
di Giulio Ambrosetti
Molto interessante l’intervista del commissario regionale di Forza Italia della nostra Isola pubblicata dal quotidiano La Sicilia
“Nel 2027 si tornerà al voto, ma manca ancora tempo e oggi sarebbe un errore distrarsi dalle priorità reali dei siciliani. Adesso conta governare bene e consolidare i risultati raggiunti. Sapremo farlo con serietà e responsabilità e sono convinto che i siciliani confermeranno la loro fiducia: la Sicilia continuerà a essere guidata da Forza Italia”. E’ quanto si legge in un comunicato diramato dal commissario regionale di Forza Italia in Sicilia, Nino Minardo (foto sopra tratta da BlogSicilia). Il comunicato riprende un’intervista pubblicata dal quotidiano La Sicilia.
Tra franchezza e trasparenza
“Abbiamo una squadra da Serie A – dice Minardo – sui territori, all’Ars, a Roma e a Bruxelles e c’è un gruppo di giovani straordinario che deve essere valorizzato”. Quindi il passaggio sull’attuale presidente della Regione, Renato Schifani, esponente di Forza Italia: “Il presidente Renato Schifani e il suo Governo stanno lavorando bene e lo dimostrano tutti gli indicatori economici”. E le divisioni all’interno del partito fondato da Silvio Berlusconi? “Francamente – dice sempre Minardo – questa narrazione non mi convince. Io parlo con tutti e c’è ampia condivisione sul percorso da fare. Certo, in un grande partito come il nostro è normale che ci siano punti di vista differenti, ma devono essere sempre improntati alla massima franchezza e trasparenza, con l’obiettivo di raggiungere rapidamente una giusta sintesi”.
Marina e Piersivio gli attendisti (in Sicilia si dovrebbe tradurre così: viremu comu finisci sta burdilliata miricana e poi nni parramu)
Con grande abilità, da politico consumato, Minardo dice e non dice: non dice, ad esempio, chi sarà il candidato del centrodestra alla guida della Sicilia. Dice che sarà di Forza Italia ma non dice se ci sarà la riconferma di Schifani, o se verrà lanciato un altro nome. Ma dice una cosa politicamente molto importante: comunque andranno le cose Forza Italia, in Sicilia, resterà nel centrodestra. Non è una notizia secondaria: anzi. Perché tra Roma e Milano i ‘capi’ di Forza Italia ondeggiano un po’ di qua e un po’ di là. Il riferimento è alla famiglia Berlusconi, ovvero ai figli del fondatore di Forza Italia, Marina e Piersilvio. Da quello che si capisce i due, come dire?, non sono troppo ‘innamorati’ del sovranismo rappresentato nel mondo dal presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump. Ma non possono scoprirsi troppo, perché il capo della Casa Bianca non è uno che va tanto per il sottile. ‘Strapazza’ un giorno sì e l’altro pure Papa Leone XVI, perché non è particolarmente eloquente sul regime iraniano degli ayatollah avversato dal presidente americano, figuriamoci quanto ci mette a ‘strigliare’ questo o quel politico italiano. Tra l’altro, con il Movimento 5 Stelle in caduta libera, senza i voti di Forza Italia il centrosinistra non vincerà mai le elezioni politiche previste il prossimo anno. Questo Marina e Piersilvio Berlusconi lo sanno perfettamente. E lo sanno anche dalle parti del PD.
Il nodo-voto dei migranti in Italia
La strategia dei ‘capi’ di Forza Italia, in questa fase storica, è l’attendismo. Ed è anche logico: meglio aspettare di capire come finisce. I due Berlusconi sono troppo intelligenti per non sapere che l’informazione globalista sulla guerra nel Golfo è per lo più propaganda contro Trump. E, soprattutto, che la situazione economica dell’Iran è assai complicata (qui un articolo). Insomma, in Iran potrebbe succedere di tutto, al di là del bla bla bla contro Trump che le televisioni debbono mandare in scena come tante recite a soggetto. In questo scenario la dichiarazione di Minardo diventa importante. Anche perché il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, lo scorso anno, ha sposato la tesi delle ‘sinistre’ italiane (o presunte tali), che vorrebbero dare la cittadinanza a una caterva di migranti presenti in Italia per accaparrarsi i loro voti. Non è un’esagerazione, se è vero che, nei giorni successivi al referendum sulla Giustizia perso dal Governo di Giorgia Meloni, nel corso della trasmissione radiofonica La Zanzara, un esponente del mondo dei migranti presenti in Italia ha affermato che, senza i voti dei circa un milione e 200 mila extracomunitari che vivono nel nostro Paese, la riforma della Giustizia sarebbe stata approvata. In Italia, ormai, votano, quando va bene, 4 persone su 10 e tra questi ci sono anche gli extracomunitari che vivono nel Belpaese e che votano in massa centrosinistra. Come si usa dire in questi casi, a buon intenditor poche parole…







