
di Frate Domenico Spatola
Venne corretta per l’aspetto giuridico dal cardinale Ugolino, divenuto successivamente Papa Gregorio IX
29 novembre 1223. È la data cara ai Francescani. Quel giorno Papa Onorio III approvò la “Regola e Vita dei Frati Minori”. Era la Terza, le prime due non avevano avuto esito positivo per ragioni diverse. Questa, in dodici Capitoli, si qualifica, a detta del suo più illustre interprete San Bonaventura, “medulla Evangelii”. Il Vangelo è il contenuto tematico, a corollario è la descrizione di come Francesco e i primi dodici Frati la osservavano. Laboriosa gestazione fu quella di Fonte Colombo. Il “Sine glossa”, ripetuto tre volte e con accanimento dal fondatore ai frati ministri provinciali venuti per trattare, non era negoziabile né disponibile a compromessi. Venne corretta per l’aspetto giuridico dal cardinale Ugolino, divenuto successivamente papa Gregorio IX. La Regola, a confronto di altre preesistenti, si rivelò rivoluzionaria per il sentire nuovo della “vita fraterna, in minorità e povertà”, autentico carisma di Francesco, nella “fratellanza” con tutte le creature. Stile nuovo per il Vangelo da vivere nella quotidianità e accessibile a ogni età. I santi Francescani numerosi, che oggi la liturgia celebra, hanno colto della Regola lo spirito di Francesco avendone attuato il carisma nella Chiesa.







