
Le tre donne che vedete nella foto sopra non sono una riedizione delle “Tre grazie della Primavera di Botticelli” ma tre donne ‘europeiste’ che stanno facendo di tutto per affossare il dialogo sulla pace e far proseguire la guerra in Ucraina. In questo caso le donne non stanno ‘migliorando’ la politica: anzi
Ma davvero dopodomani, 15 Maggio, si svolgerà a Istambul un incontro sulla possibile pace in Ucraina tra il presidente della Russia, Vladimir Putin, e il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelen’skyj, con la mediazione del presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdoğan, magari con la presenza del presidente americano Donald Trump? Se è così come mai, in queste ore, le tre donne ‘europeiste’ che vedete sopra hanno deciso di arraffare quasi 2 miliardi di euro di fondi russi presenti in Europa per acquistare armi da regalare all’Ucraina? Le tre donne sorridenti nella foto sopra sono Kaja Kallas, responsabile della politica estera dell’Unione europea, Christine Lagarde, presidente della BCE, sigla che sta per Banca Centrale Europea, e Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea. “Nelle prossime settimane l’Unione europea spenderà 900 milioni di euro, provenienti dai profitti derivanti dagli asset russi congelati, per acquistare armi e munizioni per l’Ucraina e un altro miliardo di euro per incrementare la produzione di droni e missili in Ucraina”. La notizia la leggiamo in un post di un canale Telegram che cita la Commissione europea. Notizia che abbiamo letto anche su altri mezzi d’informazione (come potete leggere qui). Non c’è nemmeno bisogno di precisare che una notizia del genere non agevola certo il dialogo per porre fine alla guerra in Ucraina: anzi.
La dichiarazione allucinante
E’ chiaro che l’Unione europea non è interessata a porre fine alla guerra in Ucraina, semmai vuole che la guerra prosegua, alla faccia del presidente americano Donald Trump, che gli ‘europeisti’ stanno cercando in tutti i modi di ostacolare. Va letta in questo senso un’allucinante dichiarazione congiunta dei Ministri degli Esteri di Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna, Regno Unito e dell’Alto Rappresentante dell’Ue per la politica estera a seguito del loro incontro a Londra: “Ci siamo incontrati a Londra il 12 Maggio per discutere dell’aggressione russa contro l’Ucraina e della sicurezza euro-atlantica. Per quanto riguarda l’Ucraina, abbiamo ribadito la nostra solidarietà al popolo ucraino, le nostre condoglianze alle vittime dei recenti attacchi della Russia e il nostro pieno sostegno alla sicurezza, alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale. Abbiamo accolto con favore gli sforzi di pace guidati dagli Stati Uniti e la prospettiva di ulteriori colloqui questa settimana. Finora la Russia non ha mostrato alcuna seria intenzione di fare progressi. Deve farlo senza indugio. Ci uniamo all’appello dell’Ucraina per un cessate il fuoco immediato, completo e incondizionato di 30 giorni, per creare spazio per negoziati su una pace giusta, globale e duratura. Qualsiasi pace sarà duratura solo se si baserà sul diritto internazionale, compresa la Carta delle Nazioni Unite, e se l’Ucraina sarà in grado di scoraggiare e difendersi da qualsiasi futuro attacco russo”. I Ministri degli Esteri di Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna, Regno Unito e dell’Alto Rappresentante dell’Ue per la politica estera si comportano come se avessero vinto la guerra in Ucraina con Putin sotto assedio a Mosca che tratta per la resa. In realtà, le cose stanno esattamente al contrario e la dichiarazione degli ‘europeisti’ fa solo sorridere amaramente, dando contemporaneamente la misura dell’irrilevanza politica dell’Unione europea e del Regno Unito. Che, non a caso, Trump e Putin hanno escluso da tutto.
Con rispetto parlando: Trump con chi sta? Dialoga con Putin o è d’accordo con gli ‘europeisti’?
