
In queste ore a Berlino va in scena un farsesco vertice sulla pace che serve solo all’Unione europea per prendere (e perdere) tempo
Fa un po’ sorridere amaramente la proposta enunciata in queste ore a Berlino dal presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelenskyj, di “congelare” l’ingresso della stessa Ucraina nella NATO. Per la cronaca, la guerra in Ucraina è scoppiata a fine Febbraio 2022 proprio perché l’Ucaina di Zelenskyj, appoggiata allora dal Governo federale americano del Democratico Joe Biden volva entrare nella NATO per mettere i missili statunitensi ‘sotto il culo’ di Mosca. Ora Zelenskyj ci ripensa. Non si rimangia la posizione che ha fatto scoppiare la guerra in Ucraina, ma “congela” la proposta. Insomma Zelenskyj si comporta come se l’Ucraina e l’Unione europea hanno già vinto la guerra. Il problema è che sono in grande difficoltà, perché la guerra non volge certo a loro favore. Resistono a fatica, con grandi perdite e grande dispendio di energie.
Mentre in Germania parlano i russi attaccano e bombardano. Gli occidentali rispondono bombardando la città russa di Belgorod
La proposta di Zelenskyj è totalmente priva si senso politico, perché sganciata dalla realtà. E arriva mentre le truppe russe continuano l’assalto a Mirnograd (Dimitrov), città vicina a Pokrovsk (Krasnoarmeysk). Anche questa città ucraina è circondata. I russi si sono presi anche un pezzo di territorio a est del fiume Gaičur e ora controllano l’insediamento di Varvarovka nella regione di Zaporizhia. Non gli ucraini ma gli occidentali hanno attaccato con i missili Belgorod, la città della Russia occidentale che si trova sul fiume Severskij Donec, a poco meno di 700 km da Mosca. La città è sede di varie attività industriali. Ci sono danni ma non ci sono morti. Per dirla in breve, la guerra in Ucraina continua e se gli occidentali riescono ad assestare qualche colpo a questa o quella città russa, i militari russi, a propria volta, procedono nell’avanzata e, soprattutto, continuano a bombardare l’Ucraina distruggendo sistematicamente centrali elettiche e acquedotti. Nessuno lo dice, ma l’Unione europea sta spendendo una barca di soldi per fornire generatori elettrici alle tante città ucraine rimaste prive di corrente elettrica con l’Inverno che da quelle parti è iniziato.
Non c’è alcuna pace ma solo chiacchiere vacue e fatue
Raggelanti le dichiarazioni di Yuri Ushakov, consigliere del presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, sulla politica estera. Ushakov ha detto che la Russia non ha ancora ricevuto proposte dall’Unione europea e dall’Ucraina per una risoluzione pacifica del conflitto. E ha aggiunto che dall’Europa molto difficilmente potrebbe arrivare un contributo costruttivo. In tutto questo il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, altro politico occidentale fuori dalla realtà, intervistato sul piano di pace russo statunitense per l’Ucraina ha affermato che gli accordi senza l’Uuropea non si possono stipulare. Per Tajani, l’Ucraina è una barriera per l’Europa e, quindi, non può cadere. E cosa mette in campo l’Unione europea per dare forza a tale affermazione? Nulla, solo le chiacchiere e i soldi a palate forniti all’Ucraina. E le armi.
I tedeschi, quelli del Green Deal, archiviano le auto elettriche Volkswagen
Intanto in queste ore il gruppo automobilistico tedesco Volkswagen ha annunciato la chiusura del suo stabilimento di Dresda. E’ il fallimento delle auto elettriche che fanno acqua da tutti i lati. Ennesima dimostrazione che la politica industriale dell’Unione europea fa ridere, tra stupidaggini del Green Deal e scelte economiche balorde. Di fatto, sta chiudendo i battenti uno dei più grandi stabilimenti automobilistici della Germania, l’ormai ex ‘locomotiva’ economica di quello che resta dell’Europa finto-unita.
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