di Giulio Ambrosetti

Spiace scriverlo, ma questi quattro soggetti fanno solo propaganda e non propongono un’alternativa credibile all’attuale esecutivo
Premessa: il viaggio del capo del Governo italiano, Giorgia Meloni, nei Paesi del Golfo Persico bombardati dall’Iran non è risolutivo. Forse è anche inutile. A meno che non ci siano di mezzo altri argomenti che non conosciamo. Ma, con tutta la buona volontà, non riusciamo proprio a capire l’ironia, mista ad astio (con una netta prevalenza del secondo) degli esponenti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, dei Verdi e Sinistra e del giornale Il Fatto Quotidiano. In genere, quando si critica un Governo bisogna fornire ai cittadini proposte alternative. Altrimenti è critica sterile o, se si preferisce, propaganda. Siamo arrivati al punto: questi quattro soggetti, bravissimi a criticare, non forniscono un’alternativa all’iniziativa del Governo. Ad eccezione di Verdi e Sinistra, che propongono la solita solfa delle energie alternative dannose per il paesaggio e in parte fallimentari (energia eolica) e dannose per il paesaggio e per l’agricoltura (pannelli fotovoltaici).
La guerra nel Golfo Persico ha dimostrato l’inconsistenza delle energie alternative
Anche se se ne parla poco, la crisi energetica, provocata dalla guerra nel Golfo, sta dimostrando l’inconsistenza delle energie alternative. A parte i pannelli fotovoltaici sui tetti delle abitazioni e degli edicifi indistriali o artigianali, il fallimento di queste energie è sotto gli occhi di tutti. Ebbene, venendo meno petrolio e gas stiamo verificando che gli unici Paesi che si salvano, almeno in parte, sono quelli che hanno a disposizione l’energia nucleare. Piaccia o no, dopo quasi trent’anni di energie eoliche e fotovoltaiche, senza petrolio e gas si finisce, è il caso di dirlo, alla canna del gas. Il resto sono chiacchiere. Chi ha puntato sull’energia eolica deve fare i conti con il vento che non sempre è presente: ne sanno qualche cosa i tedeschi che negli anni passati hanno speso una barca di soldi per realizzare quasi 35 mila pale eoliche e che, senza il gas russo, hanno un’economia con le ‘gomme a terra’. Già, le tanto celebrate pale eoliche. Quando c’è il vento e si produce tanta energia e ci sono problemi per non disperderla con aumento dei costi. Quando non c’è vento, come si dice in questi casi, si attaccano al tram. In Sicilia la follia della pale eoliche è iniziata nell’anno 2000. Un attacco micidiale al paesaggio che va avanti da oltre 25 anni per produrre 3.000 GWh/anno a fronte di un consumo annuo di 15.000 GWh per un totale di mille e 600 pale eoliche al 31 Dicembre 2023. Uno scempio paesaggistico. nel nome dell’energia alternativa. Del resto, con l’ignoranza e con i soldi che girano attorno a questi affari bisogna abituarsi ai nuovi barbari dell’ecologia. Sarebbe interessante capire quanta energia eolica viene dispersa: ovviamente di questo si sa poco. E dell’arrembaggio dei pannelli fotovoltaici in danno dell’agricoltura siciliana ne vogliamo parlare? Stanno distruggendo la granicoltura della nostra Isola per impiantare pannelli fotovoltaici, con l’autorizzazione di una dannosa gestione da parte della Regione siciliana. Per non parlare della sceneggiata dell’Agroecologia, ovvero l’agricoltura al servizio dei signori dell’energia. Disastri paesaggistici su disastri paesaggistici.
Giuseppe Conte non può certo essere l’aternativa al Governo Meloni, soprattutto dopo i due fallimentari Governi che ha guidato
Non stiamo divagando. Stiamo soltanto ricordando che la ‘filosofia’ del demenziale Green Deal ha massacrato l’industria automobilistica europea, ha partorito la vomitevole cretinaggine integrale degli “insetti a tavola”, ha incardinato i ‘cappotti temici’ per deprezzare e scippare le abitazioni ai cittadini e continua ad agitare la storia della CO2 come responsabile del cambiamento climatico, tesi che alcuni grandi scienziati contestano. Proporre eolico e fotovoltaico come alternativa alla mancanza di petrolio e gas con le attuali cognizioni scientifiche è fuori dal mondo, a meno che non si decida di distruggere paesaggio e agricoltura. Ma almeno gli esponenti di Verdi e Sinistra propongono qualcosa: ma le proposte alternative degli altri tre soggetti quasi sarebbero? Il PD ha governato l’Italia più per i ‘giochi di Palazzo’ che per i voti che non ha mai avuto e che non avrà; i grillini, nel 2018, hanno preso quasi 11 milioni di voti ma oggi, stando alle ultime elezioni europee, sono a quota 2 milioni di voti: 9 milioni di voti in meno per avere tradito gli ideali del Movimento. E se dovessero confermare il trend negativo delle elezioni regionali dello scorso anno rischiano, ebbene, i grillini rischiano di non arrivare al 5%. Quanto a Il Fatto Quotidiano, non riusciamo più a capire la linea di questo giornale sempre contro un Governo Meloni che anche noi critichiamo. Ma Marco Travaglio e compagni, tanto bravi a criticare il Governo Meloni, dovrebbero indicare un’alternativa credibile, che non può certo essere l’armata Brancaleone del centrosinistra italiano. Veramente ci vogliono proporre Giuseppe Conte dopo i due fallimentari Governi che ha guidato? Gli strafalcioni sulla gestione della pandemia, vera o presunta, sul superbonus 110%, su banchi con le rotelle, sulle libertà personali conculcate con provvedimenti amministrativi non hanno insegnato nulla? Via, cerchiamo di essere seri!
