di Giulio Ambrosetti

Ai ‘capi’ dell’Unione europea e ai grandi media che detestano Trump li sfiora l’idea che il presidente americano li stia prendendo per i fondelli? E che, magari, li stia usando per amplificare le sue sparate senza capo né coda?
La domanda è: i leader dell’Unione europea hanno messo nel conto l’ipotesi che Trump li stia prendendo per in giro? Secondo voi un presidente degli Stati Uniti d’America che afferma che a lui il Diritto internazionale non interessa ma che tutto dipende dalla sua “morale”, magari del momento, è da prendere sul serio? Non li sfiora l’idea che Trump si stia prendendo gioco di loro? E se la cosiddetta “invasione della Groenlandia” da parte degli americani fosse una grande “presa per il culo”, come si usa dire in Sicilia? Ne vogliamo parlare della lettera che il capo della Casa Bianca ha inviato al premier della Norvegia, Jonas Gahr Store? “Siccome non mi avete dato il Nobel per la pace non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla pace”, ha scritto Trump. Vi sembra una cosa seria? Al Governo della Danimarca ha detto che non ha titoli per rivendicare la Groenlandia, perché non ci sarebbero “carte scritte”. Trump usa la geopolitica come se giocasse a Monopoli e quelli gli vanno dietro! Anche i tre Cardinali americani che lo accusano di incoraggiare politiche distruttive non hanno altre cose da fare?
Non è che Trump si sta divertendo un mondo a spararne una al giorno?
La sensazione è che Trump si stia levando tanti sassolini dalle scarpe contro i politici e i mezzi d’informazione che, dalla campagna elettorale del 2016 fino ad oggi, non hanno fatto altro che gettare discredito e fango su di lui. Ora si sta divertendo facendoli impazzire. Anche perché ha imparato a conoscere la dabbenaggine di questi soggetti: più i politici che lui prende a ‘batticulo’ replicano e più i mezzi d’informazione che detesta parlano di lui, soprattutto male, più Trump continua sproloquire e a prenderli per i fondelli. Usa soprattutto i mezzi d’informazione che lo detestano per amplificare le sua sparate che non hanno né testa, né coda. Come abbiamo illustrato in altri articoli, gli americani non hanno bisogno di invadere la Groenlandia, perché, di fatto, la controllano dal 1951. Poiché il plagio di se stessi non è proibito, riprendiamo un nostro articolo di qualche giorno fa: “… è ancora operativo un trattato che risale ai primi anni ’50 del secolo passato che consente agli Stati Uniti di riempire la stessa Grenlandia di armi e soldati. E così è stato negli anni della ‘Guerra fredda’, quando su quest’isola operava un numero imprecisato di basi militari statunitensi con circa 10 mila soldati statunitensi. Dopo il crollo del Muro di Berlino e la fine dell’Unione Sovietica, orchestrata dai Democratici americani che hanno avallato la digraziata riunificazione delle due Germanie, gli stessi Democratici USA, che nel mondo hanno solo prodotto danni, hanno smantellato oltre il 90% delle basi militari in Groenlandia (qui il nostro articolo)”.
La storia degli idrocarburi della Groenlandia è una mezza minchiata, mentre la storia delle terre rare della Groenlandia è una minchiata intera
Le mani di Trump sulle “immense risorse” minerarie della Groenlandia, soprattutto idrocarburi? Mezza minchiata. Le mani di Trump sulle terre rare della Groenlandia? Minchiata intera. L’ENI, qualche anno fa, ha lasciato la Groenlandia, perché l’estrazione di idrocarburi, allo stato attuale, è oneroso. Mentre va detto che tutto il mondo è pieno di terre rare e, come ha illustrato in modo magistrale in un video Federico Rampini (qui il suo VIDEO), la Cina ha nel mondo il primato in materia di terre rare perché le estrae e le lavora accollandosi l’inquinamento, mentre gli USA governati dai Democratici e l’Unione europea, tra stupidaggini e affarismo targati Gren Deal, hanno impedito l’estrazione e la lavorazione di terre rare per evitare l’inquinamento. Di fatto, hanno regalato il primato delle terre rare alla Cina. L’America di Trump sta cercando di recuperare e ha avviato estrazione e lavorazione di terre rare, mentre l’Unione europea si occupa di tappi di bottiglia di plastica, di insetti a tavola, di capporti termici agli edifici e ora sta cercando di accoppare gli agricoltori europei con l’accordo con il Mercosur per favorire l’industria europea e le multinazionali dell’ortofrutta, dei cereali e della zootecnia che operano in Sudamerica.
