MATTINALE 2/ L’hanno capito che Trump sul blocco del petrolio venezuelano e su altro non scherza e che sta attuando quanto ha promesso in campagna elettorale?

La sensazione è che in Italia, abituati alle pagliacciate politiche di chi governa, non sia ancora chiaro che gli americani, in questa fase storica, non faranno sconti a nessuno, nemmeno agli stupidi

Ieri sera, in un canale Mediaset dove sono finito per caso mentre cercavo un film guardabile, mi sono imbattuto per qualche minuto in un allucinante dibattito dove un paio di ospiti facevano a gara nel denigrare il presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump. Vuole il Venezuela, vuole la Groenlandia e bla bla bla. Ora, che un Paese ormai con le ‘gomme a terra’ come l’Italia, privo di sovranità politica e di sovranità economica (cedute ai ‘geni’ dell’Unione europea), privo di sovranità alimentare, un Paese che approva ogni fine anno manovre economiche e finanziarie scippando soldi alle banche e alle assicurazioni (che ovviamente ‘girano’ tali tagli ai cittadini), ‘risparmiando’ su medici e infermieri del servizio sanitario pubblico (tra i meno pagati d’Europa), aumentando l’età pensionabile arrivata ormai a 68 anni, insomma che un Paese con l’economia che crolla pezzo dopo pezzo e via continuando si metta a ironizzare su un presidente americano che, per la prima volta nella storia, sta attaccando frontalmente i ‘Cartelli’ della droga sudamericani è veramente incredibile (solo stupidi e disinformati integrali non sanno che il Sudamerica è il ‘Regno’ della cocaina nel mondo). Qualcuno dovrebbe far capire ai ‘televionari’ di casa nostra che, a differenza dei politici italiani, che in campagna elettorale dicono una cosa e poi, una volta al Governo, fanno l’opposto, che il presidente Trump sta attuando, per filo e per segno, quanto si è impegnato a fare in campagna elettorale. E’ evidente che i signori della televisione italiana si sentono fortissimi: tanto forti dal potersi permettere il lusso di ironizzare sui governanti degli Stati Uniti d’America. Contenti loro…

Il Venezuela rischia l’insolvenza finanziaria?

Su un canale Telegram leggiamo un post che, da quello che si capisce, cita ABC News, emittente televisiva statunitense di proprietà di The Walt Disney Company: “Gli Stati Uniti chiedono l’interruzione dei legami economici del Venezuela con la Russia, la Cina, Cuba e l’Iran. Inoltre, l’America chiede a Caracas di accettare una ‘cooperazione esclusiva con gli Stati Uniti nel settore della produzione petrolifera’. L’interruzione dei rapporti del Venezuela con i Paesi indicati – leggiamo sempre nel post – è necessaria per gli americani affinché il Paese possa aumentare la produzione di petrolio. Secondo le stime degli Stati Uniti, le autorità venezuelane avrebbero solo poche settimane prima di una insolvenza finanziaria, se il Paese non riuscisse a vendere le sue riserve petrolifere. In precedenza, il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che le autorità provvisorie del Venezuela trasferiranno agli Stati Uniti da 30 a 50 milioni di barili di petrolio”. Per la cronaca, i militari americani stanno bloccando le navi che provano a caricare il petrolio venezuelano. Per ora le navi petroliere bloccate sono due: la Mariner e la Sofia. “La petroliera Mariner non appartiene a nessun Paese, navigava sotto bandiera falsa”, ha detto il portavoce della Casa Bianca, Karoline Levitt. In realtà, si tratta di una nave russa. Lo ha reso noto il Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, che ha chiesto al Governo americano di “garantire un trattamento umano e dignitoso ai cittadini russi presenti sulla nave. Gli Stati Uniti non dovrebbero ostacolare il rapido ritorno in patria dei russi dalla nave Mariner e dovrebbero rispettare i loro diritti e i loro interessi”.

I ‘Volenterosi’ della Gran Bretagna stanno aiutando gli Stati Uniti d’America a bloccare le petroliere che cercano di infrangere le sanzioni americane in Venezuela

Al blocco delle navi petroliere che hanno provato a caricare petrolio venezuelano ha partecipato anche la Gran Bretagna. L’ha comunicato il Ministro della Difesa del Paese, John Healey, secondo quanto riportato dal The Times. Non sfugge agli osservatori che uno dei Paesi “Volenterosi”, di fatto schierati con l’Ucraina contro la Russia, è contemporaneamente schierato con gli americani per combattere la violazione delle sanzioni decise dagli stessi americani. Healey ha dichiarato che la Gran Bretagna “continuerà a rafforzare le misure per combattere le attività della flotta ombra”. E’ noto che il ricorso alla “flotta ombra”, peraltro prevista dalla normativa internazionale sulla navigazione, è molto usata dalla Russia per vendere il proprio petrolio, aggirando le sanzioni occidentali. Un un canale Telegram di solito molto informto sulla Russia leggiamo un post non esattamente tranquillizzante: “Pensate che sia giunto il momento di iniziare a catturare le navi mercantili dei Paesi NATO? O forse sarebbe meglio fornire un po’ di armi a chi è pronto non solo a catturare, ma anche ad affondare le navi occidentali? Nel mondo ci sono molti disposti a farlo”. Le cronache di queste ore registrano alcune dichiarazioni degne di nota. Ecco una dichiarazione di Pete Hegseth, Segretario della Difesa, l’uomo che gestisce il Pentagono che la presidenza Trump ha ribattezzato Dipartimento della Guerra: “Il blocco delle esportazioni di petrolio illegale dal Venezuela rimane in pieno vigore in tutto il mondo”. Ancora Caroline Levitt, portavoce della Casa Bianca: “Gli Stati Uniti si riservano il diritto di impiegare la forza militare in Venezuela, se necessario”.

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