
L’America di Trump non avrebbe mai attaccato il Venezuela senza l’accordo sottobanco con Cina e Russia
Veramente c’è chi crede che l’America di Donald Trump ha attaccato il Venezuela senza l’accordo, ovviamente sottobanco, di Cina e Russia? Stando a quanto si legge nei commenti sulla rete sembra proprio di sì. Anche i nostalgici del Comunismo e del Socialismo pensano che il presidente americano sia così matto da scatenare una guerra mondiale? Sembra proprio di sì. In effetti, per i nostalgici, la ‘botta’ è forte. Bisogna avere pazienza: nonostante l’incontro in Alaska tra il capo della Casa Bianca e Vladimir Putin c’è chi continua a pensare che i due non siano d’accordo per sbarazzarsi di Volodymyr Zelenskyj e dell’Unione europea. Magari c’è qualcuno che pensa che ora ci sarà la rivolta del Congresso americano contro Trump che ha iniziato una guerra senza l’autorizzazione dello stesso Congresso. Beh, se c’è chi lo pensa, siamo spiacenti di comunicare che Trump e i suoi collaboratori hanno fatto bene i conti. Illustriamo il perché.
Fino a questo momento il capo della Casa Bianca si è mosso nel rispetto della legge americana. Ma dovrà comunque fornire spiegazioni al Congresso che in questo momento è in vacanza
Il Governo federale di Trump ha deciso di sferrare l’attacco al Venezuela mentre il Congresso è in vacanza. Il ritorno dei parlamentari è previsto tra il 5 e il 7 Gennaio. Ma, come raccontano le cronache, il presidente venezuelano Nicolás Maduro è già negli USA in attesa del processo. Sembra addirittura che non si sia trattato di una cattura vera e propria ma di qualcosa che sta a metà tra la resa e un accordo. Da quello che si capisce, Trump punta a completare l’invio di truppe in Venezuela pima che il Congresso americano riprenda i lavori. La questione ruota attorno alla Risoluzione sui poteri militari del 1973: il presidente USA deve notificare al Congresso l’avvio di una guerra entro 48 ore. Senza l’approvazione del Congresso l’operazione militare può durare 60 giorni a cui si aggiungono 30 giorni per l’eventuale ritiro dei militari. Fino a questo momento Trump si è mosso nel rispetto della legge americana.
La Machado: “Siamo pronti a prendere il controllo del governo”
e la farà il presidente a concludere l’operazione Venezuela entro 60 giorni? L’obiettivo del presidente Trump è mettere María Corina Machado (nella foto sopra, tratta da Telegram), premio Nobel per la Pace nel 2025, al posto di Maduro. Per la cronaca, la Machado è la leader dell’opposizione venezuelana al regime di Maduro e ha già rilasciato una dichiarazione: “Siamo pronti a prendere il controllo del governo”. Magari ci sbagliamo, ma abbiamo difficoltà a pensare che cinesi e russi si schiereranno contro María Corina Machado. Certo, per carità, bisognerà capire che tipo di resistenza incontreranno in Venezuela la leader dell’opposizione e gli americani che la sostengono. Considerato che, almeno fino a questo momento, si registrano solo dichiarazioni di circostanza, la Machado potrebbe assumere la presidenza del suo Paese a breve. Insomma: vuoi vedere che, per una volta, gli svedesi che assegnano il Nobel per la Pace hanno fatto una cosa buona?
Cosa potrrebbe dire il presidente americano al Congresso per giustificare il blitz
Comunque andranno le cose, beh, Trump, a prescindere dai 60 giorni, dovrà spiegare al Congresso cosa sta combinando in Venezuela. Il Parlamento gli chiederà cosa c’è dietro l’azione di guerra. Non è da escludere che il presidente USA metta in campo la lotta alla droga, che in effetti arriva negli Stati Uniti dal Sudamerica, sia con riferimento alla cocaina, sia con riferimento al fentanyl. Trump potrebbe rispondere che i’cartelli’ della droga, ai quali in Venezuela di Maduro non è esattamente estraneo, portano avanti un attacco contro gli Stati Uniti facendo arrivare la droga. Ebbene, che la droga arrivi negli USA dal Sudamerica non è cosa che possa essere smentita. Il commercio di droga negli Stati Uniti potrebbe essere il motivo per il quale l’attuale amministrazione americana sta agendo senza l’autorizzazione preventiva del Congresso. L’argomento in ogni caso si annuncia controverso sia perché, storicamente, negli USA le guerre le cominciano quasi sempre i Democratici, sia perché una parte dei Repubblicani e i protagonisti del movimento MAGA (Make America Great Again, che tradotto in italiano signifca Rendiamo l’America di Nuovo Grande) non sono favorevoli alla guerra. Non resta che attendere: prima la Machado si insedierà alla presidenza del Venezuela, prima si chiuderà questa vicenda.







