di Diego Fusaro

“… il primo caso nella storia dell’umanità, dai Sumeri ad oggi, di sanzioni che recano nocumento al sanzionante e non al sanzionato…”
È una verità inoppugnabile, che deve essere meditata attentamente. Vorrei esprimerla con le parole che seguono: l’Unione Europea spende più soldi nel tentativo di danneggiare la Russia di Putin di quanti non ne spenda per tutelare il benessere dei cittadini europei. Non alludo soltanto, ça va sans dire, ai demenziali pacchetti di sanzioni che i tecnocrati di Bruxelles vanno producendo in serie uno dopo l’altro, con solerte stoltezza: sanzioni che, come ormai tutti sanno, sono il primo caso nella storia dell’umanità, dai Sumeri ad oggi, di sanzioni che recano nocumento al sanzionante e non al sanzionato. Accanto a questo aspetto, ve ne è un altro che non si può trascurare: l’Unione Europea continua dal 2022 a fornire danari e armi al guitto di Kiev, l’attore NATO Volodymyr Zelensky, prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood. Si parla di miliardi letteralmente bruciati per supportare le irragionevoli ragioni del burattino NATO e di una guerra che, come ormai anche i muri sanno, non è se non il conflitto che l’occidente a stelle e strisce ha dichiarato alla Russia di Putin in quanto potenza resistente alla mondializzazione atlantista.
Unione Europea puntualmente pervertita dal capitalismo finanziario con disidentificazione annessa
Sono letteralmente disarmanti invece i dati relativi agli investimenti europei per la spesa pubblica e per l’istruzione, per la sanità e per lo Stato sociale: d’altro canto, i trattati europei, da Maastricht a Lisbona, parlano chiarissimo e senza infingimenti. La loro priorità assoluta è la competitività, ossia il programma coessenziale alla civiltà neoliberale e alla sua idea secondo cui la sola giustizia ammessa è quella dei mercati. A cagione di ciò, come vado ripetendo da diversi lustri, l’Unione Europea, treno in corsa verso l’abisso, vertice della neoliberalizzazione integrale del mondo della vita nel vecchio continente, figura oggi come il nostro principale nemico. E lo diciamo non certo perché avversiamo l’idea di Europa, radicata nella nostra cultura, ma proprio perché la amiamo: l’Europa come mosaico di culture e di identità viene puntualmente pervertita dall’Unione Europea come dominazione del capitalismo finanziario e della disidentificazione annessa.