La vera alternativa è l’uscita immediata dell’Italia dall’euro non certo tre stupidi trattati commerciali che affosseranno ulteriormente l’agricoltura europea
Qualcuno dirà? L’alternativa quale sarebbe? Dal nostro punto di vista è molto semplice: l’uscita dell’Italia da una fallimentare Unione europea che continua a fare danni su danni. Le ultime tre minchiate ‘europeiste’ solenni sono l’applicazione del Mercosur alla faccia di un Parlamento europeo che è solo un vuoto a perdere; il trattato commerciale con l’India e il trattato commerciale con l’Australia. Non solo l’Ue sta distruggendo una parte dell’agricoltura mediterranea con pale eoliche e pannelli fotovoltaici ma ha siglato tra accordi commerciali che penalizzano ancora una volta l’agricoltura europea per consentire alle industrie – in testa le industrie automobilistiche tedesche – di vendere i propri prodotti. per fare sopravvivere un’industria ormai fallimentare bisogna sacrificare l’agricoltura. Incredibile: la globalizzazione è fallita dopo aver provocato danni economici e sociali enormi. Ma la Germania, che controlla l’Unione europea con il ricatto del debito, insiste con la stupidità dell’export. Con la Commissione europea che approva ed applica trattati commerciali fregandosene del Parlamento europeo e dei Parlamenti del 27 Paesi Ue. Di fatto è stato abolito il princio dell’unanimità. Con l’informazione ‘libera’ che tace. E con i vertici di 27 Parlamenti che fanno finta di non capire. Una vergogna istituzionale prima che politica. Che dicono i signori del centrosinistra dei tre trattati commerciali signati dall’innefabile Ursula von der Leyen, quella che ha perso i file sull’acquisto dei ‘vaccini’ anti-Covid? Di questo e di altri argomenti le opposizioni italiane di centrosinistra non parlano, visto che sono tutte ‘europeiste’. L’obiettivo di questi signori del centrosinistra, come diciamo in Sicilia, è quello d’assittarisi: sono interessati solo alle poltrone. Cercano il potere allo stato puro, senza alcun’altra motivazione.
Aderire temporaneamente al dollaro americano utilizzando l’istituto del debito detestabile
Ben gli sta al Governo Meloni e, in particolare, a Fratelli d’Italia e alla Lega, due partiti che, tradendo gli elettori euroscettici che li hanno sostenuti e votati, hanno finito di consegnare l’Italia ai ‘banditi’ dell’Unione europea a ‘trazione’ tedesca. E ora sono lì a implorare lo sforamento del 3%, che significa fare altri debiti, perché la grande ‘genialata’ di chi ha infognato l’Italia nell’Unione europea dell’euro è stata proprio questa: avere barattato la sovranità monetaria e politica per un sistema di folle indebitamento. Una vergogna. Con l’euro hanno distrutto l’Italia e continuano a ‘scassare la minchia’ con la ‘bassa produttività’. La cosa più logica sarebbe uscire subito dalla gabbia dell’euro e aderire temporaneamente al dollaro americano. Contestando il debito da 3 mila miliardi di euro, sollevando l’istituto del debito detestabile. La Germania si opporrà? Tranquilli: ci penserebbe Donald Trump a fare ‘inghiottire’ alla Germania il debito detestabile italiano. Si tratterebbe di anticipare la fine della fallimentare Unione europea dell’euro. Tra l’altro, la Francia con 3 mila e 500 miliardi di debito pubblico ci seguirebbe a ruota. I politici francesi, per tradizione, non hanno “l’anello al naso” e non pagheranno mai 3 mila e 500 miliardi di debito pubblico all’Europa. Non a caso, in questo 2026, si sono ‘auto-confezionati’ un Bilancio di quasi 70 miliardi di euro tutto a debito, non certo come il Governo Meloni, che ha ‘impiccato’ l’Italia a un balordo bilancio di appena 21 miliardi di euro fatto di risparmi e di soldi scippati a banche a assicurazioni che verranno pagati dai cittadini. L’uscita dall’euro è una proposta alternativa seria, non le chiacchiere dei poltronisti del centrosinistra.
Foto tratta da Il Giornale







