati dalle bombe è genocidio e se 700 neonati muoiono di fame e stenti perché hanno massacrato la Grecia tutto è normale? Certo, in questo secondo caso la notizia andava nascosta perché avrebbe potuto favorire gli euroscettici. Ti pare poco? Nascondere i neonati morti è stata una vittoria dell’informazione libera…
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