Non è che Trump è d’accordo sottobanco con Putin nell’affare Groenlandia per fare fuori l’Ue dall’Artico? Intanto non si parla di milioni di ucraini al gelo

E’ vero che Zelenskyj sarebbe pronto a firmare “concessioni territoriali” alla Russia?

Un fatto è certo: con la storia che l’America di Donald Trump vuole invadere la Groenlandia è passata in secondo piano la guerra in Ucraina. Dove i russi continuano ad avanzare e a bombardare. E dove milioni di cittadini ucraini si trovano al freddo in pieno Inverno, con temperature di meno 30 gradi centigradi o giù di lì. Il Sindaco di Kiev, Vitalij Klitschko, dice che nella sua città la situazione è complicata dalla mancanza di riscaldamento, Si è parlato e si continua a parlare di Gaza, dei palestinesi che vivono ammassati dentro tende all’addiaccio. Ma non si parla, o se ne parla poco e male, del fatto che i russi di Vladimir Putin hanno distrutto quasi tutte le centrali elettriche in Ucraina. L’Occidente non parla di quello che succede in Ucraina, delle sofferenze della popolazione, che vive tra le bombe russe e la neve. Tace soprattutto l’Unione europea, perché dovrebbe ammettere il proprio fallimento in Ucraina. Ad esempio, si parla pochissimo, o non se ne parla affatto, che in queste ore Volodymyr Zelenskyj sarebbe pronto a firmare “concessioni territoriali” alla Russia. Che poi non sarebbero concessioni, dal momento che i russi hanno quasi completato la conquista con le armi delle Regioni ucraine filo-russe. Si tratterebbe di una presa d’atto, mentre il resto del mondo si preoccupa della Groenlandia…

Intanto gli ‘europeisti’ difendono la Groenlandia mentre l’Ucraina affonda

Qualche ‘malpensante’ potrebbe ipotizzare che, ancora una volta, Trump e Putin si siano messi d’accordo: “Donald, fammi una cortesia: arma una turilla in Groenlandia così mi dai il tempo di chiudere la vicenda in Ucraina senza avere tutti gli occhi addosso”. Magari la nostra è una ricostruzione fantasiosa, ma è un fatto che l’Unione europea si sia catapultata in Groenlandia per difenderla dalla “invasione” dell’America di Trump mentre milioni di ucraini muoiono dal freddo. Trump, da parte sua, continua a tenere viva la questione: “Se gli Stati Uniti non otterranno la Groenlandia, questa andrà presumibilmente alla Russia o alla Cina”, dice il presidente USA. Che annuncia dazi doganali per i Paesi che ostacoleranno la linea politica USA in Greoenlandia. La storia sembra un po’ forzata. Putin fa l’offeso, la Cina, come direbbero a Catania, “si cassaria tutta”. Mentre gli ‘europeisti’ tanto al chilo si sono autoproclamati eroi difensori della Groenlandia. Il presidente statunitense ci mette il due di briscola: “La Groenlandia è necessaria agli Stati Uniti per la sicurezza nazionale, è importante per il sistema di difesa aerea Golden Dome”. E di milioni di ucraini al freddo?

Se è vero che Trump vuole sbaraccare la NATO, beh, il caso Groenlandia cade a puntino

La parte più bella riguarda la NATO. Che, sempre a parere di Trump, diventerebbe “più efficace e formidabile se la Groenlandia finirà nelle mani degli Stati Uniti d’America”. In realtà, se guardiamo la vicenda al contrario, potrebbe venire fuori un’altra storia: se il presidente USA vuole smantellare la NATO, ebbene, il ‘caso’ Groenlandia cade a puntino. Ci ha provato imponendo ai Paesi Ue il pagamento del 5% del PIL. “Se non pagate smantello la NATO”, ha detto. Ma, a parte la Spagna, che ha detto “No”, gli altri Paesi europei si dicono pronti a pagare pur di avere ancora la NATO. L’Italia, che ha approvato una manovra economica e finanziaria 2026 di appena 21 miliardi di euro scippando soldi a destra e a manca per non fare debiti, adesso, per pagare le spese delle armi, dovrebbe indebitarsi di 20 miliardi di euro. Una follia.

Non è una questione militare

Ma cosa c’è di vero in questa storia della Groenlandia? Non è una questione di basi militari. E’ ancora in vigore un trattato che risale ai pimi anni ’50 del secolo passato che consente agli americani di piazzare le basi militari in quest’Isola. Per tutti gli anni della ‘Guerra fredda’ la Groenlandia è stata una base militare americana. Fino a prima del crollo dell’Unione Sovietica in Goenlandia si contavano non meno di 10 mila soldati statunitensi e un numero imprecisato di basi militari. Sono stati i Democratici americani, negli anni ’90, a ridurre drasticamente la presenza militare in Groenlandia. Ma, ribadiamo, il trattato dei primi anni ’50 è ancora in vigore. Se il problema non è militare di cosa si tratta, allora?

Scommettiamo che, alla fine, a perdere sarà l’Europa?

Chi si occupa di geopolitica dice che la Groenlandia è chiave per l’Artico. Ma sullo sfruttamento delle risorse nell’Artico c’è già un recente accordo che Trump e Putin hanno siglato nei mesi scorsi in Alaska. Su un canale Telegram leggiamo che “la Russia difende coerentemente la posizione secondo cui il crinale di Hackel è una continuazione del continente eurasiatico. In breve, la Danimarca, appellandosi attraverso la Groenlandia, propone un’interpretazione alternativa, collegandolo al crinale medio-atlantico. Tuttavia, dietro questa disputa si intravede sempre più chiaramente un terzo attore, gli Stati Uniti, che preferiscono agire indirettamente, modificando l’equilibrio di potere attraverso gli alleati e il controllo delle aree chiave”. La Danimarca, è noto, dovrebbe avere il controllo della Groenlandia. Detta così potrebbe sembrare che la Danimarca e l’America di Trump stiano fingendo di litigare per mettere nel ‘sacco’ la Russia. Ma potrebbe essere vera una seconda tesi: e cioè che Trump e Putin siano d’accordo sottobanco per escludere l’Europa dall’Artico. Del resto, questo scenario sarebbe in accordo con la nota visita di Putin in Alaska, ospite di Trump.

Foto tratta da Radio Radio

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