di Giulio Ambrosetti

Oltre alla ‘guerra’ alla globalizzazione economica il presidente degli Stati Uniti punta a rivoluzionare il sistema monetario
Per la prima volta nella storia il prezzo dell’oro ha sfiorato i 5 mila e 200 dollari l’oncia. Si tratta di un nuovo record. Come abbiamo scritto più volte, gli analisti spiegano la corsa all’oro come il frutto dell’incertezza geopolitica ed economica legata alle guerre in corso nel mondo. Si parla anche di instabilità dei mercati e della crisi della globalizzazione economica che ha generato grandi diseguaglianze sociali, ovvero la concentrazione di enormi ricchezze in poche mani. Oggi, chi ha guadagnato tanti soldi grazie alla demenziale globalizzazione (spinta soprattutto da politici interessati o venduti…) investe in oro facendo lievitare il prezzo di questo metallo. Anche il calo dei tassi di interesse può spingere all’insù il prezzo dell’oro. Per non parlare dell’acquisto di oro da parte delle banche centrali. A nostro modesto giudizio vanno considerati pure altri due elementi interconnessi: l’acquisto massiccio di oro da parte della Cina che sta facendo aumentare il prezzo di questo metallo prezioso e le aspettative che si stanno generando con l’arrivo diDonald Trump (nella foto sopra tratta da Wikipedia) alla Casa Bianca. Proviamo a illustrare meglio questi due elementi.
Lo scontro fra il capo della Casa Bianca e il presidente della Banca Centrale americana, Jerome Powell, somiglia tanto a una recita. Il vero obiettivo dell’attuale amministrazione USA è l’eliminazione del ‘Signoraggio bancario’
I mezzi d’informazione scrivono che Trump vuole ‘sbarellare’ Jerome Powell, attuale presidente della Banca Centrale americana: la Federal Reserve System nota anche come FED. E’ veramente così? No, tant’è vero che Powell finirà il proprio mandato che scade in Primavera. Trump va per le spicce e, se avesse voluto mandare via Powell, l’avrebbe fatto. In realtà, lo sta utilizzando come specchietto per le allodole. L’obiettivo dell’attuale presidente americano non è Powell che, anzi, sottobanco, potrebbe reggere il gioco del capo della Casa Bianca: l’obiettivo di Trump è l’eliminazione della Banca Centrale americana e lo smantellamento del cosiddetto ‘Signoraggio bancario‘. Trump, così come ha assestato un colpo durissimo alla globalzzazione economica, sbaraccherà anche la Federal Reserve System e passerà al Tesoro americano la funzione di stampare moneta. Farà quello che non sono riusciti a fare Abramo Lincon e John Fitzgerald Kennedy che, non a caso, sono stati assassinati.
Ricordando Aldo Moro e le sue 500 lire di carta. Il ruolo della massoneria e di un gruppo di cattolici rinnegati nel ‘divorzio’ tra Tesoro e Banca d’Italia nel 1981. Il meticciato di stampo kalergiano alla conquista dell’Unione europea
Anche Aldo Moro, in Italia, alla fine degli anni ’60, ha provato a limitare lo stapotere della Massoneria che, dopo la caduta del fascismo, è tornata a fare il bello e il cattivo tempo nel nostro Paese, soprattutto nel settore bancario. Per la cronaca, il regime fascista, nel 1925, aveva buttato fuori dai ‘gangli’ dello Stato italiano i massoni. Con l’avvento della Repubblica, nel 1948, i ‘grembiuli’ sono tornati alla carica. Il credito è stato uno settori (ma non l’unico) che si sono ripresi. Morò si rifiutò di sottostare alla gestione massonica della monetazione e fece stampare dal Tesoro italiano un bel gruzzolo di miliardi di lire sotto forma di 500 lire di carta, aggirando la Banca d’Italia e, con molta probabilità, anche i massoni che avrebbero potuto ‘incistarsi’ nel suo partito, la Democrazia Cristiana. Moro, com’è noto, verrà assassinato nel 1978 e tre anni dopo una parte del suo partito ‘piloterà’ il celebre ‘divorzio’ fra Tesoro e Banca d’Italia. Un’operazione massonica che aprirà le porte agli ‘europeisti’ che, in 45 anni, hanno ridotto l’Italia al Paese di oggi: un Paese povero, schiavo, contemporaneamente, dell’Unione europea a ‘trazione’ tedesca e dei seguaci del mondialismo meticciato di stampo kalergiano propugnato dalle finte finte sinistre europee. Ovvero i migranti utilizzati al posto della popolazione europea in declino. In tempi brevi, stando sempre al progetto delle finte sinistre europee, i migranti dovranno avere in un modo o nell’altro il diritto di voto nei Paesi dell’Unione europea per frenare l’avanzata dei partiti populisti.
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