
di Giulio Ambrosetti
Attentato mancato all’Air Force contro Trump? Sembra una cretinaggine. Molto più probabile uno scenario di caccia a eventuali ‘talpe’…
Le cronache globaliste di queste ore – per quello che valgono: meno di niente – raccontano che il capo della Casa Bianca, Donald Trump, dopo un vertice NATO in Turchia, sarebbe sceso dall’aereo presidenziale, l’Air Force One, per salire su un altro aereo in incognito, per paura di un attentato da parte iraniana. La ricostruzione fa un po’ sorridere. Per almeno due motivi. In primo luogo, perché nell’aereo presidenziale sono rimasti il vice presidente USA, JD Vance, il Segretario di Stato, Marco Rubio, e altri dirigenti della presidenza americana. E’ chiaro che, se fosse stata vera la tesi dell’attentato, l’aereo presidenziale non sarebbe partito, soprattutto con a bordo Vance, Rubio e via continuando. Né sembra credibile che gli iraniani siano i protagonisti di questo attentato mancato. L’ipotesi più plausibile è che non ci sia stato alcun attentato contro Trump e che i ‘giochi’ in corso siano altri. Quali e condotti da chi? Si sussurra che dietro i tentativi di tagliare la strada a Trump ci siano i Democratici americani e l’Unione europea: e questa è una tesi molto più credibile. Perché ai primi e alla seconda l’attuale presidente americano sta facendo ‘un culo così’. Non è da escludere che l’amministrazione Trump sia a caccia di eventuali ‘talpe’ ed eventuali ‘cavalli di Troia’ vari… Non si escludono, nei prossimi giorni, rivelazioni, anche clamorose. Tutte le altre cose che raccontano sono grandi minchiate.
I due temi
I temi, in questo momento, sono due: guerra nel Golfo e il ‘bordello’ che sta scoppiando negli USA con l’incriminazione di Anthony Fauci, ex numero uno dell’immunologia americana, grande ‘regista’ dell’operazione Covid che rischia di finire in galera. Cominciamo con la guerra nel Golfo.
Se, come blaterano i media globalisti americani ed europei, l’Iran ha ‘vinto’ la guerra nel Golfo, come mai gli iraniani non riaprono lo Stretto di Hormuz e invece avanzano richieste che verranno ignorate?
Non è vero che l’America di Trump è in difficoltà nel Golfo Persico. Sono gli iraniani e, soprattutto, i cinesi ad essere in difficoltà. I primi – gli iraniani – circa due settimane fa hanno annunciato l’accordo con l’Oman per la riapertura dello Stretto di Hormuz con i pedaggi. Ma non hanno riaperto un bel nulla. Ed è anche logico: non hanno soldi per la riapertura e, in ogni caso, non sanno come sbarazzarsi degli americani che controllano le navi in entrata e in uscita dal Golfo. Non a caso gli iraniani per riaprire lo Stretto di Hormuz chiedono: a) che i militari americani lascino il Golfo; b) il pagamento dei danni di guerra; c) i soldi che sono ‘congelati’ nelle banche e nelle società finanziarie occidentali. Ovviamente, Trump non toglierà l’assedio del Golfo Persico, non pagherà all’Iran i danni di guerra e non restituirà agli iraniani i soldi ‘congelati’ in Occidente. Per la disperazione dei cinesi che debbono continuare a campare i 92 milioni di abitanti dell’Iran, Paese dove l’inflazione è alle stelle.
In questo momento l’Iran sta in piedi grazie agli aiuti cinesi che arrivano con difficoltà, perché gli americani hanno bonbardato strade, ponti e ferrovie iraniane
La realtà che è sotto gli occhi di chi la vuol vedere è che, da quando è iniziata la guerra nel Golfo, la strategia americana non è cambiata: logorare il regime iraniano costringendo la Cina a pesanti esborsi. Sono i cinesi, in questa fase, che ‘cacciano’ i soldi per mantenere in piedi l’Iran, dal momento che l’altro alleato del regime di Teheran, la Russia di Vladimir Putin, è impegnata nella guerra contro la NATO. Aiuti cinesi che arrivano con difficoltà, perché gli americani hanno bombardato strade, ponti e ferrovie iraniane. L’Iran, in questa fase storica, esporta solo un po’ di petrolio e qualche altro prodotto dal Mar Caspio, perché non controlla il Golfo. Ah, lo stavamo dimenticando: non credete alla buttanata della ‘dedollarizzazione’ dei commerci avviata dalla Cina. In questo momento i cinesi non si possono permettere di cambiare il corso monetario internazionale perché la loro economia dipende dall’export. Debbono solo esportare, esportare, esportare, sperando che Iddio, al quale non credono, gliela mandi buona. Anche in questo caso tutti gli altri ‘racconti’ sono sonore bugie.
