di Giulio Ambrosetti

Com’era prevedibile, la Casa Bianca difende i cittadini americani. Gli europei pagano a caro prezzo la follia della guerra contro la Russia
Alla fine è passata la linea del presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump. Gli USA si tengono il proprio gasolio o diesel. Mossa concordata con la Russia di Vladimir Putin? Il dubbio c’è (qui un articolo). L’Unione europea, con la coda in mezzo alle gambe, immetterà nel mercato il proprio gasolio di riserva. Di fatto, pur senza ammetterlo, i 27 Paesi Ue dovranno fare a meno di una consistente parte del gasolio statunitense, che rimane a disposizione dei consumatori americani. A poco più di un mese dalle elezioni di metà mandato del suo Paese, Trump raggiunge un primo, importante obiettivo per abbassare il costo del gasolio a imprese e famiglie americane. Di fatto, è una sconfitta per l’Unione europea, costretta a intaccare le scorte. Non è il massimo in un momento storico di grande incertezza economica.
Per l’Unione europea è una sconfitta cocente e pericolosa: andare ad intaccare le riserve di gasolio mentre infuria la crisi energetica globale è un clamoroso autogol
Ovviamente, l’informazione ‘europeista-globalista’ prova a sminuire la notizia, se non a nasconderla con comici artifizi linguistici modello ‘vaccino’ contro il Covid…. E cerca di trasformare una sconfitta in un atto di normale amministrazione. Ma così non è, perché andare ad intaccare le riserve di gasolio mentre infuria la crisi del Golfo e mentre la stessa Unione europea finanzia l’Ucraina (e la NATO) per bombardare le raffinerie russe è strategicamente folle. Se tra un mese o giù di lì nel mondo si ridurranno ulteriormente l’offerta di petrolio e l’offerta di benzina e gasolio (per carenza di raffinerie, visto che gli ‘euro-intelligenti’ pagano per fare bombardare quelle russe, riducendo l’offerta mondiale di benzina e gasolio) per l’Europa il disastro economico sarà totale.
I cittadini europei pagano le scelte dissennate dei governanti Ue che in questi anni non hanno fatto altro che inseguire le stupidaggini del Green Deal
Il problema, si badi, non è del Governo federale degli degli Stati Uniti d’America che, legittimamente, si tiene il proprio gasolio per agevolare i cittadini americani. Il problema è negli errori grossolani commessi da chi governa la fallimentare e demenziale Unione europea che, da anni, insegue le stupidaggini del Gree Deal, massacrando l’ambiente e l’agricoltura con impianti eolici e fotovoltaici per ritrovarsi, alla prima vera crisi petrolifera dopo quella dei primi anni ’70 del secolo passato, con il ‘culo a terra’. Se a questo si somma la carenza di raffinerie di petrolio, beh, la ‘frittata’ è fatta! Come si usa dire in questi casi, chi è causa dei suoi mal pianga se stesso…
Brutte notizie a trecentosessanta gradi. Infatti, ancora non si è capito se la Russia bloccherà anche le forniture di petrolio libico all’Europa: cosa non improbabile
Purtroppo dobbiamo dare brutte notizie agli ‘europeisti.’ Nel Golfo americani e israeliani stanno vincendo la guerra. Gli USA con il blocco mondiale delle operazioni bancarie – nel senso che nessun Paese del mondo può commercializzare con l’Iran – stanno mettendo alle corde il regime teocratico dell’ex Persia. Mentre Israele non dà ad Hamas e a Hezbollah la possibilità di riorganizzarsi, rispettivamente, a Gaza e in Libano. Il crollo dell’Iran non avverrà in tempi brevi e, in ogni caso, la transizione sarà lunga. In questo scenario l’offerta mondiale di petrolio non aumenterà, anche perché non sarebbe una mossa conveniente per chi produce e vende lo stesso petrolio. Il prezzo resterà fra i 90 e i 100 dollari/barile. Il prezzo del gas non si abbasserà. E non abbiamo ancora capito se la Russia bloccherà le forniture di petrolio libico all’Europa. Non c’è un accerchiamento dell’Unione europea: gli ‘europeisti’ si sono auto-accerchiati per manifesta dabbenaggine politica e, in generale, geopolitca. Come già ricordato, i governanti dell’Unione europea, che non riescono proprio a ‘digerire’ che americani e russi si sono divisi le riserve di uranio e di titanio presenti in Ucraina, hanno finanziato la distruzione delle raffinerie russe, non capendo che si stavano dando la zappa sui piedi. Ovviamente hanno danneggiato anche la Russia. Che adesso comincerà a presentare il conto. E sarà un conto salatissimo. A tutti i livelli.
Foto tratta da ilSicilia.it