Quello che sta succedendo in queste ore è incredibile. Di fatto, lo ribadiamo, gli autori di questa allucinante dichiarazione stanno tagliando la strada al presidente americano Trump, per bloccare il suo tentativo di fermare le armi in Ucraina. Il tono di questa dichiarazione è tragicomico: la Russia ha vinto sul campo la guerra in Ucraina contro tutto il cosiddetto Occidente industrializzato e adesso dovrebbe concedere ai perdenti una tregua. Anche questa è una chiara provocazione verso la Russia di Putin e verso l’America di Trump. Quest’ultimo, senza offesa, dovrebbe cominciare a riconsiderare la sua posizione verso l’Italia, il cui Governo si professa vicino agli Stati Uniti d’America e poi si ritrova d’accordo con la Commissione europea e con alcuni Paesi Ue – segnatamente Francia, Germania, Polonia e Spagna – che sono tutt’altro che vicini a Trump. A meno che… A meno che il presidente USA… Insomma, magari Trump ha cambiato linea politica: ha deciso di rompere con la Russia e di seguire l’Unione europea nella guerra contro la Russia. Sarebbe un’assurdità, ma in politica, si sa, mai dire mai.
Il rischio che in Europa finisca a ‘calci nel culo’…
Intanto il quotidiano britannico The Times, citato sempre da un canale Telegram, scrive che Putin avrebbe chiesto la capitolazione dell’Ucraina. Il presidente della Federazione Russa, soprattutto dopo le allucinanti dichiarazioni degli ‘europeisti’, ha detto “No” al cessate il fuoco di 30 giorni. Ed è anche logico, perché c’è il dubbio che l’Ucraina usi questa tregua per riarmarsi. Le parole barricadiere di Zelen’skyj e le allucinanti dichiarazioni degli ‘europeisti’ sanno tanto di bluff: in questo momento l’Ucraina è a corto di militari, anche per errori strategici commessi (qui un articolo); gli ‘europeisti’ possono continuare a togliere dalle tasche dei propri cittadini soldi per fornire armi all’Ucraina – cosa che stanno facendo – ma non sono nelle condizioni di fornire militari, perché se l’Ue annunciasse l’invio di militari europei in Ucraina milioni di cittadini europei scenderebbero in piazza per prendere a calci nel sedere i propri governanti. Putin queste cose le sa e, infatti, ha ribadito la richiesta di “eliminare le cause profonde della guerra”, ovvero il rovesciamento del regime di Zelensky, assicurando a quest’ultimo un’onorevole uscita di scena. Anzi, bisogna riconoscerlo, Putin sta evitando un finale alla Brenno…
Intanto i russi avanzano, anche perché mancano militari ucraini e mercenari e il territorio ucraino è ormai in parte privo di difese. Il problema dei risparmi russi sui quali gli ‘europeisti’ vorrebbero mettere le mani
Da quello che abbiamo capito, Ucraina, Unione europea e Regno Unito dovrebbero prendere atto di avere perso la guerra. Ma non crediamo che accetteranno. E infatti, a giudicare da quello che abbiamo letto ieri e da quello che leggiamo stamattina, la guerra in Ucraina continua. Il Ministero della Difesa russo fa sapere che il proprio esercito “ha liberato Kotlyarovka sul fianco della direzione Pokrovsky”, area che si trova nella Repubblica Popolare di Donetsk. I combattimenti vanno avanti in tante aree dell’Ucraina e i russi avanzano, anche perché mancano soldati ucraini e anche i mercenari. Da quello che leggiamo qua e là, gli occidentali, ormai da qualche tempo, riescono ad assoldare in grande maggioranza mercenari provenienti dal Sudamerica, perché sono quelli che accettano paghe basse. Non si capisce se i mercenari di altri Paesi del mondo non ne vogliono sapere di combattere contro i russi per paura di lasciarci la pelle, o se vogliono essere pagati molto di più. Il dubbio è che gli ‘europeisti’ abbiano un po’ tirato la cinghia: non a caso, come abbiamo scritto all’inizio, stanno provando a mettere le mani sui soldi – da 250 a 300 miliardi di euro – che i russi hanno depositato in Belgio. Già hanno scippato dai fondi russi custoditi in Belgio 3 miliardi di euro circa. Il timore dei banchieri è che altri risparmiatori che tengono i propri soldi in Europa, vedendo quello che succede ai risparmi russi, ritirino i propri soldi. Si teme, insomma, una fuga dei risparmiatori dall’Unione europea, con effetti negativi sulla tenuta dell’euro.