Non è vero che i Democratici vinceranno senza problemi le elezioni di metà mandato. Sul voto peserà, e molto, lo scandalo del Covid e dei ‘vaccini’ che coinvolge fino al collo i DEM
Andiamo a Fauci. I media occidentali-globalisti, da mesi, cantano vittoria, perché danno per perdenti i Repubblicani di Trump alle elezioni di medio termine o di metà mandato di Novembre. Sono stati e sono ancora troppo ottimisti? Sì. Errando, hanno pensato che si sarebbe parlato solo della guerra in Iran. Ma a parte il fatto che, come già accennato, la ‘vittoria’ iraniana nel Golfo è un’altra grande stupidaggine, a meno di tre mesi dal voto l’attuale amministrazione americana e, soprattutto, il Parlamento americano cominciano a fare sul serio sul grande imbroglio criminale della ‘pandemia’, o presunta tale. Questo cambia anche lo scenario elettorale in America. Proviamo a illustrare come stanno le cose.
In America sta per aprirsi la stagione dei risarcimenti per chi è stato danneggiato dal Covid. E’ chiaro che gli effetti dirompenti arriveranno anche in Europa
A differenza dell’Italia, dove tutti gli organi dello Stato, nei due anni della ‘pandemia’, vera o presunta, si sono ‘messi a disposizione’ di Fauci e della sua ‘banda’ che operava agli alti livelli del Partito Democratico americano, negli USA le cose non sono andate così. Lì le proteste popolari contro la gestione del Covid sono state notevoli. Certo, sono state nascoste dai media globalisti americani ed europei. Ma questo non significa che tali proteste non ci sono state. Anche in America i governanti dell’epoca hanno fatto di tutto per piazzare i ‘vaccini’ contro il Covid per far ‘ingrassare’ le multinazionali farmaceutiche; anche lì hanno terrorizzato la popolazione, disponendo le chiusure delle attività economiche e delle scuole, massacrando l’economia e le giovani generazioni; anche in America sono stati imposti i ‘vaccini’ con la violenza, togliendo il lavoro a chi rifiutava il ‘magico siero’. Anche negli USA è stata contestata, dai fatti, l’utilità di tali ‘vaccini’, utili soltanto a chi li ha prodotti e venduti; e, soprattutto, anche negli Stati Uniti d’America ci sono stati tantissimi decessi, un numero elevatissimo di persone che hanno subito danni permanenti e tutt’ora si registrano aumenti di patologie cardiovascolari e oncologiche. Per chi non l’avesse ancora capito, in America sta per aprirsi la stagione dei risarcimenti ai parenti dei morti, a chi ha subito danni permanenti e a chi si è ammalato. Certo, si dovranno consumare altri passaggi per accertare definitivamente i legami di tali fatti con la stagione della pandemia. Ma ormai il dado è tratto.
A differenza dell’Unione europea, che è un’oligarchia fallita, gli Stati Uniti d’America sono una Democrazia che persegue ladri e delinquenti anche se hanno i ‘colletti bianchi’
A differenza dell’Unione europea, che è una male affastellata oligarchia governata da falliti della politica (e anche dell’economia, ormai), gli Stati Uniti d’America sono una Democrazia. In America si contano 50 Stati. In ogni Stato USA è in corso da tempo un’attenta analisi sulla gestione del Covid. In dibattito è in corso. In tutti gli Stati americani ci sono cittadini molto incazzati per come sono stati trattati durante la pandemia. Basta seguire l’audizione di Fauci al Senato americano che trovate sulla rete per capire che in America sono incazzatissimi con questo controverso personaggio. Un altro errore da non commettere è pensare che della pandemia, negli USA, si sia cominciato a parlare con l’audizione in Senato di Fauci di qualche settimana fa. Non è così. Non ne parlano i media americani ed europei che, ribadiamo, al 90% sono globalisti e legati al sistema che ha gestito il Covid (soprattutto i soldi del Covid…). Già ci sono stati arresti ‘eccellenti’. Il caso più eclatante è quello di David Morens, ex stretto collaboratore di Fauci, che è stato arrestato dalle autorità federali “per aver cospirato e nascosto documenti ufficiali relativi alle origini del COVID” (citato da AI Overview, l’intelligenza artificiale di Google). C’è un’inchiesta federale e ci sono inchieste nei 50 Stati. La tempesta sugli affari oscuri del Covid in America è iniziata da tempo. Negli ultimi giorni sta solo crescendo di intensità. Non a caso nell’Unione europea, dove hanno ‘insabbiato’ morti & feriti, sono terrorizzati. E hanno ragione: in America Fauci rischia il ‘gabbio’ mentre tra Unione europea e Regno Unito i protagonisti di questa oscura stagione sono ancora tutti piedi piedi. Ancora per poco?