Ieri, con le sole parole, senza muove un dito, Trump ha difatto provocato un crollo di 225 miliardi di euro alle Borse europee
Per caso Trump si sta divertendo a prendere in giro gli ‘europeisti’, magari in combutta con Putin? E qui torniamo all’avvertimento di Trump agli ‘europeisti’: mentre otto Paesi europei mandano militari in Groenlandia per ‘difenderla’ da una possibile ‘invasione’ americana, il presidente della Federazione Russa ha le mani libere in Ucraina. Non è che gli amici di Trump stanno guadagnando una barca di soldi? Parlano i ‘fatti’ e i ‘numeri’ che sono testardi e non possono essere smentiti. Ieri, senza muovere un dito, ma solo con le parole, ovvero con la minaccia dei dazi ai Paesi Ue che ostacolano la linea politica della sua amministrazione in Groenlandia, le Borse europee hanno perso 225 miliardi di euro. Poiché in Borsa si guadagna anche ‘scommettendo’ sui crolli dei titoli, è legittimo ipotizzare che qualcuno abbia guadagnato una barca di soldi, grazie anche al grande risalto che i media riservano alle uscite sempre più strampalate di Trump?
Il terrore dei produttori di vini e champagne francesi di perdere il mercato americano con i possibili dazi USA al 200%. Non è che Trump ha trovato il modo per ‘convincere’ il Parlamento della Francia a mandare a casa Macron?
Non è finita, perché in queste ore il presidente americano, che ormai ne inventa una al giorno, ha annunciato dazi del 200% sui vini e champagne francesi se il presidente Emmanuel Macron si rifiuterà di partecipare al al “Consiglio della pace” su Gaza al quale sarà presente anche Putin. Una mossa geniale, l’invito al presidente russo, perché ha gettato nello scompiglio i Paesi Ue impegnati nel sostegno all’Ucraina contro la Russia. Come possono gli ‘europeisti’ inviare soldi e armi all’Ucraina e poi andarsi a sedere insieme con il presidente della Federazione Russa? Ennesima dimostazione che Trump e Putin lavorano di comune accordo per far crollare l’Unione europea già divisa su come rispondere a Trump sui nuovi dazi americani contro i Paesi Ue che ostacolano gli USA in Groenlandia e ora divisi anche sul “Consiglio di pace” a Gaza. Dopo le parole di Trump su Macron non si esclude che i commercianti americani comincino ad acquistare vini spumanti di pregio presso altri Paesi del mondo, soprattutto europei. I vini francesi e lo champagne francese non sono esattamente nazionalpopolari: già la notizia di possibili dazi ha cominciato a seminare il terrore fra i produttori di questo Paese, perché avere problemi o, addirittura, perdere il ricco mercato americano per la Francia sarebbe devastante. Volete vedere che Trump ha trovato il modo per mandare a casa Macron nel giro di qualche settimana, sconvolgendo le imminenti elezioni amministrative francesi previste tra il 15 e il Marzo prossimi?
Intanto grazie alle dichiarazioni del presidente americano in Groenlandia è boom di prenotazioni turistiche
Sempre a proposito di speculazioni & guadagni stamattina il quotidiano La Verità dà una notizia interessante. In seguito alle dichiarazioni di Trump la Groenlandia è diventata nel giro di pochi giorni una meta turistica internazionale: “Altro che Polinesia, Caraibi o Giappone: al top dei Paesi più gettonati c’è proprio la Groenlandia”, si legge su La Verità. L’aeroporto che è in funzione dal 2024 è stato preso d’assalto. E quest’anno in Groenlandia apriranno altri due aeroporti. Scommettiamo che i due nuovi aeroporti groenlandesi verranno presi d’assalto dai turisti? Non solo. Gli arrivi dei turisti con le navi erano limitati a una nave al giorno con un massimo di mille passeggeri. “Oggi – leggiamo sempre su La Verità – se ne vedono tre contemporaneamente con sei mila persone”. Ribadiamo: Trump non ha mosso un dito: ha solo parlato. Le sue parole hanno fatto perdere un sacco di soldi all’Unione europea e stanno facendo guadagnare un sacco di soldi all’isola più grande del mondo che ha appena 56 mila abitanti. Un vero ‘nemico’ dei groenlandesi, Trump, no? A buon intenditor poche parole…
Foto tratta da Il Giornale







