di Frate Domenico Spatola
Commento al Vangelo di Luca 11, 29-32

Il “segno” a lui chiesto da quelli della sua generazione per credergli, Gesù non lo poteva dare. Contraddiceva il suo messaggio, perché era di odio e di morte contro i nemici di Israele. Stesso segno usato da Mosè contro i primogeniti degli Egiziani. Perciò Gesù si lamentava degli uomini della sua generazione, perché non si convertivano, dichiarando più fortunato il profeta Giona, alla cui predicazione i Niniviti, nemici irriducibili di Israele, avevano creduto. Stessa constatazione per la regina di Saba, venuta da lontano per godere della saggezza di Salomone. A confronto, la condizione di Gesù era ben superiore da “Figlio dell’uomo”. Così, alla fine della storia, i Niniviti avrebbero giudicato Israele.
Foto tratta da La Luce di Maria







