“Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna”

di Frate Domenico Spatola

Commento a un passo del Vangelo di Matteo (10, 24-33)

Gesù parlò ai discepoli delle prove che avrebbero affrontato nella missione. Provava a confortarli all’idea che anche lui, il loro Maestro, aveva subito ingiustizia e rifiuto. Non avendo infatti accettato la sua dottrina, non avrebbero accolto neanche la loro. “Beelzebul” avevano definito il padrone di casa. Potranno trattare meglio quelli di famiglia? Li invogliava così a non avere paura e a pubblicizzare senza vergogna dalle terrazze, ciò che avevano udito nel segreto. La fiducia nel Padre doveva essere la loro forza e li doveva accompagnare. Egli infatti si prende cura anche dei passeri che non valgono nulla e conta pure i capelli di ognuno. L’avviso finale suonò come minaccia di fallimento: “Attenti a non rinnegare il Figlio davanti agli uomini, perché anche egli si sarebbe vergognato di loro davanti al Padre”.

Foto tratta da di briciole di Vangelo

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