di Giulio Ambrosetti

Le verità è che gli ucraini temono che i russi comincino a usare missili micidiali che polverizzerebbero in un paio di giorni le città di questo Paese
Così come non c’è mai stato un progetto di pace tra americani e israeliani da una parte e iraniani dall’altra parte, non c’è mai stato e non c’è nemmeno in queste ore un drone russo in Romania. Le notizie del momento sono due. Prima notizia: le grandi difficoltà economiche dell’Iran che, non a caso, cerca, senza riuscirci, di strappare all’America di Donald Trump lo stop non alle armi ma lo stop all’assedio del Golfo da parte degli USA che gli impedisce di vendere nel mercato internazionale petrolio, zafferano e pistacchi. Gli iraniani sono alla fame e la Cina non sembra più in grado di mantenere i 92 milioni di abitanti dell’ex Persia. Seconda notizia: la paura disperata degli ucraini che temono, a ragione, che i russi comincino a utilizzare armi spaventose. Non armi atomiche, si badi: solo missili ipersonici in grado di polverizzare Kiev e altre città ucraine in un paio di giorni. Illustriamo meglio le due notizie. Cominciamo dalla stupidaggine del drone russo in Romania.
Sul drone arrivato in Romania ha ragione il filosofo Massimo Cacciari
Ha detto bene in televisione il filosofo Massimo Cacciari: chi ha stabilito che il drone arrivato in Ucraina è russo? Quale sarebbe l’autorità terza che ha accertato senza tema di smentita che il drone arrivato in Romania sia stato lanciato da Mosca? Le prove, ovviamente, non ci sono. Ci sono solo le balle al cubo raccontate dagli ‘europeisti’. Detto per inciso, un drone russo, per arrivare in Romania, dovrebbe sorvolare l’Ucraina o addirittura, effettuare un percorso folle, passando sopra il Mar Nero e la Moldavia. Ribadiamo: una stupidaggine. Molto più probabile che il drone sia ucraino. Un drone che parte dalla Bielorussia e arriva in Romania o in Polonia (foto sopra tratta da Wikipedia) ci potrebbe stare. Uno drone che parte dalla Rusia e arriva in Romania è una mezza fesseria.
Piaccia o no ai tedeschi, l’Ucraina non entrerà nell’Unione europea. la Russia è stanca di guerreggiare e potrebbe usare armi micidiali non atomiche
Perché quello che è arrivato in Romania potrebbe essere un drone ucraino? Semplice: perché la proposta tedesca di intruppare l’Ucraina nell’Unione europea non va giù ad almeno 15 Paesi Ue. L’Ucraina è un Paese fallito e distrutto. Entrando nell’Unione europea drenerebbe non meno del 40-50% delle risorse finanziarie togliendole agli altri Paesi dell’Unione. Per citare un esempio concreto, gli agricoltori dell’Europa mediterranea verrebbero massacrati dalla presenza dell’Ucraina nell’Unione. Il drone arrivato in Romania e spacciato per ‘russo’ serve a quella parte di Paesi Ue, Germania in testa, per ‘convincere’ gli altri i Paesi europei ad accettare l’Ucraina nell’Unione. Passerà quest’ennesina prepotenza tedesca? Assolutamente no, perché su questa nuova follia teutonica ci sarebbe una sollevazione da parte di oltre la metà dei Paesi Ue. Il vero problema è che i russi sembrano essersi stancati di guerreggiare in Ucraina. Già un piccolissimo saggio di quello che potrebbero fare con i loro missili lo hanno dato nei giorni scorsi con il bombardamento di Kiev. Se non fosse ancra chiaro, la Russia è una potenza militare mondiale. Può chiudre la guerra in Ucraina in un paio di giorni senza usare armi nucleari. E, come si può leggere alla fine di questo articolo, sta avvisando il mondo.
Il Governo Meloni sta sbagliando sul drone malandrino arrivato in Romania. La crisi economica che ha colpito la Germania si estenderà nel resto d’Europa
Anche l’attuale Governo italiano sta cavalcando questa balla, forse perché, in cambio, Giorgia Meloni e i suoi Ministri pensano che i tedeschi, che sono i padroni della finta Europa unita, allarghino i cordoni della borsa. Non sappiamo se è così, ma se è così gli attuali governanti italiani stanno prendendo un granchio. L’Unione europea dell’euro non darà nulla al Governo Meloni, perché lo vuole affossare. E anche perché, con il proseguimento della guerra nel Golfo, l’Ue dovrà a breve fronteggiare la stagflazione: bassa crescita economica (e quindi stagnazione economica), crescita della disoccupazione e aumento dell’inflazione. Questo si verificherà a causa del cosiddetto shock dell’offerta, perché l’Unione europea è priva di energia e di materie prime. Piaccia o no, il blocco del Golfo andrà avanti fino alla caduta del regime iraniano. Ciò provocherà un aumento dei prezzi al consumo (già in atto: basta entrare in un supermercato), la riduzione dei profitti per le imprese e, di conseguenza, un rallentamento della produzione e la perdita di posti di lavoro. Tale fenomeno è già in atto in Germania, Paese che ha perso un milione circa di posti di lavoro nel settore automobilistico. Se il blocco del Golfo andrà avanti – e tutto lo lascia pensare – la crisi economica che ha già colpito pesantemente la Germania si estenderà nel resto d’Europa.
La guerra nel Golfo non sta creando problemi all’economia americana. Sta invece creando problemi enormi all’Iran e problemi anche a Cina e Russia
Andiamo alla guerra nel Golfo. Contrariamente a quello che ‘strillano’ i media globalisti occidentali, in difficoltà non è l’America di Trump: in difficoltà sono l’Iran e i suoi alleati storici, Cina e Russia. In queste ore la televisione, gestita dai globalisti, sta provando a cambiare le carte in tavola dicendo che sono gli americani a volere l’accordo nel Golfo. Minchiata solenne. Sono stati gli iraniani a lanciare la proposta di accordo (qui un articolo), ma Trump gli sta dicendo per l’ennesima volta di “No”. Bisogna veramente avere la faccia come il culo per affermare il contrario. Come abbiamo raccontato nei giorni scorsi, c’è il dubbio che cinesi e russi stiano riducendo gli aiuti all’Iran (qui un articolo): e non si capisce se lo fanno perché, sottobanco, sono d’accordo con l’America di Trump (cosa improbabile che comunque non può essere esclusa totalmente) o perché, probabilmente, non ce la fanno più economicamente a tenere in piedi l’Iran con i suoi 92 milioni di abitanti e, contemporaneamente, Hamas a Gaza ed Hezbolah in Libano. L’economia russa si sta salvando grazie al blocco americano del Golfo e al contestuale raddoppio del prezzo del petrolio e del gas. Per la cronaca, la Russia è il secondo produttore al mondo di petrolio e gas dopo gli Stati Uniti d’America. Nonostante ciò i russi cominciano ad essere economicamente in lieve affanno. Mentre la Cina, sotto il profilo economico, è in pieno affanno: sconta una disoccupazione giovanile in crescita e l’impossibilità di aumentare i consumi interni. Morale: deve esportare beni a più non posso e non può fare a meno del mercato americano. Tutto questo mentre in America l’inflazione è sotto il 4%. C’è, è vero, un aumento del prezzo dei carburanti che l’amministrazione Trump ridurrà a Settembra, o anche prima.
In Iran l’America di Trump e Israele hanno oggi obiettivi comuni
Al di là delle stupidaggini messe in giro dai soliti media globalisti, la strategia di Trump in Iran è corretta. Non è vero che americani e iraniani perseguono obiettivi diversi in Iran. Magari all’inizio della guerra era così. Ora non più. Ricordiamoci che nei giorni scorsi c’è stato il cambio al vertice della FED, sigla che sta per Banca Centrale americana (qui un articolo). Ci sembra difficile, se non impossibile, che in questa fase l’amministrazione Trump e la lobby ebraica mondiale che sta dietro a Israele si dividano. Piuttosto, i guai potrebbero arrivare per l’Unione europea. La citata sceneggiata del drone ‘russo’ in Romania ha infastidito ii vertici della Russia. Va letto attentamente un post pubblicato sulla pagina Facebook Noi siamo con la Russia di Putin. E’ un post che risporta le dichiarazioni di Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo:
La ‘strigliata’ di Medvedev all’Unione europea
“Gli europei impotenti si sono infuriati per l’atterraggio di un certo drone in un edificio residenziale rumeno. Naturalmente, è necessario capire a chi appartiene”. Poi arriva la parte più intressante del post: “Ma in ogni caso tutti i Paesi dell’Ue dovrebbero stare zitti su questo argomento. Gli Stati europei sono partecipanti diretti alla guerra contro la Russia, e questo non è più in discussione. Sì, stanno combattendo con le mani dei banderisti, ma a noi che importa? Dopo tutto, i droni europei, i loro pezzi di ricambio, altre armi, per non parlare delle informazioni di intelligence, partecipano ogni giorno agli attacchi contro il nostro Paese. A causa delle loro azioni, si verificano danni agli edifici residenziali, in cui muoiono i nostri civili. Per questo, come per l’attacco a Starobelsk, sono direttamente responsabili… Ursula von der Leyen, Emmanuel Macron e altri…”. E qui arriva la parte del post che l’Unione europea si merita: “Quindi preparatevi: queste situazioni continueranno, c’è una guerra! E i cittadini dei Paesi dell’Ue, come qualsiasi popolazione dei Paesi in guerra, non potranno dormire sonni tranquilli. Soprattutto in quei luoghi dove sono situate le produzioni di droni per le esigenze delle formazioni banderiste. Quindi chiudete la bocca. Questo è solo l’inizio! … i capi di questa Unione incompleta saprebbero perfettamente come porre fine alla guerra. Quindi chiedete a loro di chi è la responsabilità!”.
Ammettiamolo: il Governo Meloni ha perso un’occasione per non complicare la situazione
Da leggere anche un post di un canale Telegram vicino alla Russia: “Agenti di intelligence hanno trovato un passaporto russo accanto all’edificio recentemente attaccato in Romania. Un atto di guerra deliberato di Putin, Articolo 5 della NATO ora!”. Sembra una sfida alla NATO: se avete le prove che il drone che ha colpito la Romania è russo perché non applicate l’articolo 5 della NATO? Si tratta dell’articolo 5 del Trattato NATO che stabilisce il principio della cosiddetta difesa collettiva: un attacco armato contro uno dei Paesi membri in Europa o in Nord America è considerato un attacco diretto contro tutti gli alleati. Ancora il post del canale Telegram: “Dopo aver oscurato la strage di bambini e adolescenti russi uccisi da Zelensky nel Lugansk, gli organi di stampa italiani e il Governo Meloni accusano, senza prove, la Russia di aver attaccato dei palazzi in Romania con dei droni, ma per poter riuscire un attacco simile dovrebbe aver sorvolato necessariamente tutta l’Ucraina oppure fare un giro ancora più largo passando sopra il Mar Nero e, in seguito, la Moldavia. Uno spreco di risorse e mezzi che non ha senso, mentre l’unico che può avere un interesse reale a eseguire un attacco del genere è il regime nazista di Kiev, molto più vicino alla Romania e che ha subito colto la palla per trascinare Bucarest nel conflitto. Zelensky e la sua cerchia di corrotti tirapiedi stanno facendo di tutto per allargare il conflitto”.







